Dott. Giulio Perrotta
Dott. Giulio Perrotta

    Dal  2 Maggio 2012 ...

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   CURRICULUM VITAE 

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         Dott. Giulio Perrotta

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                     Ultimo aggiornamento:  1 Agosto 2021

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(CV + Elenco pubblicazioni) / GIULIO PERROTTA (2021)
1. CV completo - Giulio Perrotta.pdf
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ATTIVITA' PROFESSIONALE

 

  1. Psicologo sp.do in Psicoterapia strategica
  2. Editor-in-chief della rivista medica internazionale "Open Journal of Trauma" (ISSN: 2640-7949, ID: 10.17352/ojt) del gruppo editoriale americano Peertechz Publications Inc.
  3. Criminologo forense sp.to in culti settari e profili di sicurezza pubblica e privata
  4. Consulente legale sp.to in SSPL e tecniche di risoluzione delle controversie in stragiudiziale, in ambito civile e penale
  5. Docente in materie umanistiche e cliniche
  6. Saggista

BIOGRAFIA

 

Classe 1984, nasce in Sicilia, dove conclude la maturità scientifica.

In seguito si trasferisce prima a Macerata e poi a Firenze e Campobasso, dove completa gli studi giuridici, ampliando a Milano la sua formazione in ambito criminologico. In quegli anni si dedica alla manualistica su temi di interesse investigativo di matrice religiosa e misterica: i culti settari e le religioni monoteiste. Avvicinatosi allo studio della mente umana, sempre in quegli anni, conclude anche gli studi psicologici, per poi arricchire ulteriormente la sua formazione con altri titoli accademici in ambito pedagogico, filosofico, sociologico e clinico.

Ha ricoperto diversi incarichi amministrativi, anche di rilevanza dirigenziale, e attualmente è impegnato in altri percorsi accademici di formazione post-lauream, in ambito didattico e clinico.

L'orientamento clinico è di scuola costruttivista, anche se la sua linea interpretativa sulle psicopatologie è mediata dai contributi cognitivo-comportamentali e psicodinamici, e pertanto risulta essere maggiormente multidisciplinare. 

I suoi contributi sono orientati in prevalenza alla diagnosi psicopatologica di tutte le età evolutive, allo studio delle forme degenerative, alle neuroscienze applicate ai fenomeni misterici e di confine, alle tematiche criminologiche e giuridico-politiche, pubblicando 203 contributi tra articoli dottrinali, commenti a sentenze, saggi divulgativi e narrativi, revisioni e ricerche scientifiche, in Italia e in decine di riviste internazionali di settore.

Inoltre, nell'area clinica, è ideatore di 5 modelli (M), 8 questionari (Q) e 3 protocolli (P):

  • (MPICI per la diagnosi clinica dei disturbi di personalità [45, 56, 58-59, 65, 71-72, 86];
  • (M) PAD per la dipendenza affettiva [83];
  • (M) PDM per i meccanismi di difesa umani [-];
  • (M) PHEM per le emozioni umane [-];
  • (M) DM - DecaModel in psicoterapia strategica [73];
  • (QPICI-2C per bambini [45, 56, 58-59, 65, 71-72, 86];
  • (Q) PICI-2TA per adolescenti e adulti [45, 56, 58-59, 65, 71-72, 86];
  • (Q) PICI-2FT per i tratti funzionali, in ogni fascia d'età [71, 86];
  • (QPAD-Q per la dipendenza affettiva [83];
  • (Q) PDM-Q per i meccanismi di difesa [-];
  • (Q) PSM-Q per la matrice sessuale individuale [69, 84];
  • (Q) PQPC-Q per indagare il profilo clinico, fiico e psicologico, nel "long covid" [64]
  • (Q) PID-Q per la gestione clinica del paziente disbiotico, in terapia integrativa [85]
  • (P) PPP-DNA (o "fGR"), nell'ambito della gestione del paziente dell'area nevrotica, in chiave strategica [-];
  • (P) PPP-ISC, nell'ambito della gestione farmacologica e integrativa da/per Covid-19 [77];
  • (P) PID, nell'ambito della gestione integrativa e alimentare per le forme di disbiosi intestinale [75, 85].

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I CONTRIBUTI IN PSICOSESSUOLOGIA

 

Degno di nota è il questionario articolato sulla matrice sessuale individuale (Perrotta Individual Sexual Matrix Questionnaire, PSM-1) [69], che studia in 5 sezioni l'universo sessuale della persona:

  • i dati personali, identificativi e di contatto (Sezione A);
  • l'anamnesi sessuale con gli aspetti legati all'orientamento sessuale, agli indicatori causali, alle fonti di conoscenza, alle attitudini, al genere sessuale, alle zone erogene e alle disfunzioni sessuali (Sezione B);
  • la componente emotiva ed emozionale sessuale, con particolare attenzione ai profili legati all'abuso e ai traumi psicologici infantili e pregressi (Sezione C);
  • la componente comportamentale sessuale e la sua indagine psicopatologica (Sezione D);
  • la componente relazionale in coppia, con particolare riguardo allo stile di relazione in coppia (Sezione E).

Il questionario PSM-1 è stato poi aggiornato (PSM-Q), migliorando alcune sezioni tematiche sotto il profilo organizzativo, come le sezioni C e D, e riutilizzato in una ricerca con un campione rappresentativo di 600 partecipanti, in eguali parti tra il campione di popolazione maschile e quello femminile, facendo emergere il soddisfacimento unanime degli intervistati (del campione clinico), con il 30% ha potuto osservare un riposizionato della propria dimensione sessuale in virtù di un diverso inquadramento, anche psicopatologico, confermando l'utilità dei questionari somministrati proprio in chiave psicodiagnostica. [84] 

Perrotta Individual Sexual Matrix - Questionnaire (PSM-Q)
Versione in italiano
3. PSM-Q.pdf
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Altrettando degne di nota sono i contributi scientifici sulla dimensione parafiliaca [24, 33, 43], sui comportamenti sessuali disfunzionali [53, 78], sulla disforia di genere [35, 66], sugli aspetti psicopatologici negli orientamenti sessuali [42, 57, 79] e sulle posizioni poligamiche [80]. Qui di seguito nel dettaglio:

  • Da una ricerca, avente per oggetto la correlazione tra disforia di genere e disturbi di personalità [66], su un campione ristretto (255) di popolazione transessuale, tra i 18 e i 72 anni, è emersa in quasi la totalità (97,5%) la presenza di almeno 5 tratti disfunzionali di personalità afferenti al cluster B del PICI-1TA (borderline, narcisista, istrionico, antisociale, masochista, sadico), ponendo così interessanti quesiti sulla presunta comorbilità tra la disforia di genere e i disturbi in esame.
  • Da una ricerca, avente per oggetto la correlazione tra l'attività di meritricio volontario e disturbi di personalità [74], su un campione rappresentativo (838) di popolazione di genere maschile e femminile definito, tra i 18 e i 49 anni, è emersa in quasi la totalità (93,4%) la presenza di almeno 4 tratti disfunzionali di personalità afferenti al cluster B del PICI-1TA (bipolare, borderline, narcisista, istrionico, antisociale, masochista, sadico) e cluster C del PICI-1TA (psicopatico), ponendo così interessanti interrogativi sulla presunta comorbilità tra l'attività di prostituzione volontaria e i disturbi in esame. 
  • Da una ricerca ancora, avente per oggetto la distinzione tra le fantasie sessuali funzionali e quelle disfunzionali [77], su un campione ridotto (122) di popolazione di genere maschie e femminile definito, tra i 14 e i 79 anni, è emersa una buona attendibilità dello strumento PSM (Perrotta Individual Sexual Matrix Questionnaire) [69] utilizzato, rilevando il frequente errore di riconoscimento tra una fantasia sessuale funzionale e una disfunzionale pari al 38,8% dei casi riscontrati, e il conseguente errato approccio del paziente alla sua condizione inficiata nella totalità dei casi da sentimenti di colpa e di vergogna. 
  • Da una ricerca, avente per oggetto la valutazione dei profili di disfunzionalità negli orientamenti diversi dalla eterosessualità [79], su un campione rappresentativo (1430) di popolazione di genere maschile e femminile definito, tra i 18 e i 75 anni, è emersa una marcata presenza di tratti disfunzionali negli orientamenti non eterosessuali, rispetto al gruppo eterosessuale. In particolare, la tendenza disfunzionale nel gruppo eterosessuale è del 50,5%, mentre nel gruppo omossessuale è del 71,4%; tale percentuale si alza di quasi due punti nel gruppo bisessuale arrivando al 73,2%, per confermare la disfunzionalità nella totalità (100%) dei campioni di popolazione asessuali e pansessuali. Il campione bi-curioso rileva invece un grado di disfunzionalità pari al 55%, poco più alto del gruppo eterosessuale. Ulteriore dato estremamente importante è rappresentato dalla possibile causa/concausa all'origine dell'orientamento non eterosessuale: il 100% del campione non eterosessuale, rispetto al 50,6% degli intervistati eterosessuali, hanno dichiarato una delle seguenti ipotesi: abuso psicologico e/o fisico in età infantile o preadolescenziale, attaccamento patologico, relazione parentale squilibrata, sovraesposizione alla pornografia o alla sessualità in età giovanile, squilibrio ormonale e disturbo mentale familiare grave. Tali dati, nella loro globalità, confermerebbero la forte tendenza disfunzionale e patologica dei soggetti che hanno dichiarato il proprio orientamento non eterosessuale, così come le risultanze riscontrate sugli studi della componente neurobiologica degli orientamenti non eterosessuali (che presenterebbero precisi segni di ipo / iper funzione e struttura, tali da far sospettare una loro implicazione psicopatologica) [35, 42, 57] e sui fenomeni psicopatologici di cuckolding / troilism (ovvero provare piacere sessuale nel subire il tradimento o di condividere l'esperienza del tradimento) [43]. In estrema sintesi, gli orientamenti non etero sembrerebbero essere dei veri e propri "adattamenti" a specifici traumi infantili; tuttavia, però non tutti gli adattamenti della mente, nati da un trauma, producono una psicopatologia. Certi adattamenti, infatti, come gli orientamenti sessuali non etero, secondo tale ipotesi di studio, non sarebbero indicatori patologici, quindi il problema di sanare  o intervenire sulla presunta condizione morbosa non sussisterebbe proprio perché l'orientamento non etero non è una malattia. La disfunzionalità riguarda tutt'al più la condizione psicopatologica di personalità che, negli orientamenti non etero, è superiore al campione etero.
  • Da una ricerca, avete per oggetto la percezione poligamica [80], su un campione indicativo (540) di popolazione di  genere maschile e femminile definito, tra i 18 e i 72 anni, è emersa la presenza di un forte pregiudizio e preconcetto sulla poligamia, che viene confusa con il cuckolding o altre forme d’amore disfunzionali. Le motivazioni che giustificano la scelta monogama sono spesso legate all’idea che la poligamia non comporti amore o che il sesso sia più importante dell’amore o che il giudizio sociale sia un deterrente a una scelta libera e consapevole o che la gelosia e la possessività impediscano di aprirsi a visioni poligamiche, nonostante il 63,84% (336/540) dichiari di essere favorevole a sperimentare un rapporto sessuale occasionale a tre (threesome), a patto che il partner non sia presente o non interagisca con altre persone. La ricerca ha inoltre evidenziato che nei giovani selezionati, la curiosità e la voglia di scoprire fanno propendere maggiormente verso l’idea della scoperta poligama (anche se spesso cadono in fantasie e pensieri più vicini a forme disfunzionali); tuttavia è solo in età adulta e matura che questo sistema relazionale (poligamia) riesce a radicarsi, anche grazie a possibili passati traumatici individuali non rielaborati.

I CONTRIBUTI NELLA RICERCA PSICOLOGICA, NEUROPSICOLOGICA E PSICHIATRICA

 

Pubblicate in diverse nazioni, i suoi studi di revisione e ricerca si sono concentrati su 4 tematiche centrali:

  1. Disturbi neurologici, del neurosviluppo e neurodegenerativi [6-9, 11-39, 48-49, 51-54].
  2. Capacità e funzioni psichiche, processi e meccanismi psicologici [10, 23, 27, 29, 32, 50, 55-56].
  3. Disturbi psicopatologici [14-22, 24-26, 28, 30-31, 33-34, 41-43, 46, 52-54, 57, 59-63, 65-68, 70-72, 74, 76, 78-79, 81-84, 86].
  4. Contributi teorico-pratici in "psicoterapia strategica" [44, 50, 73].

In particolare:

  • Il dismorfismo corporeo [41] non è semplicemente una variante del disturbo ossessivo ma può essere a tutti gli effetti un sintomo di un disturbo di personalità diversamente inquadrato.
  • La dipendenza affettiva [61] è erroneamente inquadrata tra le dipendenze comportamentali e rappresenta invece un sintomo di una manifestazione psicopatologica di personalità ben distinta, in base al quadro sintomatologico generale. Per trovare conferme su tale ipotesi è stato predisposto un questionario specifico (PAD-Q) [83] composto da 35 item, su scala L0-5, in grado di definire l'eventuale presenza della tendenza dipendente, il grado di compromissione e la tipologia strutturale (affettivo-nevrotico, dipendente puro, istrionico, masochistico, borderline, narcisistico covert e psicotico). 
Perrotta Affective Dependence - Questionnaire
Questionario sulla dipendenza affettiva (Versione italiana)
2. PAD-Q It.pdf
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  • In psicoterapia, il passaggio fondamentale per far evolvere la persona è condurla dalla coscienza e volontà [44] della sua condizione alla piena e totale consapevolezza nel volere il cambiamento. Viene strutturato così un modello di psicoterapia strategica, chiamato "decagonale" [73], composto da 10 passaggi.
  • Il disturbo borderline [46] e narcisistico [52] di personalità possono essere inquadrati in una precisa scala di valutazione partendo dai loro tratti caratteristici, disegnando così un profilo psicodiagnostico che tende da una semplice caratterizzazione tipica nelle elevazioni altamente funzionali fino al massimo livello di disfunzione e compromissione patologica.
  • L'incapacità di gestire in maniera funzionale e adattativa gli stati d'ansia [63] è alla base di tutte le condizioni psicopatologiche, quale elemento strutturale. Riconoscere la forma sana dalla forma disfunzionale è il primo passo per imparare quali tecniche usa la nostra mente per sfogare l'eccesso accumulato, rivalutando così ogni stato morboso in maniera meno rigida e più funzionale e strategica.
  • L'uso massiccio di tatuaggi corporei [76] è un segno clinico con rilevanza psicopatologica, afferente maggiormente al disturbo bipolare, borderline, istrionico, narcisistico, antisociale, sadico, masochistico e psicopatico. 
  • Il concetto di "alienazione parentale" (PAS) [82] dev'essere inquadrato clinicamente come disturbo specifico dell'adattamento (o variante specifica dello stesso), proprio per le sue caratteristiche intrinseche e per i risultati della ricerca effettuata, seppur su un campione ridotto (21) di bambini tra i 4 anni e i 10 anni, con manifestazione comportamentale clinicamente rilevante e presunta etichetta di "alienazione parentale". Sottoposti al PICI-1C sono risultati per il 18,5% affetti dal disturbo dirompente, per il 13,7% dal disturbo disadattivo della separazione, per il 23,4% dal disturbo oppositivo, per il 23,4% dal disturbo esplosivo intermittente, per il 7,3% dal disturbo disinibito di impegno sociale e per il 13,7% dal disturbo di attaccamento, tutti accumunati da caratteristiche iniziali tipiche del disturbo dell'adattamento a seguito di specifici traumi infantili mantenuti nel tempo poi grazie a comportamenti genitoriali in grado di alimentare la disfunzionalità del trauma subito dal minore. 
  • L'ingente uso giornaliero di internet e dei contenuti telematici, senza controllo parentale [81], in un campione rappresentativo (975) tra i 16 anni e i 24 anni, rappresenta una condizione predisponente o aggravante dell'insorgere di psicopatologie. In particolare: il campione maschile sottoposto al PICI-1TA ha riportato per l'84,6% almeno 5 tratti disfunzionali tra i disturbi di personalità bipolare, schizoide e schizoaffettivo, mentre il 15,4% ha riportato almeno 4 tratti disfunzionali tra i disturbi di personalità masochista, psicopatico, delirante, istrionico, narcisista e borderline, tutti in comorbidità con il disturbo parafiliaco (50,9%), il disturbo sonno-veglia (75,6%) e il disturbo da dipendenza comportamentale (90,1%); il campione femminile ha ottenuto invece per il 94,7% almeno 5 tratti disfunzionali tra i disturbi di personalità borderline, narcisistici e sadici, e per il 5,3% almeno 4 tratti disfunzionali tra i disturbi di personalità bipolare, paranoide, istrionico e psicopatico, tutti in comorbidità con i disturbi dell'alimentazione (50,6%), la dipendenza comportamentale (74,9%) e i disturbi del sonno-veglia (92,9%). Sulla base di questi dati è ragionevole affermare che l'84,6% del campione di popolazione maschile e il 94,7% (del campione di popolazione femminile presenti tratti psicopatologici marcati. Da questo livello di morbosità psicopatologica si può facilmente dedurre che l'eccessiva sovraesposizione all'uso di internet, senza un capillare e specifico controllo genitoriale, nell'infanzia e nella preadolescenza, espone il soggetto ad acquisire una serie di comportamenti appresi attraverso i social-network e più in generale su internet, capaci di modificare significativamente la crescita psicofisica della persona. Se poi i comportamenti appresi vengono acquisiti da terzi che manifestano comportamenti e condotte disfunzionali, perché a loro volta frutto di condizioni psicopatologiche, il risultato è l'acquisizione di quel comportamento disfunzionale come "funzionale e non patologico", con tutte le conseguenze derivanti. 

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Una delle più importanti ricerche però si è focalizzata sulla nuova "Teoria Psicodinamica Integrata" (IPM) e sulle diverse applicazioni in psicopatologia. Partendo dal concetto generale di “personalità” [45, 56, 58, 65], secondo i modelli conosciuti in letteratura, si pone l’accento sull’importanza dei tratti di personalità (sotto il profilo strutturale) e dei funzionamenti di personalità (sotto il profilo funzionale e strategico). Ne consegue:

  1. Una modifica del paradigma psicodinamico moderno a seguito delle integrazioni teoriche del nuovo modello descritto, più rispondente alle esigenze cliniche e tutto l'intero modello, comprensivo delle singole parti interne ed esterne, descrive la personalità dell’individuo, dai livelli più esterni a quelli più interni.
  2. La “personalità” è dunque, da un punto di vista funzionale, la stabile e durevole organizzazione del modello proposto; sotto il profilo strutturale, invece, la personalità diventa la rappresentazione totalitaria del modello (quello che i gestaltici etichetterebbero con l’assunto che “il tutto è più della somma delle singole parti”); è dunque l’insieme totalitario delle singole parti descritte e grado di interagire con l’esterno, secondo precisi meccanismi adattativi (in assenza di psicopatologie) o disadattativi (in presenza di psicopatologie). I “tratti di personalità”, infine, non sono altro che espressione della personalità nelle sue singole parti (l’espressione sociale delle traiettorie interne).
  3. Le “psicopatologie" sono il prodotto delle alterazioni strutturali e funzionali delle istanze contenute nel modello stesso, in risposta all’ambiente esterno (socio-ambientale), ma in termini diversi dal modello psicodinamico classico e/o moderno (IO ipertrofico – ES ipotrofico / IO ipotrofico – ES ipertrofico); in questo modello si porrà attenzione invece esclusivamente alle “funzioni dell’Io” (patologiche se ipervigili, instabili o frantumate), in quanto fisicamente l’Io e l’Es restano strutturalmente invariati. 
  4. Il nuovo modello prevede una nuova classificazione dei disturbi (PIM), integrando le conoscenze del DSM-V con il PDM-II, stabilendo che la diagnosi sia sempre personologica, sulla base dei tratti disfunzionali, classificando i disturbi in 3 cluster (18 per i bambini, 24 per gli adolescenti e adulti e 12 comuni). I disturbi di personalità diventano così "adattamenti creativi della mente" che, per struttura e funzionamento, si modellano sulla base dell'evento traumatico principale, in base alla risposta interna agli stimoli esterni, rinforzandosi in positivo o negativo in base a essi. Sono state create così, in prima edizione, 2 interviste cliniche, una per bambini (PICI-1C) con 150 item, e una per adolescenti e adulti (PICI-1TA) con 195 item, entrambe su scala SI/NO [45, 56]. Confrontate per risultato con l'MMPI-II, in una ricerca con un campione di 472 soggetti, è stata dimostrata l'affidabilità diagnostica al 98,73% rispetto alle diagnosi ottenute utilizzando il Minnesota test, addirittura con una maggiore indicazione circa i tratti disfunzionali da trattare in psicoterapia. [59] In seconda edizione, le 2 interviste cliniche per l'individuazione dei tratti disfunzionali di personalità (PICI-2C / PICI-2TA) sono state revisionate e rese più snelle (128 item per la C e 173 item per la TA), soprattutto per i profili interpretativi, con l'aggiunta di una terza intervista clinica finalizzata a individuare i tratti funzionali di personalità (PICI-2FT), con 18 item su scala L0-4. [71, 86]; sottoposte al campione di popolazione selezionato, pari a 718 partecipanti, di sesso maschile e femminile, sempre in relazione all'MMPI-II, ha garantito un'affidabilità pari al 99.7%, migliorando le performance della prima edizione (2/718 partecipanti sono risultati difformi per ragioni cliniche evidenziate nella ricerca). [86]
  5. Inquadrare la sintomatologia del paziente in un quadro nosografico specifico (componente strutturale) è utile per riconoscere gli schemi tossici abituali e le tendenze della sua personalità; tuttavia, è fondamentale però porre l'accento sull'aspetto funzionale della sua personalità (componente funzionale) e pertanto lavorare sulle sue risorse, sulle tentate soluzioni, sui circoli viziosi riprodotti, sull'alfabetizzazione emotiva e sulla sua consapevolezza, tenendo sempre conto che non si può semplicemente clusterizzare un funzionamento di personalità in quanto esso è la sommatoria di tutti i tratti funzionali e disfunzionali del paziente e pertanto ogni paziente è un universo di personalità a sé che nel tempo può anche mutare a seguito delle esperienze vissute, siano esse positive (e funzionali) o negative (e disfunzionali). [86]
  6. La somministrazione del PICI, nel tempo presente, fotografa il momento storico del paziente e non quello precedente; pertanto, può accadere che certi riscontri siano condizionati o distorti dal momento storico positivo o negativo che il paziente sta vivendo. E' importante che il terapeuta inquadri in modo chiaro ed esaustivo l'universo anamnestico del paziente, per fotografare anche i momenti precedenti la somministrazione del PICI, per comprendere eventuali iperattivazioni o omissioni di attivazione a seguito di un momento di stabilità del paziente che, in realtà, nasconde la reale portata della sua manifestazione clinica. Se però la diagnosi negli adolescenti e ancora di più negli adulti è tendenzialmente stabile e assoluta, soprattutto in chi presenta determinati comportamenti disfunzionali da più tempo, nei bambini, la diagnosi personologica è sempre relativa, in quanto la giovane età permette di modificare più facilmente il comportamento disfunzionale e correggere dunque la tendenza psicopatologica, al netto da rinforzi esterni come la famiglia e il contesto sociale. Si suggerisce di somministrare il questionario insieme al paziente aiutandolo nella siglatura, così da evitare omissioni, manipolazioni o difetti di consapevolezza da parte del paziente; risulta comunque utile la siglatura esclusiva da parte del paziente, con visto finale del terapeuta al termine della somministrazione, nell'ipotesi in cui si voglia sondare il grado di consapevolezza e collaborazione del paziente stesso. [86]
Perrotta Integrative Clinical Interview - 2 / TA
Test di personalità per individuare i tratti disfunzionali negli adolescenti e negli adulti (dai 12 anni in poi). Versione italiana
1. PICI-2TA (test).pdf
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Perrotta Integrative Clinical Interview - 2 / TA
Griglia di diagnosi. Versione italiana
1C. PICI-2TA (gr).pdf
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Perrotta Integrative Clinical Interview - 2 / C
Test di personalità per individuare i tratti disfunzionali nei bambini (dai 4 agli 11 anni). Versione italiana
4. PICI-2C (test).pdf
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Perrotta Integrative Clinical Interview - 2 / C
Griglia di diagnosi. Versione italiana
1F. PICI-2C (gr).pdf
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Perrotta Integrative Clinical Interview - 2 / FT
Test di valutazione per l'individuazione dei tratti funzionali di personalità.
Versione italiana
1G. PICI-2FT.pdf
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I CONTRIBUTI IN AMBITO MEDICO

 

Degna di nota è lo studio di revisione sul microbiota intestinale e sulla disbiosi intestinale [75]; quest'ultima in grado di favorire e/o incrementare la sintomatologia psichiatrica, secondo un meccanismo di interferenza con la produzione della noradrenalina, GABA, serotonina e dopamina; tale interferenza potrebbe essere alla base dell'insorgenza di molte ipotesi patologiche legate alla sfera psichica, come ansia, depressione, disturbi bipolari, disturbi di personalità e psicotici, fino allo spettro autistico, e merita pertanto maggiore attenzione clinica.

Un altro studio di revisione riguarda poi la correzione tra i disturbi d'ansia e dell'umore con l'iperistaminosi, sempre in relazione al microbiota intestinale. [47] Un corretto stile di vita e un'adeguata integrazione dei nutrienti necessari è in grado di mantenere l'equilibrio della flora intestinale, riducendo o azzerando le conseguenze a breve, medio e lungo termine della disbiosi intestinale; in tal senso, una recente proposta di protocollo (Perrotta, Intestinal DysbiosisPID) è in esame per trovare la giusta combinazione di elementi per favorire proprio l'eubiosi e ridurre il rischio di insorgenza o l'aggravamento di diverse patologie fisiche e psichiche [86], integrando allo stile alimentare sano e all'apporto di vitamine e sali, anche elementi dalle proprietà antinfiammatorie, protettive e riparatorie, come gli omega 3-6-9, la lattoferrina, la quercitina, il coenzima q10, il glutatione e il sodio butirrato:

All'uopo, è stato predisposto uno specifico questionario (Perrotta Intestinal Dysbiosis Questionnaire, PID-Q) per la gestione clinica del paziente disbiotico, in terapia integrativa. [85]

Perrotta Intestinal Dysbiosis - Questionnaire (PID-Q)
Questionario per la gestione clinica del paziente disbiotico, in trattamento integrativo (versione italiana)
PID-Q.pdf
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Un altro studio di revisione ha evidenziato come l'ossitocina [40] potrebbe essere presa in considerazione come terapia farmacologica integrativa per vari disturbi comportamentali e del neurosviluppo, come l’autismo e l’ADHD, ma soprattutto può essere anche presa in esame per i disturbi da dipendenza sessuale e per le parafilie disfunzionali e tutti i disturbi a base ansiosa, avendo un effetto ansiolitico (difatti, si è dimostrato tramite risonanza magnetica che la somministrazione di ossitocina attiva maggiormente le regioni della corteccia prefrontale e limbiche legate alla paura e meno all'amigdala, suggerendo l'ipotesi interpretativa sostenuta dallo scrivente che i disturbi d'ansia siano provocati da un difetto di gestione emotiva della paura). Gli studi in materia sono comunque orientati ad assicurarsi l’efficacia senza compromettere l’organismo, in quanto una terapia prolungata potrebbe avere effetti negativi per l’apparato cardiovascolare ed endocrino.

Un altro studio di revisione, estremamente importante, riguarda i trattamenti eradicanti la pandemia da SARS-COVID-19. In particolare, lo studio [77] prende in esame tutti i rimedi utilizzati, focalizzando con attenzione i rimedi farmacologici e integrativi alimentari in grado di ridurre in maniera drastica il rischio di riscontri gravi/gravissimi dell'infezione. Lo studio poi elenca nel dettaglio la terapia suggerita in base alla condizione medica riscontrata:

Nelle fasi conclusive dello studio, l'analisi attenziona i rischi da somministrazione delle terapie geniche (cfr. vaccini anti-covid) e tutte le ipotesi non mediche (socio-economico, politico e psicologico) funzionali per eradicare il problema definitivamente. Le implicazioni psicologiche derivanti dall'infezione SARS-COVID-19, valutate sulla base del questionario "Perrotta Informative Questionnaire on the Psychological Implications of Clinical Condictions Related to Covid-19" (PQPC-Q) [64] devono essere infine supportate da specifico trattamento psicoterapico, per evitare conseguenze peggiori in soggetti già funzionalmente compromessi. 

PQPC-1
Questionario Long-Covid19, Perrotta (Versione italiana)
Questionario Perrotta Covid (PQPC-1).pdf
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I CONTRIBUTI NELLA RICERCA PARAPSICOLOGICA

 

Degne di nota sono le revisioni e le ricerche pubblicate negli Stati Uniti in merito alla ghiandola pineale [1] in relazione ai fenomeni misterici ed extrasensoriali [2], dimostrando la diretta correlazione con le interferenze dovute ai campi elettromagnetici e l’atrofia della ghiandola, che potrebbe spiegare sia i disturbi cognitivi che le manifestazioni percettive (che coinvolgerebbe i lobi temporo-frontale e il sistema limbico). Le ricerche tuttavia sono ancora in fase di completamento.

Altra ricerca riguarda il fenomeno delle possessioni demoniache [3] che, analizzato sotto otto profili diversi, ha dimostrato l’inconsistenza del tessuto paranormale e la prova della condizione psicopatologica, secondo una precisa scala di gravità dei sintomi individuati.

Ancora un’altra ricerca si è focalizzata sull’aspetto criminologico e clinico della figura del Dio Yahweh [4], ricostruendo la sua personalità partendo dai dati contenuti nei testi sacri. Ne esce un profilo da cluster B, probabilmente Narcisistico.

Infine, in un’altra ricerca si è studiato il fenomeno dei rapimenti alieni [5], escludendo l’origine misterica a favore della condizione psicopatologica, secondo anche qui una precisa scala di gravità dei sintomi individuati.

 

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BIBLIOGRAFIA:

 

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  81. Perrotta G (2021) The learning of specific dysfunctional behavioural patterns through social network and telematics platforms in preadolescents and adolescents. Psychopathological clinical evidence. Open J Pediatr Child Health 6(1): 026-035. DOI: 10.17352/ojpch.000034.
  82. Perrotta G (2021) Parental Alienation Syndrome (PAS): definition, humanistic profiles and clinical hypothesis of absorption with “adaptation disorder”. Clinical evidence. Open J Pediatr Child Health 6(1): 026-035. DOI: 10.17352/ojpch.000035.
  83. Perrotta G (2021) Perrotta Affective Dependence Questionnaire (PAD-Q): Clinical framing of the affective-sentimental relational maladaptive model. Ann Psychiatry Treatm 5(1): 062-066. DOI: 10.17352/apt.000032.
  84. Perrotta G (2021) “Perrotta Individual Sexual Matrix Questionnaire” (PSM-Q): Technical updates and clinical research. Int J Sex Reprod Health Care 4(1): 062-066. DOI: 10.17352/ijsrhc.000025.
  85. Perrotta G (2021) Intestinal dysbiosis: definition, clinical implications, and proposed treatment protocol (Perrotta Protocol for Clinical Management of Intestinal Dysbiosis, PID) for the management and resolution of persistent or chronic dysbiosis. Arch Clin Gastroenterol, 7(2): 056-063. DOI: 10.17352/2455-2283.000100.
  86. Perrotta G (2021) Perrotta Integrative Clinical Interviews (PICI-2): innovations to the first model, the study on the new modality of personological investigation, trait diagnosis and state diagnosis, and the analysis of functional and dysfunctional personality traits. An integrated study of the dynamic, behavioural, cognitive and constructivist models in psychopathological diagnosis. Ann Psychiatry Treatm, 5(1): 067-083. DOI: 10.17352/apt.000033.

 

Manualistica e Saggistica

 

Tipologia: Manuali di Diritto e Politica

  1. Perrotta G (2015) Compendio di Diritto Penale, Primiceri Ed, I ed, pag. 230, A5, cartaceo, ISBN: 978-88-98-212-84-2.
  2. Perrotta G (2015) Scacco Matto!, Primiceri Ed., I ed., pag. 258, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-98-212-81-1.
  3. Perrotta G (2015) Compendio di Deontologia Forense e Notarile, Primiceri Ed., I ed., pag. 170, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-98-212-69-9.
  4. Perrotta G (2015) Compendio di Diritto Privato, libro primo, persone fisiche e persone giuridiche, Primiceri Ed., I ed., pag. 276, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-98-212-71-2.
  5. Perrotta G (2015) Compendio di Diritto Privato, libro secondo, il diritto di famiglia, Primiceri Ed., I ed., pag. 412, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-98-212-73-6.
  6. Perrotta G (2015) Compendio di Diritto Privato, libro terzo, le successioni e le donazioni, Primiceri Ed., I ed., pag. 230, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-98-212-77-4.
  7. Perrotta G (2016) Compendio di Diritto Penale, parte speciale (Prima parte), Primiceri Ed., co-autore, I ed., pag. 398, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-98212-96-5.
  8. Perrotta G (2016) Compendio di Diritto Penale, parte speciale (Seconda parte), Primiceri Ed., co-autore, I ed., pag. 271, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-99747-04-6.
  9. Perrotta G (2016) Compendio di Diritto Penale, parte speciale (Terza parte), Primiceri Ed., co-autore, I ed., pag. 300, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-99747-05-3.
  10. Perrotta G (2016) Compendio di Diritto Internazionale Privato, Primiceri Ed, I ed., pag. 158, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-99747-08-4.
  11. Perrotta G (2016) Compendio di Diritto Privato, libro quarto, i beni, la proprietà, i diritti reali e la proprietà intellettuale, Primiceri Ed., I ed., pag. 290, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-99747-13-8.
  12. Perrotta G (2016) Compendio di Diritto Privato, libro quinto, le obbligazioni, i contratti e la tutela giurisdizionale, Primiceri Ed., I ed., pag. 426, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-99747-17-6.
  13. Perrotta G (2016) Depenalizzazioni e Giusto Processo, co-autore, Primiceri ed., I ed., pag. 152, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-99747-24-4.
  14. Perrotta G (2016) Istituzioni di Diritto Privato, Primiceri Ed., I ed., pag. 650, A5, cartaceo, ISBN: 978-88-99747-29-9.

 

Tipologia: Manuali di Criminologia e Investigazione 

  1. Perrotta G (2015) L’indagine investigativa. Manuale teorico-pratico, Primiceri Ed., co-autore, I ed., pag. 688, formato A4, cartaceo, ISBN: 978-88-98-212-66-8.
  2. Perrotta G (2016) Criminologia Esoterica, Primiceri Ed., II ed., pag. 564, A5, cartaceo, ISBN: 978-88-98212-98-9.
  3. Perrotta G (2016) Exorcizamus te. Il vero volto di Dio, Primiceri Ed., I ed, pag. 442, A5, cartaceo, ISBN: 978-88-99747-39-8. Riedizione Luxco Ed. 2020, pag. 444, ISBN: 978-29-02114-06-1.
  4. Perrotta G (2017) Amen. Il lato oscuro del cristianesimo, Primiceri Ed., I ed., pag. 386, A5, cartaceo, ISBN: 978-88-99747-84-8. Riedizione Luxco Ed. 2020, pag. 372, ISBN: 978-29-02114-07-8.
  5. Perrotta G (2017) Le psicopatologie del dio biblico, LK ed., I ed., pag. 280, A5, cartaceo, ISBN: 978-88-275-9974-7. Riedizione Luxco Ed. 2020, pag. 300, ISBN: 978-29-02114-08-5.

 

Tipologia: Saggi di Psicologia e Parapsicologia

  1. Perrotta G (2018) Quello che gli altri non ti dicono, LK ed., I ed., pag. 240, A5, cartaceo, ISBN: 978-88-275-9972-3. Riedizione Lux-Co Ed. 2019, pag. 282, A5, cartaceo, ISBN: 978-2-902114-09-2.
  2. Perrotta G (2019) La possessione demoniaca, Lux-Co Ed., ried., pag. 312, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-2-902114-05-4.
  3. Perrotta G (2019) Psicologia generale, Lux-Co Ed., I ed., pag. 404, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-2-902114-00-9.
  4. Perrotta G (2019) Psicologia dinamica, Lux-Co Ed., I ed., pag. 246, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-2-902114-01-6.
  5. Perrotta G (2019) Psicologia clinica, Lux-Co Ed., I ed., pag. 322, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-2-902114-02-3.
  6. Perrotta G (2020) Perrotta Integrative Clinical Interview (PICI-1), LK ed., I ed., pag 270, formato A5, ISBN: 978-8-835863-84-7.
  7. Perrotta G (2021) Perrotta Integrative Clinical Interview (PICI-2), LK ed., II ed., pag 270, formato A5, ISBN: 979-1-220288-65-1.

 

Tipologia: Romanzi Fantasy:

  1. Perrotta G (2020) Yahweh. La trilogia (in italiano), LK ed., pag. 666, A5, cartaceo, ISBN: 979-12-202-1505-3.
  2. Perrotta G (2020) Yahweh. The origins (in inglese), LK ed., pag. 380, A5, paper, ISBN: 978-88-358-1045-2.

 

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COLLEGAMENTI ESTERNI

 

  1. Sito web:  www.giulioperrotta.com
  2. Google Scholar:  Giulio Perrotta
  3. Orcid ID:  0000-0003-0229-5562
  4. Academia EDU:  Giulio Perrotta
  5. ResearchGate:  Giulio Perrotta

 

 

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