Dott. Giulio Perrotta
Dott. Giulio Perrotta

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         Dott. Giulio Perrotta

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                     Ultimo aggiornamento:  5 Dicembre 2021

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(CV + Elenco pubblicazioni) / GIULIO PERROTTA (2021)
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ATTIVITA' PROFESSIONALE

 

  1. Psicologo professionista
  2. Editor-in-chief della rivista medica internazionale "Open Journal of Trauma" (ISSN: 2640-7949, ID: 10.17352/ojt) del gruppo editoriale indo-americano Peertechz Publications Inc.
  3. Direttore del "Dipartimento delle Scienze Psicologiche" della Forensic Science Academy (F.S.A.)
  4. Dottorando di ricerca in Scienze Biomediche (h-index: 26), presso il Dipartimento di Scienze Cliniche Specialistiche dell'Università Politecnica delle Marche, Facoltà di Medicina e Chirurgia (sede di Torrette - Ancona, Marche)
  5. Criminologo forense sp.to in culti settari e profili di sicurezza pubblica e privata
  6. Consulente legale sp.to in SSPL e tecniche di risoluzione delle controversie in stragiudiziale, in ambito civile e penale
  7. Docente di Criminologia applicata ai culti settari, Psicologia criminale e Psicologia clinica presso la Forensic Science Academy (F.S.A.)
  8. Autore di manuali e saggi editoriali in ambito giuridico, criminologico e scientifico

BIOGRAFIA

 

Classe 1984, nasce in Sicilia, dove conclude la maturità scientifica.

In seguito si trasferisce prima a Macerata e poi a Firenze e Campobasso, dove completa gli studi giuridici, ampliando a Milano la sua formazione in ambito criminologico. In quegli anni si dedica alla manualistica su temi di interesse investigativo di matrice religiosa e misterica: i culti settari e le religioni monoteiste. Avvicinatosi allo studio della mente umana, sempre in quegli anni, conclude anche gli studi psicologici, per poi arricchire ulteriormente la sua formazione con altri titoli accademici in ambito pedagogico, filosofico, sociologico e clinico.

Ha ricoperto diversi incarichi amministrativi, anche di rilevanza dirigenziale, e attualmente è impegnato in altri percorsi accademici di formazione post-lauream, in ambito didattico e clinico.

L'orientamento clinico è di scuola costruttivista, anche se la sua linea interpretativa sulle psicopatologie è mediata dai contributi cognitivo-comportamentali, psicodinamici e umanistici, e pertanto risulta essere maggiormente multidisciplinare. 

I suoi contributi sono orientati in prevalenza alla diagnosi psicopatologica di tutte le età evolutive, allo studio delle forme degenerative, alle neuroscienze applicate ai fenomeni misterici e di confine, alle tematiche criminologiche e giuridico-politiche, pubblicando 212 manoscritti tra articoli dottrinali, commenti a sentenze, saggi divulgativi e narrativi, revisioni e ricerche scientifiche, in Italia e per diversi editori internazionali.

 

In particolare, le tematiche di ricerca scientifica sono:

  • Area psicose​ssuale (I): Matrice Sessuale Individuale (1), Disforia di genere (2), Prostituzione volontaria (3), Fantasie sessuali (4), Parafilie (5), Orientamenti sessuali (6), Poligamia (7), Cuckolding (8), Troilismo (9).
  • Area psicopatologica (II): Diagnosi dei disturbi psicopatologici (10), Narcisismo (11), Borderline (12), Bipolarità (13), Manie (14), Fobie (15), Depressione (16), DOC (17), Ansia (18), Disturbi del sonno (19), Dismorfismo corporeo (20), Somatizzazioni (21), Disturbi alimentari (22), Dissociazioni (23), Dipendenza affettiva (24), Dipendenze comportamentali (25), Adolescenti e tecnologia (26),  Meccanismi di difesa dell'Io (27), Stati emotivi e reazioni comportamentali (28), Alienazione parentale (29), Accettazione nella malattia oncologica (30), Abusi infantili (31), Uso massiccio di tatuaggi (32), Teoria della mente (33), Teoria dell'attaccamento (34), Contributi in psicoterapia strategica (35).
  • Area parapsicologica (III): Ghiandola pineale (36), Fenomeni extrasensoriali (37), Rapimenti alieni (38), Fenomeni spiritici - apparizioni, percezioni e interazioni medianiche - (39), Possessioni demoniache (40), Credenze in ambito religioso (41), Fenomeni dissociativi in esperienze misteriche (42).
  • Area medica (IV): Epilessia e terapie (43), Ossitocina (44), Iperistaminosi (45), Microbiota/Microbioma intestinale (46, 47), Disturbi neurologici (48), Disturbi neurodegenerativi (49), Disturbi del neurosviluppo (50), Covid-19 (51), Tecniche chirurgiche nei traumi splenici (52), Rischio di disseminazione tumorale durante la laparoscopia (53), Malattia Celiaca (54), Stomie (55).

 

E' primo autore di 18 studi clinici:

  • sulla matrice sessuale individuale, con un campione di 600 persone [84];
  • sulla correlazione tra la disforia di genere e i disturbi di personalità, con un campione di 255 persone [66];
  • sulla correlazione tra l'attività di meritricio volontario e i disturbi di personalità, con un campione di 838 persone [74];
  • sulle fantasie sessuali disfunzionali, con un campione di 122 persone [77];
  • sulle evidenze cliniche negli orientamenti sessuali non etero, con un campione di 1430 persone [79]; 
  • sul modello PPP-DNA applicato mediante Five Golden Rules, con un campione di 65 persone [92];
  • sulla percezione poligamica, con un campione di 540 persone [80];
  • sulle evidenze cliniche nel troilismo, con un campione di 550 persone [87];
  • sulla dipendenza affettiva, con un primo campione di 688 persone [88] e un secondo campione di 794 persone [90];
  • sull'uso massiccio dei tatuaggi corporei, con un campione di 444 persone [76];
  • sull'alienazione parentale, con un campione di 21 persone [82];
  • sull'uso della tecnologia informatica e rete internet nei giovani adolescenti e adulti di prima fascia, con un campione di 975 persone [81];
  • sull'efficacia, efficienza e validità del PICI in relazione all'MMPI-2,  con un campione prima di 472 e poi esteso a 718 persone [59, 86];
  • sul Long-Covid, con un campione di 765 persone [64, 77];
  • sulla presunta condizione di possessione demoniaca, con un campione di 323 persone [93];
  • sulla presunta condizione di rapimento alieno, con un campione di 112 persone [96].

 

Inoltre, ancora nell'area clinica, è autore di 8 modelli teorici (Mt), 14 questionari (Q), 6 protocolli (P) e 6 scale (S):

  • (MtIPM - PICI Model per la diagnosi clinica dei disturbi di personalità e dei singoli tratti [45, 56, 58-59, 65, 71-72, 86];
  • (Mt) PAD - Model per la dipendenza affettiva [83];
  • (Mt) PDM - Model per i meccanismi di difesa umani [91];
  • (Mt) PHE - Model (o PHEM) per le emozioni umane [89];
  • (Mt) DM - DecaModel in psicoterapia strategica, per la gestione organizzativa e strutturale dell'intervento [73];
  • (Mt) fGR - Model in psicoterapia strategica, per la gestione del paziente dell'area nevrotica [92];
  • (MtTATONE - Teoria adattativa traumatica degli orientamenti non-etero [42, 57, 79], per cui essi sarebbero conseguenza di specifici adattamenti a partire da una base traumatica, che non darebbero origine a psicopatologie ma a nuovi riassetti neurobiologici e cognitivi, includendo però ipotesi di comorbidità psicopatologica (come per qualunque altro individuo eterosessuale);  
  • (Mt) TDC - Teoria disadattativa clinica, in tema di alienazione parentale [82], per cui l'ipotesi PAS altro non sarebbe che espressione di un disturbo dell'adattamento post-traumatico familiare del bambino;
  • (QPICI-2C per lo studio dei tratti disfunzionali nei bambini (4-11 anni) [45, 56, 58-59, 65, 71-72, 86];
  • (Q) PICI-2TA per lo studio dei tratti disfunzionali negli adolescenti (12-17 anni) e negli adulti (>18 anni) [45, 56, 58-59, 65, 71-72, 86];
  • (Q) PICI-2FT per lo studio dei tratti funzionali di personalità, per tutte le età [71, 86];
  • (QPAD-Q per la diagnosi del profilo relativo alla dipendenza affettiva [83, 88, 90];
  • (Q) PDM-Q per l'individuazione strutturale e funzionale dei propri meccanismi di difesa dell'Io [91];
  • (Q) PSM-Q/A-B-C per l'indagine sulla matrice sessuale individuale, sezioni A-B-C [69, 84];
  • (Q) PSM-Q/D1, per indagare la condotta sessuale, sezione D [69, 84];
  • (Q) PSM-Q/D2, per indagare i comportamenti sessuali disfunzionali [69, 84];
  • (Q) PSM-Q/EA, per indagare lo stile relazionale sessuale in monogamia [69, 84];
  • (Q) PSM-Q/EB, per indagare lo stile relazionale sessuale nelle tendenze poligame [69, 84];
  • (Q) PSM-Q/EC, per indagare lo stile relazionale sessuale in poligamia [69, 84];
  • (Q) PQPC-Q per indagare il profilo clinico, fisico e psicologico, nelle ipotesi di "Long Covid" [64];
  • (Q) PID-Q, per la gestione clinica e organizzativa del paziente in disbiosi intestinale [85];
  • (Q) PPCOP-Q1, per l'indagine psicologica della qualità della vita nei pazienti stomizzati [98]; 
  • (P) ISC, nell'ambito della gestione farmacologica e integrativa nell'ipotesi di Covid-19 [77];
  • (P) PID, nell'ambito della gestione farmacologica, integrativa e alimentare per le forme di disbiosi intestinale [75, 85];
  • (P) PPP-DNA, nell'ambito della gestione clinica del paziente affetto da disturbi dell'area nevrotica, in chiave strategica [92];
  • (P) DSC-PG, nell'ambito dello schema di diagnosi della malattia celiaca, in chiave clinica [97];
  • (P) PPCOP, nell'ambito del supporto e dell'assistenza psicologica ai pazienti stomizzati [98];
  • (P) PP-CD, nell'ambito dell'esatta individuazione dell'ipotesi clinica delle forme celiache tipiche, atipiche e sensibili (al glutine) [97];
  • (S)  PAAS, in riferimento ai rapimenti alieni [5];
  • (S)  PDPS, in riferimento alle possessioni demoniache [3, 93];
  • (S)  PBDS, in riferimento al disturbo borderline di personalità [46];
  • (S)  PNDS, in riferimento al disturbo narcisistico di personalità [52];
  • (S)  PADS, in riferimento al costrutto della dipendenza affettiva [61];
  • (S)  PPCOPS, in riferimento alla quantificazione su base clinica dell'impatto negativo nella qualità della vita di un paziente stomizzato [98].

 

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I CONTRIBUTI IN PSICOSESSUOLOGIA

 

Degno di nota è il questionario articolato sulla matrice sessuale individuale (Perrotta Individual Sexual Matrix Questionnaire, PSM-1) [69], che studia in 5 sezioni l'universo sessuale della persona:

  • i dati personali, identificativi e di contatto (Sezione A);
  • l'anamnesi sessuale con gli aspetti legati all'orientamento sessuale, agli indicatori causali, alle fonti di conoscenza, alle attitudini, al genere sessuale, alle zone erogene e alle disfunzioni sessuali (Sezione B);
  • la componente emotiva ed emozionale sessuale, con particolare attenzione ai profili legati all'abuso e ai traumi psicologici infantili e pregressi (Sezione C);
  • la componente comportamentale sessuale e la sua indagine psicopatologica (Sezione D);
  • la componente relazionale in coppia, con particolare riguardo allo stile di relazione in coppia (Sezione E).

Il questionario PSM-1 è stato poi aggiornato (PSM-Q), con specifiche scale sulla condotta sessuale (Q/A-B-C), sui comportamenti disfunzionali (Q-D) e sugli stili relazionali di coppia in ambito sessuale (Q/E1, Q/E2 e Q/E3), migliorando poi alcune sezioni tematiche e riutilizzato in una ricerca con un campione rappresentativo di 600 partecipanti, in eguali parti tra il campione di popolazione maschile e quello femminile, facendo emergere il soddisfacimento unanime degli intervistati (del campione clinico), con il 30% ha potuto osservare un riposizionato della propria dimensione sessuale in virtù di un diverso inquadramento, anche psicopatologico, confermando l'utilità dei questionari somministrati proprio in chiave psicodiagnostica. [84] 

Perrotta Individual Sexual Matrix - Questionnaire (PSM-Q)
Versione in italiano
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Altrettando degne di nota sono i contributi scientifici sulla dimensione parafiliaca [24, 33, 43], sui comportamenti sessuali disfunzionali [53, 78], sulla disforia di genere [35, 66], sugli aspetti psicopatologici negli orientamenti sessuali [42, 57, 79] e sulle posizioni poligamiche [80, 87]. Qui di seguito nel dettaglio:

  • Da una ricerca, avente per oggetto la correlazione tra disforia di genere e disturbi di personalità [66], su un campione ristretto (255) di popolazione transessuale, tra i 18 e i 72 anni, è emersa in quasi la totalità (97,5%) la presenza di almeno 5 tratti disfunzionali di personalità afferenti al cluster B del PICI-1TA (borderline, narcisista, istrionico, antisociale, masochista, sadico), ponendo interessanti quesiti sulla presunta comorbilità tra la disforia di genere e i disturbi in esame.
  • Da una ricerca, avente per oggetto la correlazione tra l'attività di meritricio volontario e disturbi di personalità [74], su un campione rappresentativo (838) di popolazione di genere maschile e femminile definito, tra i 18 e i 49 anni, è emersa in quasi la totalità (93,4%) la presenza di almeno 4 tratti disfunzionali di personalità afferenti al cluster B del PICI-1TA (bipolare, borderline, narcisista, istrionico, antisociale, masochista, sadico) e cluster C del PICI-1TA (psicopatico), ponendo così interessanti interrogativi sulla presunta comorbilità tra l'attività di prostituzione volontaria e i disturbi in esame. 
  • Da una ricerca ancora, avente per oggetto la distinzione tra le fantasie sessuali funzionali e quelle disfunzionali [77], su un campione ridotto (122) di popolazione di genere maschie e femminile definito, tra i 14 e i 79 anni, è emersa una buona attendibilità dello strumento PSM (Perrotta Individual Sexual Matrix Questionnaire) [69] utilizzato, rilevando il frequente errore di riconoscimento tra una fantasia sessuale funzionale e una disfunzionale pari al 38,8% dei casi riscontrati, e il conseguente errato approccio del paziente alla sua condizione inficiata nella totalità dei casi da sentimenti di colpa e di vergogna. 
  • Da una ricerca, avente per oggetto la valutazione dei profili di disfunzionalità negli orientamenti diversi dalla eterosessualità [79], su un campione rappresentativo (1430) di popolazione di genere maschile e femminile definito, tra i 18 e i 75 anni, è emersa una marcata presenza di tratti disfunzionali negli orientamenti non eterosessuali, rispetto al gruppo eterosessuale. In particolare, la tendenza disfunzionale nel gruppo eterosessuale è del 50,5%, mentre nel gruppo omossessuale è del 71,4%; tale percentuale si alza di quasi due punti nel gruppo bisessuale arrivando al 73,2%, per confermare la disfunzionalità nella totalità (100%) dei campioni di popolazione asessuali e pansessuali. Il campione bi-curioso rileva invece un grado di disfunzionalità pari al 55%, poco più alto del gruppo eterosessuale. Ulteriore dato estremamente importante è rappresentato dalla possibile causa / concausa all'origine dell'orientamento non eterosessuale: il 100% del campione non eterosessuale, rispetto al 50,6% degli intervistati eterosessuali, hanno dichiarato una delle seguenti ipotesi: abuso psicologico e/o fisico in età infantile o preadolescenziale, attaccamento patologico, relazione parentale squilibrata, sovraesposizione alla pornografia o alla sessualità in età giovanile, squilibrio ormonale e disturbo mentale familiare. Tali dati, nella loro globalità, confermerebbero la forte tendenza disfunzionale e patologica dei soggetti che hanno dichiarato il proprio orientamento non eterosessuale, così come le risultanze riscontrate sugli studi della componente neurobiologica degli orientamenti non eterosessuali (che presenterebbero precisi segni di ipo / iper funzione e struttura, tali da far sospettare una loro implicazione psicopatologica) [35, 42, 57] e sui fenomeni di cuckolding / troilism (ovvero provare piacere sessuale nel subire il tradimento o di condividere l'esperienza del tradimento) [43]. In estrema sintesi, gli orientamenti non etero sembrerebbero essere dei veri e propri "adattamenti" a specifici traumi infantili; tuttavia, però non tutti gli adattamenti della mente, nati da un trauma, producono una psicopatologia. Certi adattamenti, infatti, come gli orientamenti sessuali non etero, secondo tale ipotesi di studio, non sarebbero indicatori patologici, quindi il problema di sanare  o intervenire sulla presunta condizione morbosa non sussisterebbe proprio perché l'orientamento non etero non è una malattia. La disfunzionalità riguarda tutt'al più la condizione psicopatologica di personalità che, negli orientamenti non etero, è superiore al campione etero.
  • Da una ricerca, avete per oggetto la percezione poligamica [80], su un campione indicativo (540) di popolazione di  genere maschile e femminile definito, tra i 18 e i 72 anni, è emersa la presenza di un forte pregiudizio e preconcetto sulla poligamia, che viene confusa con il cuckolding o altre forme d’amore disfunzionali. Le motivazioni che giustificano la scelta monogama sono spesso legate all’idea che la poligamia non comporti amore o che il sesso sia più importante dell’amore o che il giudizio sociale sia un deterrente a una scelta libera e consapevole o che la gelosia e la possessività impediscano di aprirsi a visioni poligamiche, nonostante il 63,84% (336/540) dichiari di essere favorevole a sperimentare un rapporto sessuale occasionale a tre (threesome), a patto che il partner non sia presente o non interagisca con altre persone. La ricerca ha inoltre evidenziato che nei giovani selezionati, la curiosità e la voglia di scoprire fanno propendere maggiormente verso l’idea della scoperta poligama (anche se spesso cadono in fantasie e pensieri più vicini a forme disfunzionali); tuttavia è solo in età adulta e matura che questo sistema relazionale (poligamia) riesce a radicarsi, anche grazie a possibili passati traumatici individuali non rielaborati. 
  • Da una ricerca, avente per oggetto le evidenze cliniche nel troilismo [87], inteso come instaurazione di un rapporto poligamo e/o poliamoroso, su un campione rappresentativo (550) di genere maschile e femminile definito, tra i 18 e i 75 anni, è emerso un dato statistico unanime: il 100% del campione di popolazione presenta una serie di tratti di personalità disfunzionali che sono significativi per la diagnosi di un disturbo specifico; in particolare: nel cluster A sono ricorrenti il disturbo d'ansia, il disturbo fobico, il disturbo ossessivo, il disturbo dipendente e il disturbo depressivo; nel cluster B il disturbo bipolare B il disturbo bipolare, il disturbo borderline, il disturbo narcisistico e il disturbo sadico-masochistico sono ricorrenti; nel cluster C il disturbo schizoide, il disturbo schizotipico, il disturbo schizoaffettivo e il disturbo dissociativo sono ricorrenti. Il disturbo di dipendenza comportamentale e/o il disturbo di dipendenza da droga/alcool è presente in tutti i soggetti studiati. L'intero campione della popolazione selezionata presenta inoltre positività al test dei comportamenti disfunzionali nelle relazioni poligame, con dati estremamente elevati nelle forme troilistiche relazionali con stile binario e/o anarchico. I dati riportati e rielaborati mostrano dunque la totale predisposizione psicopatologica dei soggetti che consapevolmente intraprendono uno stile poligamico di relazione di coppia, confermando la prevalenza di disturbi borderline e narcisistici, fino alla marcata presenza di tratti psicotici disfunzionali nei soggetti che prediligono la relazione troilista di tipo sentimentale anarchico. Le cause principali che spingono il soggetto ad intraprendere il percorso troilista sono per lo più traumatiche esperienze relazionali di tipo familiare e affettivo-sentimentale (tradimento); pertanto la tensione emotiva e l'ansia derivante dalla paura di rivivere esperienze negative viene attenuata dallo stile di relazione troilista, favorendo un marcato controllo narcisistico che genera, aggrava o autoalimenta i tratti disfunzionali riscontrati. Infatti, le esperienze emotive vissute durante la condotta troilista (polisessuale o poliamorosa) agiscono come rinforzo positivo, per il mantenimento e il rafforzamento delle credenze del soggetto. A sostegno di questa ipotesi c'è la constatazione che, sia per il campione di popolazione maschile e femminile, il controllo narcisistico è il motivo centrale per mantenere lo stile troilista. La scelta troilista (poligama o poliamorosa) è dunque da considerarsi marcatamente disfunzionale, e quindi meritevole di un approfondimento clinico per meglio inquadrare il paziente.

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I CONTRIBUTI NELLA RICERCA PSICOLOGICA, NEUROPSICOLOGICA E PSICHIATRICA

 

Pubblicate in diverse nazioni, i suoi studi di revisione e ricerca si sono concentrati su 4 tematiche centrali:

  1. Disturbi neurologici, del neurosviluppo e neurodegenerativi [6-9, 11-39, 48-49, 51-54].
  2. Capacità e funzioni psichiche, processi e meccanismi psicologici [10, 23, 27, 29, 32, 50, 55-56, 89, 91].
  3. Disturbi psicopatologici [14-22, 24-26, 28, 30-31, 33-34, 41-43, 46, 52-54, 57, 59-63, 65-68, 70-72, 74, 76, 78-79, 81-84, 86-90, 93].
  4. Contributi teorico-pratici in "psicoterapia strategica" [44, 50, 73, 92].

In particolare:

  • Il dismorfismo corporeo [41] non è semplicemente una variante del disturbo ossessivo ma può essere a tutti gli effetti un sintomo di un disturbo di personalità diversamente inquadrato, maggiormente afferente alle disregolazioni del "controllo narcisistico" fino alle forme propriamente psicopatologiche.
  • Partendo dai modelli di James-Lange, Cannon-Bard, Watson, Darwin, Ekman, Cowen-Keltner, Schachter-Singer e Mandler, si è predisposto un nuovo modello in tema di emozioni umane [89], il “Perrotta Human Emotions Model” (PHEM), che tenesse conto della necessità di ordinare e distinguere, in maniera maggiormente chiara e funzionale, i seguenti concetti: 1la “sensazione” è il risultato dell'interazione tra l'organo di senso e la restituzione del contenuto; 2) la “percezione” è la rielaborazione della sensazione, e può essere di 1° livello (quando la sensazione viene elaborata nella fase neurobiologica) o di 2° livello (quando la sensazione elaborata neurobiologicamente passa un secondo vaglio di valutazione ad opera del contenuto normativo della persona, per poi essere restituita tramite i comportamenti); 3) l'“ansia” è l’alimentatore del circuito, l'attivatore energetico; 4) l'“emozione” è una modalità di base che ci permette di adattarci alle circostanze interne ed esterne; 5) il “sentimento” è una reazione emotivo-comportamentale o l'esperienza soggettiva emozionale vissuta dalla persona grazie all'interazione delle emozioni di base con l'ansia, e/o con la combinazione dei sentimenti, sempre allo scopo di perfezionare il proprio adattamento; 6) il "disagio" è uno stato d'animo, come la tensione o l'iperattività o l'ipoattività, che si realizza quando la persona sperimenta diversi sentimenti, in base alle situazioni di fatto; 7) l' “affetto” è un sentimento di attaccamento a qualcuno o qualcosa, anche materiale, esclusivamente legato all'emozione di base del piacere e in particolare (ma non esclusivamente) ai sentimenti amicali e amorosi; 8) il “bisogno” è l'impulso istintivo che nasce per soddisfare un desiderio e presuppone uno stato di necessità che se non soddisfatto porta sofferenza e frustrazione; 9) il “desiderio” è l'oggetto del bisogno; 10) la “necessità” è il grado di importanza e impellenza che quel bisogno va a soddisfare; 11) la “pulsione (o impulso) istintuale”, diversamente in parte dal concetto freudiano, è qualunque manifestazione conscia o inconscia di un bisogno. Secondo tale nuova prospettiva, dunque, tale costrutto si fonda sull'assunto che ogni azione umana nasca da un bisogno che cerca soddisfazione e pertanto gli “stati emotivi” (o emozioni) sono le modalità di base che la nostra mente conosce (e “installate” di default) grazie alle quali riusciamo ad adattarci alle circostanze interne ed esterne, mentre le “reazioni emotivo-comportamentali” (o sentimenti) sono pertanto esperienze soggettive emozionali vissute dalla persona grazie all'interazione delle emozioni di base con l'ansia. In totale, sono 2 gli stati emotivi (o emozioni di base, ovvero angoscia e piacere) che danno vita a 152 reazioni emotivo-comportamentali (o sentimenti) di 1° (14/152), 2° (42/152) e 3° livello (96/152), singolarmente individuate. Rifacendomi al modello PICI-2 e al ruolo dell'ansia quale attivatore e/o potenziatore naturale "neutrale" (e non come emozione di base come erroneamente ritenuto da taluni), l'origine di tutte le psicopatologie è da ravvisare, secondo questo modello, nella disfunzionale gestione di emozioni (angoscia e piacere) e sentimenti, e non nell'ansia in sé per sé, che vanno a rinforzare nel tempo i comportamenti disfunzionali: difatti, lavorare in psicoterapia sul proprio alfabeto emotivo permette di sbloccare l'ansia (e non viceversa) e di conseguenza il circolo vizioso che alimenta la condizione psicopatologica, smascherando distorsioni cognitive e gli autoinganni. Il paradigma alla base del PHEM è dunque quello di lavorare direttamente sull'alfabeto emotivo della persona e sull'analisi delle proprie emozioni, per intervenire indirettamente sull'ansia che alimenta e potenzia lo schema disadattivo, disfunzionale, tossico o patologico.
“Perrotta Human Emotions Model” (PHEM)
Modello emozionale (Perrotta)
5. PHEM It.pdf
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  • La dipendenza affettiva [61] è erroneamente inquadrata tra le dipendenze comportamentali e rappresenta invece un sintomo di una manifestazione psicopatologica di personalità ben distinta, in base al quadro sintomatologico generale. Per trovare conferme su tale ipotesi è stato predisposto un questionario specifico (PAD-Q) [83] composto da 35 item, su scala L0-5, in grado di definire l'eventuale presenza della tendenza dipendente, il grado di compromissione e la tipologia strutturale (affettivo-nevrotico, dipendente puro, istrionico, masochistico, borderline, narcisistico covert e psicotico). Al suo interno è prevista poi una specifica scala (Perrotta Affective Dependence Scala, PAD-S). L'efficienza e l'efficacia del questionario è stata poi valutata sia in relazione al PICI-1 [88] che al PICI-2 [90], mediante la somministrazione a due diversi campioni: nel primo caso con 688 individui, m/f definito di 16-65 anni, riportando nell'interezza del campione parametri psicopatologici ben definiti, con almeno 5 tratti disfunzionali per singola classe patologica (con una maggiore prevalenza per il disturbo dipendente e quelli del cluster B); nel secondo caso con 794 individui, m/f definito di 18-77 anni, riportando di fatto le stesse risultanze della precedente ricerca, confermando così l'attendibilità diagnostica e la conferma che la "dipendenza affettiva" è un sintomo di una manifestazione psicopatologica di personalità e non solo una condizione comportamentale o la conseguenza di una relazione sentimentale negativa.  
Perrotta Affective Dependence - Questionnaire
Questionario sulla dipendenza affettiva (Versione italiana)
2. PAD-Q It.pdf
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  • Partendo dai modelli sui meccanismi di difesa psicologici umani di Perry-Vaillant, Gleser-Ihilevich, Bond, Haan, Plutchik, Carver e Johnson-Gold, si è arrivati a proporre un nuovo modello [91] che potesse rispondere in maniera più funzionale e strutturata, tenendo conto del nuovo riassetto personologico del PICI [56, 58, 59, 65, 71, 72, 86] e della nuova teoria sulle emozioni umane PHEM [89]. Il nuovo modello consta di 24 diversi meccanismi di difesa, adattativi o disadattativi sulla base del vissuto soggettivo, in grado di generare 87 sottotipi (24 funzionali e 59 disfunzionali). Sulla base di questa nuova teorizzazione è stato dunque predisposto, in 24 domande su scala L0-5, un questionario specifico (PDM-Q) in grado di indagare nel paziente i propri meccanismi di difesa. Il paradigma alla base del questionario è pertanto quello di lavorare direttamente sugli stati emotivi e sulle reazioni emotivo-comportamentali del paziente, al fine di individuare i singoli meccanismi e il loro grado di funzionamento o disfunzionamento abituale. 
Perrotta Human Defense Mechanisms - Questionnaire
Questionario sui meccanismi di difesa psicologici umani (Versione italiana)
4. PDM-Q.pdf
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Perrotta Human Defense Mechanisms - Questionnaire (Allegati ITA)
Allegati ITA sui meccanismi
4. PDM-Q.pdf
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  • In psicoterapia, il passaggio fondamentale per far evolvere la persona è condurla dalla coscienza e volontà della sua condizione alla piena e totale consapevolezza nel volere il cambiamento. [44]
  • Sulla base dei modelli di psicoterapia strategica classici si struttura uno specifico modello chiamato "decagonale", composto da 10 passaggi: 1) accoglienza del cliente; 2) ricezione del narrato soggettivo; 3) redazione completa dell'anamnesi personale e familiare; 4) stipulazione del contratto terapeutico; 5) delineazione del funzionamento psicologico del paziente; 6) individuazione del funzionamento psicologico del paziente; 7) destrutturazione delle componenti disfunzionali; 8) ristrutturazione delle componenti destrutturate; 9) chiusura del percorso terapeutico; 10) follow-up. [73]
Perrotta Deca-Model strategico
Deca-Model ITA
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  • Sulla base dei modelli teorici del PICI (Perrotta Integrative Clinical Interviews, seconda versione) e PHEM (Perrotta Human Emotions Model), è stato predisposto un preciso e puntuale protocollo d'intervento psicoterapeutico per lavorare in maniera efficace sugli stati nevrotici. In particolare, lo schema patologico dell'area nevrotica [92] è così descritta in 5 fasi: 1) "fase emotiva", nella quale la componente emotiva (emozioni e sentimenti) fa scattare il meccanismo disfunzionale; 2) "fase reattiva", nella quale l'ansia diventa da naturale attivatore ad amplificatore del processo disfunzionale; 3) "fase difensiva", nella quale l'Io (mediante la funzione "Super-Io") attiva i meccanismi di difesa in reazione a un pericolo reale o presunto tale; 4) "fase bilanciatoria", nella quale l'Io (mediante la funzione "Sé") si adopera concretamente per ristabilire l'equilibrio mediante meccanismi "compensatori", quali l'evitamento (tipico nelle fobie), la compulsione (tipico nelle ossessioni), l'agitazione (tipico negli stati maniacali), l'attacco isterico (tipico nei disturbi d'ansia e ancor più nel panico) e la fissazione (tipico nelle somatizzazioni); 5) "fase ripristinatoria", nella quale l'Io, sempre tramite il Sé che utilizza specifiche aggravanti emotive (quali le fobie, le ossessioni, le somatizzazioni, le manie e il panico) riesce a far collassare il sistema per poi "riavviarlo". Sempre sulla base di tale modello è stato predisposto uno specifico protocollo d'intervento (PPP-DNA o Five Golden Rules) [92] che consta di 5 manovre, che si susseguono nell'ordine qui di seguito indicato: 1) individuazione in concreto del problema, mediante tecniche di "personificazione" (secondo i canali visivi, uditivi, cinestetici o misti), "confezionamento" (ovvero toccare mentalmente il problema per poterlo controllare) e "scollamento" (toccare l'oggetto che scatena la nevrosi per poterlo modellare e plasmarlo); 2) rilassamento, mediante "tecniche muscolari, training autogeno, meditazione e ipnosi"; 3) analisi dello stato emotivo, in relazione al problema specifico, mediante tecniche di "ancoraggio"; 4) focalizzazione delle possibili soluzioni, in concreto e nel numero minimo di 3; 5) nuovo riassetto cognitivo, mediante specifiche tecniche di "destrutturazione" e "ristrutturazione". Sottoposto il campione selezionato di popolazione ridotto di pazienti (65 persone), d'età 18-72 anni, m/f definiti e diagnosticati con uno dei disturbi dell'area nevrotica, al protocollo PPP-DNA, è emersa l'efficacia del 74,36% entro la decima seduta e con regressione completa della sintomatologia, mentre per il restante 25,64% risultano alleviati i sintomi di oltre il 50%, individuando la loro resistenza al cambiamento in condizioni avverse comunque identificabili. Anche se il campione non può dirsi rappresentativo, i risultati ottenuti appaiono comunque estremamente positivi e fanno sperare in un'applicazione su un campione molto più adeguato. [92]
  • Il disturbo borderline di personalità [46] può essere inquadrato secondo una precisa scala di valutazione, partendo dai suoi tratti caratteristici, disegnando un profilo psicodiagnostico che tende da una semplice caratterizzazione tipica nelle elevazioni altamente funzionali fino al massimo livello di disfunzione e compromissione patologica. In particolare, la diagnosi si baserà sul livello di insight presente e su quanti tratti specifici disfunzionali emergono nel quadro personologico del paziente, secondo la PBDS (Perrotta Borderline Disorder Scale): 1) eccellente, se presenta 5 tratti; 2) buono, se presenta 6 tratti; 3) mediocre, se presenta 7 tratti; 4) basso, se presenta 8 tratti; 5) scarso, se presenta 9 tratti.
  • Il disturbo narcisistico di personalità [52] può essere inquadrato secondo una precisa scala di valutazione, partendo dai suoi tratti caratteristici, disegnando un profilo psicodiagnostico che tende da una semplice caratterizzazione tipica nelle elevazioni altamente funzionali (narcisismo sano) fino al massimo livello di disfunzione e compromissione psicopatologica (narcisismo tossico o disturbo narcisistico). In particolare, sulla base della PNDS (Perrotta Narcissistic Disorder Scale): 1) La prima linea (detta anche "forma zero") è quella "sana e funzionale", costituita dall'amor proprio e dal sano egoismo (quello che non si nutre dell'infelicità altrui). È una condizione di equilibrio tra la persona e l'ambiente circostante dove il primo è perfettamente consapevole dei suoi mezzi e non sminuisce il suo valore a causa di problemi di bassa autostima, senso di colpa/vergogna ingiustificata o insicurezza caratteriale. 2) La seconda linea (o 1° forma) è quella "benigna (o apparente) e lievemente disfunzionale". Consiste ovvero nella rappresentazione di sé stessi verso l'ambiente circostante con un leggero artefatto della propria identità, dove le debolezze e le insicurezze sono mascherate con atteggiamenti di ipersicurezza, esteriorizzazione di elementi positivi ed eccesso di intellettualizzazione. L'eccesso di sicurezza percepita all'esterno poi è una rappresentazione apparente della persona che usa le sue risorse in modo costruttivo e non in modo costruttivo e non distruttivo, essendo positivo per sé stesso e per gli altri. In questo soggetto, ci sono eccellenti qualità di empatia e non si nutre della sofferenza o del fallimento degli altri. 3) La terza linea (o II° forma) è "orientata e moderatamente disfunzionale". La persona presenta un quadro psicopatologico già interessante da un punto di vista clinico, mostrando una o più caratteristiche tipiche del funzionamento narcisistico (con 5 tratti specifici): un'evidente concentrazione su sé stessi negli scambi interpersonali; una mancanza di consapevolezza e riconoscimento dei propri tratti psicologici (egosintonia significativa); difficoltà di empatia; problemi nel distinguere se stessi dagli altri; vulnerabilità alla vergogna o al senso di colpa; linguaggio altezzoso; adulazione verso le persone che lo ammirano e lo rafforzano odio verso coloro che non lo ammirano; usare gli altri senza considerare il prezzo di farlo; fingere di essere più importanti di quello che sono; vantarsi (sottilmente ma insistentemente) delle proprie riuscite conquiste; pretendere di essere un "esperto" in molte cose; incapacità di vedere il mondo dagli altri; negazione del rimorso. L'eccesso di sicurezza ed egocentrismo che gli altri percepiscono è il prodotto dell'ego ipertrofico, in cui la persona usa in modo distruttivo le sue risorse (riguardanti l'ambiente), con il risultato di un effetto sia positivo e negativo per gli altri. In questo soggetto, ci sono scarse qualità di empatia e si nutre del fallimento degli altri. 4) La quarta linea (o III° forma) è quella "disfunzionale (o marcata) e patologica", inserita nel manuale DSM-V dei disturbi psicopatologici sotto la voce "disturbo narcisistico di personalità". Non ha una matrice genetica ma ambientale (e quindi familiare), in grado dunque di influenzare la struttura della personalità della persona fin dalle prime fasi della crescita (a partire dalla cosiddetta "ferita narcisistica", generalmente associata a un senso di vergogna). Tipicamente, i bambini che poi diventano narcisistici vivono in una famiglia dove i loro sentimenti e interessi sono ignorati, umiliati o repressi, a meno che non possano eseguire qualche "performance" in grado di riempire il genitore con orgoglio; diventano "affamati" di riconoscimento e di lodi, cominciano a concepire le relazioni umane essenzialmente come basate sul potere e sul controllo, e possono cominciare a usare tecniche seduttive e manipolative. A sua volta, la IV° forma ha 4 livelli di gravità ("lieve" se presenta 6 tratti, "moderata" se presenta 7 tratti, "grave" se presenta 8 tratti, e "molto grave" se ne presenta 9) e 2 tipi di organizzazione (overt / covert). 
  • L'incapacità di gestire in maniera funzionale e adattativa gli stati d'ansia [63] è alla base di tutte le condizioni psicopatologiche, quale elemento strutturale. Riconoscere la forma sana dalla forma disfunzionale è il primo passo per imparare quali tecniche usa la nostra mente per sfogare l'eccesso accumulato, rivalutando così ogni stato morboso in maniera meno rigida e più funzionale e strategica.
  • L'uso massiccio di tatuaggi corporei [76] rappresenta un segno clinico con rilevanza psicopatologica. Lo rileva uno studio su un campione di popolazione significativo (444), m/f definito e di età compresa tra i 18 e i 75 anni, che ha riportato valori psicopatologici rilevanti sia all'MMPI-II che al PICI-1 (con almeno 4/9 tratti per disturbo individuato), afferenti maggiormente al disturbo bipolare, borderline, istrionico, narcisistico, antisociale, sadico, masochistico e psicopatico, nella totalità del campione selezionato. 
  • Il concetto di "alienazione parentale" (PAS) [82] dev'essere inquadrato clinicamente come disturbo specifico dell'adattamento (o variante specifica dello stesso), proprio per le sue caratteristiche intrinseche e per i risultati della ricerca effettuata, seppur su un campione ridotto (21) di bambini tra i 4 anni e i 10 anni, con manifestazione comportamentale clinicamente rilevante e presunta etichetta di "alienazione parentale". Sottoposti al PICI-1C sono risultati per il 18,5% affetti dal disturbo dirompente, per il 13,7% dal disturbo disadattivo della separazione, per il 23,4% dal disturbo oppositivo, per il 23,4% dal disturbo esplosivo intermittente, per il 7,3% dal disturbo disinibito di impegno sociale e per il 13,7% dal disturbo di attaccamento, tutti accumunati da caratteristiche iniziali tipiche del disturbo dell'adattamento a seguito di specifici traumi infantili mantenuti nel tempo poi grazie a comportamenti genitoriali in grado di alimentare la disfunzionalità del trauma subito dal minore. 
  • L'ingente uso giornaliero di internet e dei contenuti telematici, senza controllo parentale [81], in un campione rappresentativo (975) tra i 16 anni e i 24 anni, rappresenta una condizione predisponente o aggravante dell'insorgere di psicopatologie. In particolare: il campione maschile sottoposto al PICI-1TA ha riportato per l'84,6% almeno 5 tratti disfunzionali tra i disturbi di personalità bipolare, schizoide e schizoaffettivo, mentre il 15,4% ha riportato almeno 4 tratti disfunzionali tra i disturbi di personalità masochista, psicopatico, delirante, istrionico, narcisista e borderline, tutti in comorbidità con il disturbo parafiliaco (50,9%), il disturbo sonno-veglia (75,6%) e il disturbo da dipendenza comportamentale (90,1%); il campione femminile ha ottenuto invece per il 94,7% almeno 5 tratti disfunzionali tra i disturbi di personalità borderline, narcisistici e sadici, e per il 5,3% almeno 4 tratti disfunzionali tra i disturbi di personalità bipolare, paranoide, istrionico e psicopatico, tutti in comorbidità con i disturbi dell'alimentazione (50,6%), dipendenza comportamentale (74,9%) e i disturbi del sonno-veglia (92,9%). Sulla base di questi dati è ragionevole affermare che l'84,6% del campione di popolazione maschile e il 94,7% (del campione di popolazione femminile presenti tratti psicopatologici marcati. Da questo livello di morbosità psicopatologica si può facilmente dedurre che l'eccessiva sovraesposizione all'uso di internet, senza un capillare e specifico controllo genitoriale, nell'infanzia e nella preadolescenza, espone il soggetto ad acquisire una serie di comportamenti appresi attraverso i social-network e più in generale su internet, capaci di modificare significativamente la crescita psicofisica della persona. Se poi i comportamenti appresi vengono acquisiti da terzi che manifestano comportamenti e condotte disfunzionali, a loro volta frutto di condizioni psicopatologiche, il risultato è l'acquisizione di quel comportamento disfunzionale come "funzionale e non patologico", con tutte le conseguenze derivanti. 
  • La più importante ricerca pubblicata si è focalizzata sulla nuova "Teoria Psicodinamica Integrata" (IPM) e sulle sue diverse applicazioni in ambito psicopatologico. Partendo dal concetto generale di “personalità” [45, 56, 58, 65], secondo i modelli conosciuti in letteratura, si pone l’accento sull’importanza dei tratti di personalità (sotto il profilo strutturale) e dei funzionamenti di personalità (sotto il profilo funzionale). Ne consegue una modifica del paradigma psicodinamico moderno a seguito delle integrazioni teoriche del nuovo modello descritto, più rispondente alle esigenze cliniche e tutto l'intero modello, comprensivo delle singole parti interne ed esterne, descrive la personalità dell’individuo, dai livelli più esterni a quelli più interni. I punti centrali di questa ricerca sono:
  1. La definizione di “personalità”, intesa (sotto il profilo funzionale) come la stabile e durevole organizzazione del modello proposto, ovvero la rappresentazione totalitaria del modello -quello che i gestaltici etichetterebbero con l’assunto che “il tutto è più della somma delle singole parti”- (sotto il profilo strutturale). E' dunque l’insieme totalitario delle singole parti descritte, in grado di interagire con l’esterno, secondo precisi meccanismi adattativi (in assenza di psicopatologie) e/o disadattativi (in presenza di tratti psicopatologici). I “tratti di personalità”, allora, non sono altro che espressione della personalità nelle sue singole sfaccettature interne.
  2. Le “psicopatologie" sono il prodotto delle alterazioni strutturali e funzionali delle istanze contenute nel modello stesso, in risposta all’ambiente esterno, ma non in termini psicodinamici classici (IO ipertrofico – ES ipotrofico / IO ipotrofico – ES ipertrofico); in questo nuovo modello si pone attenzione esclusivamente alle “funzioni dell’Io” (ipervigili, instabili o frantumate, se sono patologiche), in quanto fisicamente l’Io e l’Es restano strutturalmente invariati ma mutano le loro componenti funzionali ovvero quelle che in psicodinamica vengono chiamate "Super-Io" e "Sé". 
  3. Il nuovo modello prevede una nuova classificazione dei disturbi (PIM), integrando le conoscenze del DSM-V con il PDM-II, stabilendo che la diagnosi sia sempre personologica, sulla base dei tratti disfunzionali, classificando i disturbi in 3 cluster (18 per i bambini, 24 per gli adolescenti e adulti e 12 comuni). I disturbi di personalità diventano così "adattamenti creativi della mente" che, per struttura e funzionamento, si modellano sulla base dell'evento traumatico principale, in base alla risposta interna agli stimoli esterni, rinforzandosi in positivo o negativo in base a essi. Sono state create così, in prima edizione, 2 interviste cliniche, una per bambini (PICI-1C) con 150 item, e una per adolescenti e adulti (PICI-1TA) con 195 item, entrambe su scala SI/NO [45, 56]. Confrontate per risultato con l'MMPI-II, in una ricerca con un campione di 472 soggetti, è stata dimostrata l'affidabilità diagnostica al 98,73% rispetto alle diagnosi ottenute utilizzando il Minnesota test, addirittura con una maggiore indicazione circa i tratti disfunzionali da trattare in psicoterapia. [59] In seconda edizione, le 2 interviste cliniche per l'individuazione dei tratti disfunzionali di personalità (PICI-2C / PICI-2TA) sono state revisionate e rese più snelle (128 item per la C e 173 item per la TA), soprattutto per i profili interpretativi, con l'aggiunta di una terza intervista clinica finalizzata a individuare i tratti funzionali di personalità (PICI-2FT), con 18 item su scala L0-4. [71, 86]; sottoposte al campione di popolazione selezionato, pari a 718 partecipanti, di sesso maschile e femminile, sempre in relazione all'MMPI-II, ha garantito un'affidabilità pari al 99.7%, migliorando le performance della prima edizione (2/718 partecipanti sono risultati difformi per ragioni cliniche evidenziate nella ricerca). [86]
  4. Inquadrare la sintomatologia del paziente in un quadro nosografico specifico (componente strutturale) è utile per riconoscere gli schemi tossici abituali e le tendenze della sua personalità; tuttavia, è fondamentale però porre l'accento sull'aspetto funzionale della sua personalità (componente funzionale) e pertanto lavorare sulle sue risorse, sulle tentate soluzioni, sui circoli viziosi riprodotti, sull'alfabetizzazione emotiva e sulla sua consapevolezza, tenendo sempre conto che non si può semplicemente clusterizzare un funzionamento di personalità in quanto esso è la sommatoria di tutti i tratti funzionali e disfunzionali del paziente e pertanto ogni paziente è un universo di personalità a sé che nel tempo può anche mutare a seguito delle esperienze vissute, siano esse positive (e funzionali) o negative (e disfunzionali). [86]
  5. La somministrazione del PICI, nel tempo presente, fotografa il momento storico del paziente e non quello precedente; pertanto, può accadere che certi riscontri siano condizionati o distorti dal momento storico positivo o negativo che il paziente sta vivendo. E' importante che il terapeuta inquadri in modo chiaro ed esaustivo l'universo anamnestico del paziente, per fotografare anche i momenti precedenti la somministrazione del PICI, per comprendere eventuali iperattivazioni o omissioni di attivazione a seguito di un momento di stabilità del paziente che, in realtà, nasconde la reale portata della sua manifestazione clinica. Se però la diagnosi negli adolescenti e ancora di più negli adulti è tendenzialmente stabile e assoluta, soprattutto in chi presenta determinati comportamenti disfunzionali da più tempo, nei bambini, la diagnosi personologica è sempre relativa, in quanto la giovane età permette di modificare più facilmente il comportamento disfunzionale e correggere dunque la tendenza psicopatologica, al netto da rinforzi esterni come la famiglia e il contesto sociale. Si suggerisce di somministrare il questionario insieme al paziente aiutandolo nella siglatura, così da evitare omissioni, manipolazioni o difetti di consapevolezza da parte del paziente; risulta comunque utile la siglatura esclusiva da parte del paziente, con visto finale del terapeuta al termine della somministrazione, nell'ipotesi in cui si voglia sondare il grado di consapevolezza e collaborazione del paziente stesso. [86]
Perrotta Integrative Clinical Interview - 2 / TA
Test di personalità per individuare i tratti disfunzionali negli adolescenti e negli adulti (dai 12 anni in poi). Versione italiana
1. PICI-2TA (test).pdf
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Perrotta Integrative Clinical Interview - 2 / TA
Griglia di diagnosi. Versione italiana
1C. PICI-2TA (gr).pdf
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Perrotta Integrative Clinical Interview - 2 / C
Test di personalità per individuare i tratti disfunzionali nei bambini (dai 4 agli 11 anni). Versione italiana
4. PICI-2C (test).pdf
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Perrotta Integrative Clinical Interview - 2 / C
Griglia di diagnosi. Versione italiana
1F. PICI-2C (gr).pdf
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Perrotta Integrative Clinical Interview - 2 / FT
Test di valutazione per l'individuazione dei tratti funzionali di personalità.
Versione italiana
1G. PICI-2FT.pdf
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Perrotta Integrative Clinical Interview - 2 (regole diagnostiche)
Regole interpretative per la diagnosi definitiva
8. Regole interpretative.pdf
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I CONTRIBUTI IN AMBITO MEDICO

 

Degna di nota è lo studio di revisione sul microbiota intestinale e sulla disbiosi intestinale [75]; quest'ultima in grado di favorire e/o incrementare la sintomatologia psichiatrica, secondo un meccanismo di interferenza con la produzione della noradrenalina, GABA, serotonina e dopamina; tale interferenza potrebbe essere alla base dell'insorgenza di molte ipotesi patologiche legate alla sfera psichica, come ansia, depressione, disturbi bipolari, disturbi di personalità e psicotici, fino allo spettro autistico, e merita pertanto maggiore attenzione clinica.

Un altro studio di revisione riguarda poi la correlazione tra i disturbi d'ansia e dell'umore con l'iperistaminosi [47], sempre in relazione al microbiota intestinale [75, 85], differenziando le forme gastriche (che determinano intolleranze alimentari) dalle forme immunitarie (che determinano allergie alimentari), aprendo così le porte a una più chiara visione dell'universo microbiotico relato ai valori elevati di IgE totali senza coinvolgimento leucocitario.

Un corretto stile di vita e un'adeguata integrazione dei nutrienti necessari è in grado di mantenere l'equilibrio della flora intestinale, riducendo o azzerando le conseguenze a breve, medio e lungo termine della disbiosi intestinale; in tal senso, una recente proposta di protocollo (Perrotta, Intestinal DysbiosisPID) [85] è in esame per trovare la combinazione di elementi per favorire proprio l'eubiosi e ridurre il rischio di insorgenza o l'aggravamento di diverse patologie fisiche e psichiche, integrando allo stile alimentare sano e all'apporto di vitamine e sali, anche elementi dalle proprietà antinfiammatorie, protettive e riparatorie, come gli omega 3-6-9, la lattoferrina, la quercitina, il coenzima q10, il glutatione e il sodio butirrato:

Perrotta Intestina Dysbiosis Protocol
Proposta di protocollo per il trattamento del paziente disbiotico (versione italiana)
PID-Q.pdf
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All'uopo, è stato predisposto uno specifico questionario (Perrotta Intestinal Dysbiosis Questionnaire, PID-Q) per la gestione clinica del paziente disbiotico, in terapia integrativa. [85]

Perrotta Intestinal Dysbiosis - Questionnaire (PID-Q)
Questionario per la gestione clinica del paziente disbiotico, in trattamento integrativo (versione italiana)
PID-Q.pdf
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Un altro studio di revisione ha evidenziato come l'ossitocina [40] potrebbe essere presa in considerazione come terapia farmacologica integrativa per vari disturbi comportamentali e del neurosviluppo, come l’autismo e l’ADHD, ma soprattutto può essere anche presa in esame per i disturbi da dipendenza sessuale e per le parafilie disfunzionali e tutti i disturbi a base ansiosa, avendo un effetto ansiolitico (difatti, si è dimostrato tramite risonanza magnetica che la somministrazione di ossitocina attiva maggiormente le regioni della corteccia prefrontale e limbiche legate alla paura e meno all'amigdala, suggerendo l'ipotesi interpretativa sostenuta dallo scrivente che i disturbi d'ansia siano provocati da un difetto di gestione emotiva della paura). Gli studi in materia sono comunque orientati ad assicurarsi l’efficacia senza compromettere l’organismo, in quanto una terapia prolungata potrebbe avere effetti negativi per l’apparato cardiovascolare ed endocrino.

Un altro studio di revisione, estremamente importante, riguarda i trattamenti eradicanti la pandemia da SARS-COVID-19. In particolare, lo studio [77] prende in esame tutti i rimedi utilizzati, focalizzando con attenzione i rimedi farmacologici e integrativi alimentari in grado di ridurre in maniera drastica il rischio di riscontri gravi/gravissimi dell'infezione. Lo studio poi elenca nel dettaglio la terapia suggerita in base alla condizione medica riscontrata:

Perrotta Proposta di Protocollo per la terapia SARS-COVID-19
Proposta di protocollo (versione italiana)
75. Covid soluzioni.pdf
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Nelle fasi conclusive dello studio, l'analisi attenziona i rischi da somministrazione delle terapie geniche (cfr. vaccini anti-covid) e tutte le ipotesi non mediche (socio-economico, politico e psicologico) funzionali per eradicare il problema definitivamente. Le implicazioni psicologiche derivanti dall'infezione SARS-COVID-19, valutate sulla base del questionario "Perrotta Informative Questionnaire on the Psychological Implications of Clinical Condictions Related to Covid-19" (PQPC-Q) [64] devono essere infine supportate da specifico trattamento psicoterapico, per evitare conseguenze peggiori in soggetti già funzionalmente compromessi. 

PQPC-1
Questionario Long-Covid19, Perrotta (Versione italiana)
Questionario Perrotta Covid (PQPC-1).pdf
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In una recensione, sul tema chirurgico dei migliori trattamenti nei traumi splenici [94], si è sottolineato come sulla base del trauma e dell'anamnesi del paziente, dopo un esame obiettivo, la valutazione primaria "ABCDE", l'Eco-FAST, e se necessario anche la TAC (con contrasto), è possibile scegliere tra la gestione chirurgica (OM) e non chirurgica (NOM): nella prima ipotesi sono compresi l'intervento di splenectomia totale o parziale, la raffia, l'emostasi diretta tramite farmaci o dispositivi ad azione emostatico-adesiva, e la laparascopia; nella seconda ipotesi sono compresi trattamenti come la nutrizione controllata, il riposo, la terapia farmacologica anticoagulante (e antibiotica, se necessario), e l'angio-embolizzazione (esclusiva o accessoria a una NOM). In particolare, negli ultimi anni è emersa una duplice interpretazione sui risultati necessari per favorire la splenectomia (totale o parziale) rispetto alla tecnica dell'angio-embolizzazione. Dalla migliore pratica clinica emerge quindi la risposta al quesito in questione, ovvero che il paziente è candidato all'angio-embolizzazione se: 1) è emodinamicamente stabile (con pressione sanguigna sistolica > 90 mmHg, frequenza cardiaca < 100 bpm, e trasfusione di < 3 unità di sangue in 24 ore) o stabilizzabile (risposta positiva all'infusione rapida di 1000-2000 cc di cristalloidi-Ringer Lattato-con ripristino dei valori di pressione sanguigna e frequenza cardiaca nel range di stabilità emodinamica) 3) non c'è trauma aperto all'addome o evidenza di vasocostrizione (pelle fredda e sudata, diminuzione del refill capillare) o lesioni intestinali evidenti o peritonite perforativa o lesioni di alto grado alla milza o irritazione peritoneale o segni di dissanguamento o arrossamento da contrasto o versamento (superiore a 300 ml) rilevato dall'Eco-FAST. Questa preferenza è ottimale sia rispetto ai rischi di infezione postoperatoria che ai rischi immunologici; infine, l'età e il trauma cranico, rispetto al passato, non sembrano più essere condizioni discriminanti per favorire la splenectomia a prescindere. Altri segni clinici infine, tuttavia, potrebbero sostenere l'interruzione del trattamento NOM in favore di un approccio chirurgico: 1) necessità di trasfondere più di 3 unità di sangue o semplicemente la necessità di trasfusione in 24 ore per mantenere una pressione sistolica massima superiore a 90 mmHg, correggere un'anemia inferiore a 9 g/100 ml, o un ematocrito inferiore al 30%; 2) persistenza di un ileo paralitico o di una distensione gastrica oltre le 48 ore (nonostante un'aspirazione naso-gastrica); 3) aumento dell'emoperitoneo (su ecografia o TC); 4) aggravamento della lesione evidenziata da ecografia e/o TC (le cosiddette lesioni "espansive"); e 5) successiva comparsa di segni di irritazione peritoneale. Una completa comprensione dei cambiamenti immunitari post-embolizzazione rimane ancora un'area che necessita di ulteriori indagini, così come i profili di salute psicologica e mentale del paziente chirurgico.

 

In un'altra recensione, sul tema chirurgico del rischio di disseminazione tumorale nel sito di porta (in laparoscopia) [95], è emerso che la "port-site metastasis" rappresenta una recidiva tumorale che si sviluppa nella parete addominale all'interno del tessuto cicatriziale del sito di inserimento di 1 o più trocar, dopo un intervento laparoscopico, non associata a carcinomatosi peritoneale. Quest'ultimo aspetto è centrale perché in letteratura sono riportati alcuni casi isolati, ma la maggior parte dei casi sono associati a carcinomatosi peritoneale. Il primo caso in letteratura risale al 1978 e in letteratura l'incidenza varia dall'1% al 21%, anche se la maggior parte delle ricerche pubblicate riporta un numero molto ridotto di pazienti. Attualmente, l'incidenza in un centro oncologico specializzato è coerente con l'incidenza della recidiva su una cicatrice laparotomica.  I possibili meccanismi per l'impianto di cellule nel sito della porta sono: l'impianto diretto nella ferita durante il prelievo forzato e non protetto di tessuto o da strumenti contaminati durante la dissezione del tumore; l'effetto della turbolenza del gas in lunghe procedure laparoscopiche, e l'embolizzazione di cellule esfoliate durante la dissezione del tumore o la diffusione ematogena. Probabilmente, il meccanismo scatenante è necessariamente multifattoriale. Ad oggi, l'unico fattore prognostico significativo nei pazienti con diagnosi di metastasi port-site è l'intervallo tra la laparoscopia e la diagnosi del port-site: infatti, i pazienti che sviluppano il port-site entro 7 mesi dall'intervento hanno una prognosi generalmente peggiore, così come le metastasi port-site sono più frequenti nei tumori avanzati e la presenza di ascite. Per ridurre il rischio, le seguenti misure sono proposte in letteratura: 1) Selezionare il paziente che non ha una condizione oncologica metastatica o masse cancerose friabili o diffusione linfonodale o vegetazioni esterne o intracistiche attaccate, preferendo tumori ben localizzati, benigni o poco maligni o comunque intatti; 2) Utilizzare protezioni per la ferita e l'uso di sacchetti protettivi (o endo bag) per il recupero dei tessuti; 3) Lavaggio peritoneale con eparina, per prevenire l'adesione di cellule libere, o lavaggio con soluzioni citocide. Valutare l'utilità dell'uso di Povidone-iodio, Taurolidina (che ha attività anti-adesione e diminuisce i fattori proangiogenici) e prodotti chemioterapici; 4) Evitare la rimozione del pneumoperitoneo con i trocar in posizione; 5) Evitare il contatto diretto tra il tumore solido e il sito della porta; 6) Preferire la laparoscopia alla laparotomia, se possibile; 7) Evitare l'uso di gas o insufflazione diretta di CO2, anche se in letteratura il punto è controverso e merita maggiore attenzione e studio, in quanto l'ipotesi iniziale che la CO2 aumentasse la capacità di invasione delle cellule tumorali (in vitro e in vivo) è stata più volte confutata; 8) Rispettare i protocolli e le tecniche chirurgiche aggiornando le proprie competenze chirurgiche, in quanto è stata dimostrata, come già riportato qui, la presenza di cellule cancerose su strumenti, sistemi di lavaggio e trocar (in particolare, sui trocar del primo operatore). Suturare tutti gli strati della parete addominale diminuisce il rischio del sito del porto; 9) Evitare un'eccessiva manipolazione della massa tumorale durante la procedura chirurgica/operatoria.

 

In un altro studio di ricerca, sulla malattia celiaca [97], si è evidenziata la necessità di una migliore contestualizzazione delle classificazioni attualmente riconosciute nella comunità scientifica. La celiachia è un’enteropatia immunomediata, provocata (in individui geneticamente predisposti o suscettibili) dall’ingestione del glutine, ovvero quel complesso di proteine idro-insolubili presenti nei cereali tipo-graminacee, quali il frumento (o grano), la segale e l’orzo. Sul piano terminologico, sono la complessa storia naturale e la presentazione clinica estremamente polimorfa ad avere creato qualche confusione. Difatti, ad oggi, si conoscono almeno tre forme sicuramente diverse di celiachia, oltre alla semplice sensibilità non celiaca, in quanto nella comune pratica clinica la maggior parte dei pazienti non presenta i sintomi classici quali la sindrome malassorbitiva con diarrea, steatorrea, dimagrimento e deficit nutrizionale, ma anemia, astenia, meteorismo, tensione addominale, osteoporosi e infertilità, dipingendo così un quadro sintomatologico estremamente variegato e complesso che si lega alla tematica microbiotica e microbiomica enterica. La celiachia colpisce la mucosa dell’intestino tenue, mentre generalmente risparmia la sottomucosa, la muscolaris propria e la sierosa; se la malattia non coinvolge tutto l’intestino tenue ma solo una parte di esso, solitamente si assiste alla maggiore gravità nel tratto prossimale rispetto a quello distale. Per esserci diagnosi di celiachia occorre la presenza simultanea dell’accorciamento dei villi, dell’iperplasia delle cripte, dell’aspetto citologico anormale della superficie assorbente e un aumento delle cellule della lamina propria. Sulla base di tali riscontri, in clinica, sono state identificare diverse forme di celiachia: tipica, atipica (e a sua volta silente, latente e potenziale) e sensibile non celiaca. Sulla base di tali considerazioni si suggerisce uno specifico schema diagnostico per inquadrare in maniera più funzionale e strutturale l’universo celiaco (cosiddetto Schema Diagnostico per la Celiachia Perrotta Guerrieri, DSC-PG), identificando almeno otto ipotesi cliniche sulla base degli esami sierologici, genetici, bioptici e allergologici suggeriti). Sotto il profilo farmacologico e integrativo restano i protocolli condivisi dalla comunità scientifica: dieta priva di glutine, integrazione vitaminica e salina se opportuna, assunzione di terapia farmacologica (antibiotici, antistaminici, cortisonici e immunosoppressori) se necessaria, anche in prospettiva futura con l’orientamento maggioritario orientato sulla glutenasi per via orale in grado di contrastare gli effetti della gliadina in soggetti sensibili, sull’uso dell’acetato di larazodite per rimediare all’aumento della permeabilità intestinale e sugli inibitori della tTG in chiave di riduzione degli effetti tossici derivanti dall’assunzione del glutine. Lo stato dell’arte sulla malattia celiaca non è ancora in grado di spiegare la precisa eziologia e le forme  atipiche della malattia, così come il reale impatto della predisposizione genetica sulle manifestazioni cliniche. Le ricerche proseguono e sembrano indicare la via per una completa risoluzioni di questa enteropatia così diffuso nell’ultimo ventennio.

 

In un altro studio di ricerca si è posta attenzione agli elementi psicologici dei pazienti stomizzati [98], con particolare attenzione al costrutto relativo alla loro qualità della vita. In particolare, i pazienti con stomia sono soggetti a un notevole impatto psicologico negativo, che influisce sulla loro qualità della vita sotto tutti gli aspetti (fisico, psicologico, sociale, economico e spirituale). Alla luce delle ricerche e degli studi pubblicati  ricerche e studi pubblicati, i problemi principali sono i seguenti: a) alterazione dell'immagine corporea; perdita di controllo dello sfintere controllo dello sfintere; b) odore, perdite e complicazioni legate allo stoma; c) compromissione della sessualità; d) alterazione della nutrizione e del sonno; e) ansia, depressione e solitudine; imbarazzo e vergogna; f) perdita di controllo della situazione; calo dell'autostima; g) rifiuto; h) stigmatizzazione; i) disinvestimento in attività sociali; l) abbandono del lavoro e delle attività sportive; isolamento; m) difficoltà nelle relazioni di coppia relazioni di coppia e nei contatti sociali. I problemi psicologici causati dalla stomia possono essere evitati, o almeno contenuti, attraverso una cura completa del paziente, sia prima che dopo l'operazione. In oltre all'assistenza puramente tecnica, l'insegnamento, l'accompagnamento e il sostegno costante sono i principali componenti dell'assistenza che possono fare la differenza su come il paziente accetterà la sua stomia. Impostare la cura solo sulla gestione della dimensione fisica difficilmente permetterà alla persona di integrare la stomia nella sua vita. Il presente lavoro propone un protocollo specifico di intervento psicologico (Perrotta Psychological Care for Ostomy Patients, PPCOP), per tutte le fasi cliniche fasi cliniche (pre-operatoria, operativa, post-operatoria, follow-up) e un questionario specifico (Perrotta Psychological Care Questionnaire for Ostomised Patients - first version, PPCOP-Q1) da sottoporre al paziente che indaga le 9 funzioni soggettive (fisica, psicologica, sessuale, emozionale, sentimentale, lavorativa, familiare e sociale), in 45 item con una risposta su scala L1-5 (PPCOPS), per lo studio della qualità della vita nel paziente stomizzato, in grado di quantificare la compromissione (secondo 4 parametri: grave, lieve, compromesso e compensato/non compromesso).

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I CONTRIBUTI NELLA RICERCA PARAPSICOLOGICA

 

Degne di nota sono le revisioni e le ricerche in merito alla ghiandola pineale [1] in relazione ai fenomeni misterici ed extrasensoriali [2], dimostrando la probabile correlazione con le interferenze dovute ai campi elettromagnetici e l’atrofia della ghiandola, che potrebbe spiegare sia i disturbi cognitivi che le manifestazioni percettive (che coinvolgerebbe i lobi temporo-frontale e il sistema limbico).

Altra ricerca riguarda il fenomeno delle possessioni demoniache [3] che, analizzato sotto 7 approcci diversi (etnopsichiatrico, culturale, socio-antropologico, esoterico, religioso, psicanalitico, clinico), ha dimostrato l’inconsistenza del tessuto paranormale e la prova della condizione psicopatologica, secondo il nuovo "approccio integrato" individuato dallo scrivente che identifica una precisa scala di gravità dei sintomi manifestati dal paziente (PDPS, Perrotta Demonic Possession Scale): 1Forma I (sub-acuta): possessione come manifestazione di "disturbo da intossica-zione da sostanze stupefacenti". In questa categoria possono essere incluse le esperienze mistiche legate a visioni ed eventi uditivi delle apparizioni. 2) Forma II (lieve-acuta): possessione come manifestazione del "disturbo fittizio". Il paziente, consapevole di giocare un ruolo, utilizza la manifestazione possessiva per attirare l'attenzione su di sé, secondo lo stesso schema riprodotto dai pazienti con Sindrome di Munchausen. Il paziente, in particolare, può presentare diversi gradi di alterazione della percezione reale, dove il sintomo fittizio autoprodotto può anche arrivare a credere, pur rimanendo ancorato al fatto che il suo bisogno sta sempre nell'attirare l'attenzione. Equivale alla 2° categoria di Ellenberger (pos-sessione latente). 3/A) Forma III tipo A (moderata): possessione come manifestazione del "disturbo somatoforme di conversione o isteria di conversione". Il paziente proietta le sue paure e ansie più profonde attraverso il fenomeno possessivo, riducendo così la sua responsabilità rispetto al problema originario. In questa forma, inoltre, il paziente sperimenta una conversione delle istanze più profonde in modo più radicale, complesso e cronico, subendo una modificazione di tutta o parte della sua personalità. L'egocentrismo diventa il perno fisso e il suo rapporto con la realtà viene compromesso e deteriorato, con il conseguente sviluppo di pensieri di tipo fantastico. Può manifestare atteggiamenti ossessivo compulsivi e/o manipolatori, tuttavia, l'isterico non finge volontariamente in quanto non si rende conto dell'errore percettivo; vive quelle circostanze come vere e assolute. Inoltre, se non viene notato dagli altri, il suo stato di salute può subire un peggioramento, poiché l'obiettivo finale sarà sempre quello di attirare l'attenzione, anche se in modo nettamente più teatrale. Si assiste spesso alla comorbidità con i disturbi di personalità: in questo caso, la forma di possessione assume le caratteristiche del punto 4). La 3° categoria di Ellenberger (possessione attiva spontanea) e le posizioni culturali, sociologiche e psicopatologiche rientrano perfettamente in questo quadro. 3/B) Forma III tipo B (moderata): possessione come manifestazione clinica di una patologia di natura organica, come il "disturbo epilettico del lobo temporale", la "sindrome del lobo parietale" o anche patologie cerebrali neoplastiche. Queste condizioni possono indurre allucinazioni capaci di far vivere lucidamente un'esperienza possessiva o addirittura dare al paziente la sensazione di essere vittima di presenze paranormali, attraverso voci, suoni ed esperienze spaventose. Le esperienze mistiche rientrano in questo quadro. 4) Forma IV (severa-cronica)possessione come manifestazione di un "disturbo di personalità" o "disturbo psicotico". Alcuni esempi possono essere la possessione legata al "delirio perse-cutorio", alla "psicosi" (non determinata da sostanze stupefacenti), alla "dissociazione" e alla "schizofrenia". Il paziente ha un disturbo di perso-nalità ben definito e la possessione è un sintomo che richiama il disturbo di cui soffre. Questo è il quadro della 1° categoria di Ellenberger (la malattia psichica grave), le posizioni etno-antropologiche, le posizioni psicopatologiche, la classificazione di Séglas e la classificazione di L. Gayral e J. Gayral.

Una successiva ricerca, su un campione di popolazione rappresentativo pari a 323 individui m/f definiti, partita proprio dalla definizione di "possessione demoniaca" [93] allo scopo di confutare i presupposti degli orientamenti analitici più significativi (etnopsichiatrico, culturale, socio-antropologico, religioso ed esoterico) riafferma pienamente la correttezza dell'approccio teorico del modello multifattoriale proposto. I risultati preliminari delle interviste e della forma anamnestica suggerirebbero che il fenomeno della possessione demoniaca abbia una maggiore tendenza a manifestarsi nel gruppo femminile, nel gruppo giovanile (e tenda a diminuire ma non a scomparire con l'avanzare dell'età) e nel gruppo geograficamente originario del centro-sud d'Italia (per evidenti maggiori influenze religiose, credenze popolari e rappresentazioni fideistiche ancestrali). Inoltre, i risultati successivi porterebbero a dedurre con quasi totale certezza, rispetto al campione selezionato, che il fenomeno della possessione demoniaca ha una prevalenza assoluta nella popolazione credente, fedele o comunque fiduciosa nell'esistenza di fenomeni paranormali in sé, anche in assenza di prove oggettive e/o scientifiche. Sulla base del PICI-2 è emerso che il disturbo emergente primario risulta essere alternativamente il disturbo delirante, il disturbo dissociativo e il disturbo ossessivo; seguono, come disturbi secondari, il disturbo delirante (se non viene considerato come disturbo primario), il disturbo schizoide, il disturbo borderline e il disturbo psicopatico. Anche l'analisi dei tratti funzionali ha riportato la marcata tendenza disfunzionale delle classi che fanno riferimento all'autocontrollo, alla sensibilità, al confronto Io-Es, all'emotività, alla stabilità dell'Io, alla sicurezza e alla funzionalità relazionale, ribadendo anche qui la marcata tendenza disfunzionale della popolazione clinica. Secondo il PSM-Q, più di 1/4 dei partecipanti presenta una mancanza di accettazione del proprio orientamento sessuale e una marcata tendenza a cronicizzare i sentimenti di vergogna in comportamenti sessuali disfunzionali di evitamento o ipersessualità. Ancora, nove su dieci riferiscono di aver subito gravi abusi psicologici o fisici in giovane età, o squilibri relazionali intraparentali, o comunque un'educazione sessuale non aperta e priva di libera comunicazione. Secondo il PDM-Q, il 37,2% è affetto da dipendenza affettiva, con una maggiore enfasi sui tipi I (nevrotico), V (borderline), III (istrionico) e VII (psicotico) in questo ordine di discesa. Infine, il PDM-Q rivela la diffusa tendenza psicopatologica del quadro funzionale dell'Io per i meccanismi di isolamento, negazione, regressione, formazione reattiva, negazione, proiezione, rimozione, ritiro, istinto, repressione e idealizzazione. La presente ricerca conferma la natura psicopatologica del fenomeno della possessione demoniaca, che merita di essere trattato secondo un approccio psicoterapeutico (preferibilmente cognitivo-comportamentale e/o strategico) ed eventualmente anche farmacologico nei casi gravi, a seconda dei sintomi manifestati e della gravità della condizione morbosa.

Ancora un’altra ricerca si è focalizzata sull’aspetto criminologico e clinico della figura divina Yahweh [4], il dio israelita dell'Antico Testamento biblico, ricostruendo la sua personalità partendo dai dati contenuti nei testi sacri. Ne esce un profilo da cluster B, probabilmente Narcisistico.

Infine, in un’altra ricerca si è studiato il fenomeno dei rapimenti alieni [5], escludendo l’origine paranormale e misterica a favore della condizione psicopatologica, secondo anche qui una precisa scala di gravità dei sintomi manifestati, secondo la PAAS (Perrotta Alien Abduction Scale): 1Livello 1: mistificazione volontaria; 2) Livello 2: deliri o allucinazioni determinati dall'uso di sostanze stupefacenti in grado di alterare lo stato di coscienza o da forme neurologiche morbose (quali, epilessia, tumori, disturbi vascolari, traumi); 3) Livello 3: falsi ricordi legati a eventi stres-santi post-traumatici, con tratti psicopatologici orientati; 4) Livello 4: stato alterato causato dall'idea ossessiva di rapimento, in comorbidità con disturbi del sonno e tratti di personalità patologicamente orientati; 5) Livello 5: stato alterato causato da un disturbo dissociativo; 6) Livello 6: stato alterato causato da profili di personalità eccentrica (cluster B, DSM-V); 7) Livello 7: stato alterato causato da profili di personalità psicotica (cluster A, DSM-V).

Una successiva ricerca, su un campione di popolazione significativo pari a 112 individui m/f definiti, partendo dalla definizione di "rapimento alieno" [96] allo scopo di confermare la natura psicopatologica del fenomeno, riafferma pienamente la correttezza dell'approccio teorico del modello clinico suggerito. I risultati preliminari delle interviste e della forma anamnestica suggerirebbero che il fenomeno dei rapimenti alieni abbia una maggiore tendenza a manifestarsi nel gruppo femminile, nel gruppo adulto e maturo (e tenda a diminuire ma non a scomparire con l'avanzare dell'età) e nel gruppo geograficamente originario del centro-nord d'Italia (per evidenti minori influenze religiose ma maggiore apertura ai contenuti tipici delle narrazioni ufologiche e misteriche). Inoltre, i risultati successivi porterebbero a dedurre con quasi totale certezza, rispetto al campione selezionato, che il fenomeno dei rapimenti alieni abbia una prevalenza assoluta nella popolazione credente rispetto all'esistenza dei fenomeni paranormali in sé, anche in assenza di prove oggettive e/o scientifiche. E' un fenomeno quasi completamente legato (110/112, 98,2%) a un livello culturale medio-basso o non completamente scolarizzato. Sulla base del PICI-2 è emerso che il disturbo emergente primario risulta essere alternativamente il disturbo delirante, il disturbo dissociativo e il disturbo narcisistico; seguono, come disturbi secondari, il disturbo delirante (se non viene considerato come disturbo primario), il disturbo schizoide, il disturbo borderline, il disturbo ossessivo e il disturbo psicopatico. Anche l'analisi dei tratti funzionali ha riportato la marcata tendenza disfunzionale delle classi che fanno riferimento all'autocontrollo, alla sensibilità, al confronto Io-Es, all'emotività, alla stabilità dell'Io, alla sicurezza e alla funzionalità relazionale, ribadendo anche qui la marcata tendenza disfun-zionale della popolazione clinica. Secondo il PSM-Q, quasi i 2/3 dei partecipanti (73/112, 65,2%) presenta una tendenza disfunzionale ai comportamenti sessuali e una marcata tendenza a cronicizzare i senti-menti di vergogna in comportamenti di evitamento o iposessualità. Ancora, il 100% del campione di popolazione intervistato riferisce di aver subito significativi o gravi abusi psicologici o fisici in giovane età, o squilibri relazionali intraparentali, o comunque un'educazione sessuale non aperta e priva di libera comunicazione. Secondo il PDM-Q, il 27,7% (31/112) è affetto da dipendenza affettiva, con una maggiore enfasi sui tipi I (nevrotico), VI (narcisista covert), V (borderline) e III (istrionico), in questo ordine di discesa. Infine, il PDM-Q rivela la diffusa tendenza psico-patologica del quadro funzionale dell'Io per i meccanismi di isolamento, negazione, regressione, formazione reattiva, negazione, proiezione, rimozione, ritiro, istinto, repressione e idealizzazione. La presente ricerca conferma la natura psicopatologica del fenomeno dei rapimenti alieni, che merita di essere trattato secondo un approccio psicoterapeutico (preferi-bilmente cognitivo-comportamentale e/o strategico) ed eventualmente anche farmacologico nei casi gravi, a seconda dei sintomi manifestati e della gravità della condizione morbosa.

 

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  34. Perrotta G (2020) Amnesia: definition, main models, classifications, neurobiological profiles and clinical treatments. Arch Depress Anxiety, 6(1): 037-044, DOI: 10.17352/2455-5460.000050.
  35. Perrotta G (2020) Gender dysphoria: definitions, classifications, neurobiological profiles and clinical treatments. Int J Sex Reprod Health Care, 3(1): 042-050, DOI: 10.17352/ijsrhc.000013.
  36. Perrotta G (2020) Apraxia: definition, clinical contexts, neurobiological profiles and clinical treatments. Global J Medical Clin Case Rep, 7(2): 059-061, DOI: 10.17352/2455-5282.000100.
  37. Perrotta G (2020) Agnosia: definition, clinical contexts, neurobiological profiles and clinical treatments. Arch Gerontol Geriatr Res 5(1): 031-035, DOI: 10.17352/aggr.000023.
  38. Perrotta G (2020) Dysarthria: definition, clinical contexts, neurobiological profiles and clinical treatments. Arch Community Med Public Health, 6(2): 142-145, DOI: 10.17352/2455-5479.000094.
  39. Perrotta G (2020) Epilepsy: from pediatric to adulthood. Definition, classifications, neurobiological profiles and clinical treatments. J Neurol Neurol Sci Disord, 6(1): 014-029, DOI: 10.17352/jnnsd.000039.
  40. Perrotta G (2020) Oxytocin and the role of “regulator of emotions”: definition, neurobiochemical and clinical contexts, practical applications and contraindications. Arch Depress Anxiety 6(1): 001-005, DOI: 10.17352/2455-5460-000043.
  41. Perrotta G (2020) The concept of altered perception in "body dysmorphic disorder": the subtle border between the abuse of selfies in social networks and cosmetic surgery, between socially accepted dysfunctionality and the pathological condition. J Neurol Neurol Sci Disord 6(1): 001-007, DOI: 10.17352/jnnsd.000036.
  42. Perrotta G (2020) Sexual orientations: a critical review of psychological, clinical and neurobiological profiles. The clinical hypothesis of homosexual and bisexual positions. Int J Sex Reprod Health Care 3(1): 027-041, DOI: 10.17352/ijsrhc.000012.
  43. Perrotta G (2020) Cuckolding and Troilism: definitions, relational and clinical contexts, emotional and sexual aspects and neurobiological profiles. A complete review and investigation into the borderline forms of the relationship: Open Couples, Polygamy, Polyamory. Ann Psychiatry Treatm, 4(1): 037-042, DOI: 10.17352/apt.000019.
  44. Perrotta G (2020) The strategic clinical model in psychotherapy: theoretical and practical profiles. J Addi Adol Beh, 3(1), DOI: 10.31579-007/2688-7517/ 016.
  45. Perrotta G (2020) Perrotta Integrative Clinical Interview, LK ed, I ed., ISBN: 978-8-835863-84-7.
  46. Perrotta G (2020) Borderline Personality Disorder: definition, differential diagnosis, clinical contexts and therapeutic approaches. Ann Psychiatry Treatm, 4(1): 043-056, DOI: 10.17352/apt.000020.
  47. Perrotta G (2020) The clinical and psychopathological implications in the forms of hyperhistaminosis. J Neur & Br Disord, 4(3)-2020.OJNBD.MS.ID.000187, DOI: 10.32474/ OJNBD.2020.04.000187.
  48. Perrotta G (2020) Agraphia: definition, clinical contexts, neurobiological profiles and clinical treatments. J Neuroscience and Neurological Surgery, 6(5); DOI: 10.31579/2578-8868/134.
  49. Perrotta G (2020) The pharmacological treatment of epileptic seizures in children and adults: introduction, clinical contexts, psychopharmacological profiles and prospects in the neurogenetic field. Journal of Neuroscience and Neurological Surgery, 6(5), DOI: 10.31579/2578-8868/137.
  50. Perrotta G (2020) Accepting "change" in psychotherapy: from consciousness to awareness. J Addiction Research and Adolescent Behaviour, 3(1), DOI: 10.31579/2688-7517/018.
  51. Perrotta G (2020) Aphasia: definition, clinical contexts, neurobiological profiles and clinical treatments. Ann Alz Dement Care, 4(1), DOI: 10.17352/aadc. 000014.
  52. Perrotta G (2020) Narcissism and psychopathological profiles: definitions, clinical contexts, neurobiological aspects and clinical treatments. J Clin Cases Rep, 4(85): 12-25, DOI: 10.46619/joccr.2021.S5-1003.
  53. Perrotta G (2020) Dysfunctional sexual behaviours: definition, clinical contexts, neurobiological profiles and treatments. Int J Sex Reprod Health Care, 3(1): 061-069, DOI: 10.17352/ijsrhc.000015.
  54. Perrotta G (2020) Neonatal and infantile abuse in a family setting. Open J Pediatr Child Health, 5(1): 034-042, DOI: 10.17352/ojpch.000028.
  55. Perrotta G (2020) The Theory of Mind (ToM): theoretical, neurobiological and clinical profiles. J Neuroscience and Neurological Surgery. 7(1); DOI: 10.31579/2578-8868/141​.
  56. Perrotta G (2020) The structural and functional concepts of personality: The new Integrative Psychodynamic Model (IPM), the new Psychodiagnostic Investigation Model (PIM) and the two clinical interviews for the analysis of personality disorders (Perrotta Integrative Clinical Interview or PICI) for adults and teenagers (1TA version) and children (1C version), Psychiatry Peertechz, E-book, DOI: 10.17352/ebook10118.
  57. Perrotta G (2020) Bisexuality: definition, humanistic profiles, neural correlates and clinical hypotheses. J Neuroscience and Neurological Surgery, 6(5), DOI: 10.31579/2578-8868/138.
  58. Perrotta G (2020) First revision of the Psychodiagnostic Investigation Model (PIM-1R) and elaboration proposal of a clinical interview for the analysis of personality disorders (Perrotta Integrative Clinical Interview or PICI-1) for adults, teenagers and children, Psychiatry Peertechz, E-book, DOI: 10.17352/ebook10119.
  59. Perrotta G (2020) "Perrotta Integrative Clinical Interview (PICI-1)": Psychodiagnostic evidence and clinical profiles in relation to the MMPI-II, Ann Psychiatry Treatm, 4(1): 062-069, DOI: 10.17352/apt.000022.
  60. Perrotta G (2021) Histrionic personality disorder: Definition, clinical profiles, differential diagnosis and therapeutic framework. Arch Community Med Public Health, 7(1): 001-005, DOI: 10.17352/2455-5479.000123.
  61. Perrotta G (2020) Affective Dependence: from pathological affectivity to personality disorders. Definitions, clinical contexts, neurobiological profiles and clinical treatments. Health Sci. 2020; 1:1-7, DOI: 10.15342/ hs.2020.333.
  62. Perrotta G (2020) Psychotic spectrum disorders: definitions, classifications, neural correlates and clinical profiles. Ann Psychiatry Treatm, 4(1): 070-084, DOI: 10.17352/apt.000023.
  63. Perrotta G (2021) Maladaptive stress: Theoretical, neurobiological and clinical profiles. Arch Depress Anxiety; 7(1): 001-007, DOI: 10.17352/2455-5460. 000057.
  64. Perrotta G (2021) The psychological and immunobiological implications of Covid-19: the possible correlation with previous pandemics and the suggestive therapeutic hypothesis of convalescent plasma. Glob J Clin Virol, 6(1): 007-011, DOI: 10.17352/gjcv.000009.
  65. Perrotta G (2021) "Perrotta Integrative Clinical Interview" (PICI) for adults and teenagers (1TA version) and children (1C version): new theoretical models and practical integrations between the clinical and psychodynamic approach. Ann Psychiatry Treatm, 5(1): 001-014, DOI: 10.17352/ apt.000024.
  66. Perrotta G (2021) Etiological factors and comorbidities associated with the “Gender Dysphoria”: Definition, clinical contexts, differential diagnosis and clinical treatments. Int J Sex Reprod Health Care, 4(1): 001-005. DOI: 10.17352/ijsrhc.000018.
  67. Perrotta G (2021) The state of consciousness: from perceptual alterations to dissociative forms. Defining, neurobiological and clinical profiles, J Neuro Neurol Sci Disord, 7(1): 006-018, DOI: 10.17352/jnnsd.000042.
  68. Perrotta G, Fabiano G (2021) Behavioural disorders in children and adolescents: Definition, clinical contexts, neurobiological profiles and clinical treatments. Open J Pediatr Child Health 6(1): 005-015. DOI: 10.17352/ ojpch.000030.
  69. Perrotta G (2021) Perrotta Individual Sexual Matrix Questionnaire (PSM-1). The new clinical questionnaire to investigate the main areas of the individual sexual matrix. Int J Sex Reprod Health Care, 4(1): 013-021, DOI: 10.17352/ ijsrhc.000020.
  70. Perrotta G (2021) Avoidant personality disorder: Definition, clinical and neurobiological profiles, differential diagnosis and therapeutic framework. J Neuro Neurol Sci Disord 7(1): 001-005, DOI: 10.17352/ jnnsd.000041.
  71. Perrotta G (2021) Perrotta Integrative Clinical Interviews (PICI-2), LK ed, III ed., ISBN: 979-12-202-88-651.
  72. Perrotta G (2021) Perrotta Integrative Clinical Interview (PICI-1): a new revision proposal for PICI-1TA. Two single cases. Glob J Medical Clin Case Rep, 8(1):041-049, DOI: 10.17352/2455-5282-000125.
  73. Perrotta G (2021) Strategic psychotherapy and the "decagonal model" in clinical practice. Ann Psychiatry Treatm, 5(1): 028-035, DOI: 10.17352/ apt.000028.
  74. Perrotta G (2021) Personality profiles of luxury escorts: Psychoclinical evidence in prostitution activity. Int J Sex Reprod Health Care, 4(1): 022-027, DOI: 10.17352/ijsrhc.000022.
  75. Perrotta G (2021) The intestinal microbiota: towards a multifactorial integrative model. Eubiosis and dysbiosis in morbid physical and psychological conditions. Arch Clin Gastroenterol, 7(2): 024-035, DOI: 10.17352/2455-2283.000094.
  76. Perrotta G (2021) Massive use of tattoos and psychopathological clinical evidence. Arch Community Med Public Health, 7(2): 079-085, DOI: 10.17352/ 2455-5479.000144.
  77. Perrotta G (2021) Covid-19 pandemic: all possible effective solutions to eradicate the problem. Cross-sectional analysis of clinical, socioeconomic, political and psychological profile. Arch Community Med Public Health, 7(2): 099-110, DOI: 10.17352/2455-5479.000147.
  78. Perrotta G (2021) Sexual fantasies: the boundary between physiology and psychopathology. Int J Sex Reprod Health Care, 4(1): 042-052, DOI: 10.17352/ijsrhc000023.
  79. Perrotta G (2021) Clinical evidence in sexual orientations: definitions, neurobiological profiles and psychological implications. Ann Psychiatry Treatm, 5(1): 043-053. DOI: 10.17352/apt.000030.
  80. Perrotta G (2021) “Polygamous perception” and couple's relational choice: definitions, socio-cultural contexts, psychopathological profiles and therapeutic orientations. Clinical evidence. Ann Psychiatry Treatm, 5(1): 054-061. DOI: 10.17352/apt.000031.
  81. Perrotta G (2021) The learning of specific dysfunctional behavioural patterns through social network and telematics platforms in preadolescents and adolescents. Psychopathological clinical evidence. Open J Pediatr Child Health 6(1): 026-035. DOI: 10.17352/ojpch.000034.
  82. Perrotta G (2021) Parental Alienation Syndrome (PAS): definition, humanistic profiles and clinical hypothesis of absorption with “adaptation disorder”. Clinical evidence. Open J Pediatr Child Health 6(1): 026-035. DOI: 10.17352/ojpch.000035.
  83. Perrotta G (2021) Perrotta Affective Dependence Questionnaire (PAD-Q): Clinical framing of the affective-sentimental relational maladaptive model. Ann Psychiatry Treatm 5(1): 062-066. DOI: 10.17352/apt.000032.
  84. Perrotta G (2021) “Perrotta Individual Sexual Matrix Questionnaire” (PSM-Q): Technical updates and clinical research. Int J Sex Reprod Health Care 4(1): 062-066. DOI: 10.17352/ijsrhc.000025.
  85. Perrotta G (2021) Intestinal dysbiosis: definition, clinical implications, and proposed treatment protocol (Perrotta Protocol for Clinical Management of Intestinal Dysbiosis, PID) for the management and resolution of persistent or chronic dysbiosis. Arch Clin Gastroenterol, 7(2): 056-063. DOI: 10.17352/2455-2283.000100.
  86. Perrotta G (2021) Perrotta Integrative Clinical Interviews (PICI-2): innovations to the first model, the study on the new modality of personological investigation, trait diagnosis and state diagnosis, and the analysis of functional and dysfunctional personality traits. An integrated study of the dynamic, behavioural, cognitive and constructivist models in psychopathological diagnosis. Ann Psychiatry Treatm, 5(1): 067-083. DOI: 10.17352/apt.000033.
  87. Perrotta G (2021) Clinical evidence in Troilism (Polygamy and Polyamory): definition, psychological profiles and clinical implications. Int J Sex Reprod Health Care, 4(1): 073-079. DOI: 10.17352/ijsrhc.000027.
  88. Perrotta G (2021) Perrotta Affective Dependence Questionnaire (PAD-Q): Psychodiagnostic evidence and clinical profiles. Int J Sex Reprod Health Care, 4(1): 080-084. DOI: 10.17352/ijsrhc.000028.
  89. Perrotta G (2021) The "Human Emotions" and the "Perrotta Human Emotions Model" (PHEM): The new theoretical model. Historical, neurobiological and clinical profiles. Arch Depress Anxiety, 7(2): 020-027. DOI: 10.17352/2455-5460.000062.
  90. Perrotta G (2021) The diagnosis of personality traits in “affective dependency”: when the toxic bond is an expression of a personality disorder. Research. Int J Sex Reprod Health Care, 4(1): 085-090. DOI: 10.17352/ijsrhc.000029.
  91. Perrotta G (2021) “Perrotta Human Defense Mechanisms Questionnaire” (PDM-Q): The new psychodiagnostic tool to identify human psychological defense mechanisms and their clinical implications. Arch Depress Anxiety 7(2): 029-033. DOI: 10.17352/2455-5460.000063.
  92. Perrotta G (2021) "Perrotta Psychotherapeutic Protocol for Disorder of the Neurotic Area (PPP-DNA)": proposal of protocol, profiles and clinical applications. Open J Trauma; 5(1): 010-018. DOI: 10.17352/ojt.000037.
  93. Perrotta G (2021) Clinical evidence in the phenomenon of demoniac possession. Ann Psychiatry Treatm; 5(1): 088-095. DOI: 10.17352/apt. 000035.
  94. Perrotta G, Guerrieri E, Guerrieri M (2021) Splenic trauma: definition, classifications, clinical profiles and best treatment. Open J Trauma, 5(1): 019-0036. DOI: 10.17352/ojt.000038.
  95. Perrotta G (2021) Port-site metastasis: definition, clinical contexts, and possible preventive actions to reduce risk. Being published
  96. Perrotta G (2021) Clinical evidence in alien abduction. Being published
  97. Perrotta G, Guerrieri E (2021) Celiac disease: definition, classification, historical and epistemological profiles, anatomopathological aspects, clinical signs, differential diagnosis, treatments and prognosis. Proposed diagnostic scheme for coeliac disease (DSC-PG). Being published
  98. Perrotta G (2022) Psychological assistance to ostomate patients. Proposal of intervention protocol (Perrotta Psychological Care for Ostomy Patients, PPCOP) and clinical questionnaire (Perrotta Psychological Care for Ostomy Patients Questionnaire – first version, PPCOP-Q1). Being published

 

Manualistica e Saggistica

 

Tipologia: Manuali di Diritto e Politica

  1. Perrotta G (2015) Compendio di Diritto Penale, Primiceri Ed, I ed, pag. 230, A5, cartaceo, ISBN: 978-88-98-212-84-2.
  2. Perrotta G (2015) Scacco Matto!, Primiceri Ed., I ed., pag. 258, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-98-212-81-1.
  3. Perrotta G (2015) Compendio di Deontologia Forense e Notarile, Primiceri Ed., I ed., pag. 170, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-98-212-69-9.
  4. Perrotta G (2015) Compendio di Diritto Privato, libro primo, persone fisiche e persone giuridiche, Primiceri Ed., I ed., pag. 276, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-98-212-71-2.
  5. Perrotta G (2015) Compendio di Diritto Privato, libro secondo, il diritto di famiglia, Primiceri Ed., I ed., pag. 412, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-98-212-73-6.
  6. Perrotta G (2015) Compendio di Diritto Privato, libro terzo, le successioni e le donazioni, Primiceri Ed., I ed., pag. 230, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-98-212-77-4.
  7. Perrotta G (2016) Compendio di Diritto Penale, parte speciale (Prima parte), Primiceri Ed., co-autore, I ed., pag. 398, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-98212-96-5.
  8. Perrotta G (2016) Compendio di Diritto Penale, parte speciale (Seconda parte), Primiceri Ed., co-autore, I ed., pag. 271, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-99747-04-6.
  9. Perrotta G (2016) Compendio di Diritto Penale, parte speciale (Terza parte), Primiceri Ed., co-autore, I ed., pag. 300, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-99747-05-3.
  10. Perrotta G (2016) Compendio di Diritto Internazionale Privato, Primiceri Ed, I ed., pag. 158, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-99747-08-4.
  11. Perrotta G (2016) Compendio di Diritto Privato, libro quarto, i beni, la proprietà, i diritti reali e la proprietà intellettuale, Primiceri Ed., I ed., pag. 290, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-99747-13-8.
  12. Perrotta G (2016) Compendio di Diritto Privato, libro quinto, le obbligazioni, i contratti e la tutela giurisdizionale, Primiceri Ed., I ed., pag. 426, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-99747-17-6.
  13. Perrotta G (2016) Depenalizzazioni e Giusto Processo, co-autore, Primiceri ed., I ed., pag. 152, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-88-99747-24-4.
  14. Perrotta G (2016) Istituzioni di Diritto Privato, Primiceri Ed., I ed., pag. 650, A5, cartaceo, ISBN: 978-88-99747-29-9.

 

Tipologia: Manuali di Criminologia e Investigazione 

  1. Perrotta G (2015) L’indagine investigativa. Manuale teorico-pratico, Primiceri Ed., co-autore, I ed., pag. 688, formato A4, cartaceo, ISBN: 978-88-98-212-66-8.
  2. Perrotta G (2016) Criminologia Esoterica, Primiceri Ed., II ed., pag. 564, A5, cartaceo, ISBN: 978-88-98212-98-9.
  3. Perrotta G (2016) Exorcizamus te. Il vero volto di Dio, Primiceri Ed., I ed, pag. 442, A5, cartaceo, ISBN: 978-88-99747-39-8. Riedizione Luxco Ed. 2020, pag. 444, ISBN: 978-29-02114-06-1.
  4. Perrotta G (2017) Amen. Il lato oscuro del cristianesimo, Primiceri Ed., I ed., pag. 386, A5, cartaceo, ISBN: 978-88-99747-84-8. Riedizione Luxco Ed. 2020, pag. 372, ISBN: 978-29-02114-07-8.
  5. Perrotta G (2017) Le psicopatologie del dio biblico, LK ed., I ed., pag. 280, A5, cartaceo, ISBN: 978-88-275-9974-7. Riedizione Luxco Ed. 2020, pag. 300, ISBN: 978-29-02114-08-5.

 

Tipologia: Saggi di Psicologia e Parapsicologia

  1. Perrotta G (2018) Quello che gli altri non ti dicono, LK ed., I ed., pag. 240, A5, cartaceo, ISBN: 978-88-275-9972-3. Riedizione Lux-Co Ed. 2019, pag. 282, A5, cartaceo, ISBN: 978-2-902114-09-2.
  2. Perrotta G (2019) La possessione demoniaca, Lux-Co Ed., ried., pag. 312, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-2-902114-05-4.
  3. Perrotta G (2019) Psicologia generale, Lux-Co Ed., I ed., pag. 404, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-2-902114-00-9.
  4. Perrotta G (2019) Psicologia dinamica, Lux-Co Ed., I ed., pag. 246, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-2-902114-01-6.
  5. Perrotta G (2019) Psicologia clinica, Lux-Co Ed., I ed., pag. 322, formato A5, cartaceo, ISBN: 978-2-902114-02-3.
  6. Perrotta G (2020) Perrotta Integrative Clinical Interview (PICI-1), LK ed., I ed., pag 270, formato A5, ISBN: 978-8-835863-84-7.
  7. Perrotta G (2021) Perrotta Integrative Clinical Interview (PICI-2), LK ed., III ed., pag 288, formato A5, ISBN: 979-1-220288-65-1.

 

Tipologia: Romanzi Fantasy:

  1. Perrotta G (2020) Yahweh. La trilogia (in italiano), LK ed., pag. 666, A5, cartaceo, ISBN: 979-12-202-1505-3.
  2. Perrotta G (2020) Yahweh. The origins (in inglese), LK ed., pag. 380, A5, paper, ISBN: 978-88-358-1045-2.

 

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COLLEGAMENTI ESTERNI

 

  1. Sito web:  www.giulioperrotta.com
  2. Google Scholar:  Giulio Perrotta
  3. Orcid ID:  0000-0003-0229-5562
  4. Academia EDU:  Giulio Perrotta
  5. ResearchGate:  Giulio Perrotta

 

 

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