Dott. Giulio Perrotta
Dott. Giulio Perrotta

    From 2 May 2012 ...

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LA "RASSEGNA STAMPA QUOTIDIANA" (IX PARTE)

Tutte le notizie da "Il Giornale" in tema di politica, attualità, cronaca, economia e cultura

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IlGiornale.it - Politica

Gli 007 italiani: "Non abbiamo dato noi i cellulari di Mifsud a Barr" (Thu, 17 Oct 2019)
I servizi segreti italiani smentiscono di aver fornito i due smartphone Blackberry appartenenti a Joseph Mifsud al Procuratore generale William Barr e al Dipartimento di Giustizia Usa I servizi segreti italiani non hanno fornito i due smartphone Blackberry appartenenti al docente maltese Joseph Mifsud ai Procuratori William Barr e John Durham durante le loro visite a Roma del 15 agosto e del 27 settembre. Fonti qualificate della nostra intelligence, interpellate dall'Adnkronos, negano con decisione il coinvolgimento italiano nell'ultimissimo capitolo dell'inchiesta cosidetta Spygate che ha lo scopo di accertare se funzionari di alto rango in varie agenzie governative americane hanno abusato del loro potere al fine di condurre una raccolta di informazioni illecita su una campagna presidenziale a fini politici (quella di Donald Trump), nonché di chiarire il ruolo dei servizi segreti di Paesi come Regno Unito, Italia e Australia. Come rilevato anche da Inside Over, due giorni fa l’avvocato Sydney Powell, che rappresenta il generale Michael T. Flynn, ex consigliere per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Trump dimessosi dalla carica in seguito a notizie sui suoi rapporti con l’ambasciatore russo Sergey Kislyak, ha presentato una mozione in cui chiede di visionare i dati contenuti nei due telefoni Blackberry recentemente entrati in possesso del Dipartimento di Giustizia Usa e appartenenti a Joseph Mifsud. Secondo l’avvocato, in quei file ci sarebbe la prova che il professore incastrò il generale Flynn cercando di collegarlo alla Russia e alimentando così la narrativa della collusione con il Cremlino, esattamente come fece con l’ex advisor della campagna di Donald Trump George Papadopoulos: operazione di controspionaggio a cui parteciparono, secondo Papadopoulos e gli avvocati di Flynn, l’Fbi, il Doj e i servizi d’intelligence stranieri. Esattamente ciò su cui stanno indagando e cercando di fare luce William Barr e John Durham. L'avvocato Powell, ricorda Adnkronos, spiega che la richiesta è stata avanzata al Dipartimento di Giustizia (dal quale dipende l'Fbi) inizialmente per email l'11 ottobre, senza ottenere risposta. I dati e i metadati contenuti nei due BlackBerry "usati da Joseph Mifsud", si legge nella richiesta presentata al tribunale, sono "materiale a discolpa e rilevante per la difesa" di Flynn. La Powell non rivela però come sia venuta a conoscenza dei due telefoni cellulari e, soprattutto, del fatto che essi siano ora in mano al Dipartimento di Giustizia Usa. L'avvocato, in un tweet del 15 ottobre, scrive che i due cellulari "erano stati dati in uso a Mifsud". Inevitabile il collegamento fra i due smartphone del docente e i recenti viaggi di William Barr a Roma: tuttavia, gli 007 italiani smentiscono di essere stati loro a fornire i due Blackberry al Dipartimento di giustizia. Come avevamo anticipato su Inside Over, infatti, e come ci aveva raccontato l'esperto di intelligence Chris Blackburn, il Dipartimento di Giustizia era entrato in possesso dei due telefoni prima del viaggio di William Barr a Roma del 15 agosto. È altresì probabile che di questo materiale contenuto nei due smartphone si sia parlato negli incontri romani, oltre che della deposizione che lo stesso Mifsud ha rilasciato qualche mese fa al Dipartimento di Giustizia. Un funzionario dell’ambasciata americana a Roma aveva rivelato al Daily Beast che quella di William Barr del 27 settembre era stata una visita inaspettata. Secondo la testata americana, Barr e Durham erano particolarmente interessati da ciò che i servizi segreti italiani sapevano sul conto di Joseph Mifsud, il docente maltese al centro del Russiagate americano, colui che per primo – secondo l’inchiesta del procuratore Robert Mueller – avrebbe rivelato a George Papadopoulos l’esistenza delle mail compromettenti su Hillary Clinton. Il docente avrebbe fatto domanda di protezione alla polizia in Italia dopo essere “scomparso” dai radar e dalla Link University di Roma, con cui collaborava e avrebbe fornito una deposizione audio nella quale spiegherebbe perché "alcune persone" vorrebbero fargli del male. Una fonte del ministero di Giustizia italiano, parlando a condizione di anonimato, avrebbe confermato che Barr e Durham hanno ascoltato il nastro e ci sarebbe stato uno scambio di informazioni fra i procuratori americani e l’intelligence italiana. Tag:  Spygate Russiagate Persone:  William Barr Luoghi:  Stati Uniti d'America Italia
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Centinaio: "Tanti senatori del M5s tentati dal centrodestra" (Thu, 17 Oct 2019)
L’ex ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio dichiara che ci sono almeno una decina di senatori del M5s che stanno sondando il terreno con partiti del centro-destra Di senatori che potrebbero lasciare il M5s per approdare nelle fila dei partiti di centro-destra, Lega in particolare, se ne parla già da agosto quando è iniziato il dialogo tra pentastellati e Pd per la formazione di un nuovo governo giallorosso. L’abbraccio con i dem, proseguito poi con l’alleanza siglata in Umbria per le elezioni regionali del 27 ottobre, ha creato un certo malcontento tra attivisti e figure di primo piano nel mondo 5s. Ora ad agitare i sogni di Conte, Grillo e dell’ala pentastellata più vicina alla sinistra ci pensa l'ex ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, uno dei più importanti esponenti della Lega di Matteo Salvini, che in una intervista rilasciata ad Affaritaliani.it afferma di vedere movimenti tra i “gialli”. "In Senato vedo tante crepe nel gruppo dei 5 Stelle, soprattutto dopo quanto accaduto ieri in Aula sul provvedimento delle crisi aziendali. Tra i senatori del Movimento 5 Stelle sono sempre più le crepe e una grandissima si sta aprendo sul caso Ilva, tanto che sono stati costretti a rimandare alla settimana prossima l'intero provvedimento con quelli del Pd che ci dicevano ‘questi sono matti". Centinaio dichiara, inoltre, che ci sono tanti senatori che in maniera sempre più assidua“si avvicinano a noi, o a Fratelli d'Italia o a Forza Italia, anche solo per capire e per sondare il terreno". L’esponente leghista afferma che al momento il loro numero si aggira intorno a 10. Alcuni di loro si avvicinano “solamente per sapere cosa la Lega pensa di alcuni argomenti mentre altri si lamentano del governo e sono espressamente più interessati. Diciamo che ci sono vari tipi di approccio". Nel caso in cui un gruppo di senatori pentastellati decidesse di lasciare il gruppo per passare all'opposizione, facendo cadere il governo Conte II, la strada potrebbe essere una ricandidatura con la Lega. L’ultima parola, però, spetterebbe a Matteo Salvini. “Ma se sono persone serie e con le quali è possibile instaurare un rapporto di collaborazione... mettiamola così, Marco Zanni (l'attuale capogruppo della Lega al Parlamento europeo eletto nel 2014 con il M5s, ndr) insegna". Tag:  M5S senatori Persone:  Gian Marco Centinaio
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Berlusconi: "Non volevo, ma sarò in piazza Lega contro carcere per evasione" (Thu, 17 Oct 2019)
Il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, il segretario della Lega, Matteo Salvini, e la leader di Fratelli d'Italiam, Giorgia Meloni, in conferenza stampa a Perugia per sostenere la candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Umbria, Donatella Tesei centrodestra 
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Governo, Berlusconi: "Situazione peggio del '94" (Thu, 17 Oct 2019)
Il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, il segretario della Lega, Matteo Salvini, e la leader di Fratelli d'Italiam, Giorgia Meloni, in conferenza stampa a Perugia per sostenere la candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Umbria, Donatella Tesei centrodestra 
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Conte chiama Erdogan: ecco la posizione italiana sulla Siria (Thu, 17 Oct 2019)
Ma la posizione italiana, espressa anche da Mattarella e Di Maio, rischia di cozzare con i nostri interessi in Libia La posizione dell’Italia sul dossier siriano appare tanto chiara quanto, al tempo stesso, poco produttiva visto che il nostro paese, assieme all’intera Europa, è rimasto marginale alle ultime vicende che hanno sconvolto la Siria. Come si legge su La Stampa, nella giornata di mercoledì si è avuto un colloquio telefonico tra il presidente del consiglio Giuseppe Conte ed il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Fonti di Palazzo Chigi, fanno sapere che la telefonata è andata avanti per circa un’ora, con toni che più volte si sono rivelati tesi. Nel corso del colloquio telefonico, Conte ha espresso la sua ferma condanna alle azioni militari intraprese dalla Turchia. In particolare, il capo del governo italiano ha sostenuto l’inopportunità delle scelta unilaterale di Erdogan la quale, tra le altre cose, sta arrecando gravi danni alla popolazione. Conte poi ha chiesto al presidente turco di sospendere i bombardamenti e le incursioni sulla Siria, anche per scongiurare un nuovo rafforzamento dell’Isis nell’area. Da parte di Erdogan probabilmente c’è stata, nella migliore delle ipotesi, una mera presa d’atto della posizione italiana e nulla più. In queste ore il governo turco ha ignorato anche gli alt degli Usa, proprio ieri lo stesso Erdogan ha sostenuto per alcune ore, salvo poi fare marcia indietro, di non voler nemmeno incontrare la delegazione americana ad Ankara composta, tra gli altri, dal vice presidente Mike Pence. Figurarsi dunque se il presidente turco possa dare credito alle dichiarazioni del capo del governo italiano, con il nostro paese, come detto, marginale rispetto al dossier siriano. Ad ogni modo, quella espressa dal presidente del consiglio è la posizione dell’Italia sulla crisi nelle regioni a maggioranza curde della Siria. Una posizione peraltro espressa anche dal presidente della Repubblica in visita a Washington: “L’Italia condanna le azioni turche – ha infatti dichiarato Mattarella a Trump nel colloquio alla Casa Bianca – Le quali possono offrire spazi impensati all’Isis”. La linea italiana è stata espressa anche dal ministro degli esteri Luigi Di Maio, il quale nelle scorse ore ha firmato un atto per bloccare la vendita di armi alla Turchia, assieme alla ridiscussione degli attuali contratti. Linea chiara dunque, ma assolutamente poco influente, assieme a quella dei paesi del vecchio continente. Di questo ne è consapevole anche lo stesso presidente Mattarella, il quale nei giorni scorsi ha parlato di marginalità dell’Europa in Siria. Quella italiana inoltre, rischia di essere una posizione anche contraddittoria su quello che attualmente rappresenta il dossier più importante per la nostra diplomazia e che riguarda cioè la Libia. Roma, come si sa, sostiene e riconosce il governo di Fayez Al Sarraj, tanto che a Misurata abbiamo ancora un contingente di 300 uomini schierati all’interno della città. Il più importante alleato di Al Sarraj al momento, è proprio la Turchia con Ankara che al governo da noi sostenuto fornisce armi e munizioni. Un paradosso, guardando alla nostra posizione odierna, certamente di non poco conto. Tag:  guerra in Siria curdi Persone:  Giuseppe Conte Recep Tayyip Erdogan
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Centrodestra unito in Umbria "Basta oppressione fiscale" (Thu, 17 Oct 2019)
Berlusconi, Salvini e Meloni insieme con Tesei in vista del voto del 27 ottobre: "Tutti in piazza contro il governo" Il centrodestra unito lancia la sfida per le Regionali in Umbria. In una conferenza stampa a Perugia, Berlusconi, Salvini e Meloni lanciano la scalata del centrodestra alla guida della regione Umbria. Salvini non usa giri di parole e si dice certo della vittoria il prossimo 27 ottobre: "Con questa squadra non occorre uno scienziato per dire che vinceremo in Umbria dopo 50 anni. Ci sarà una nuova festa comandata, festa della libertà in Umbria". La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni ha ricordato agli elettori le differenze tra il centrodestra e il governo giallorosso. La Meloni ha messo nel mirino la deriva tassarola della manovra varata da Pd, M5s e Italia Viva: "Non abbiate paura di cambiare, di fare la scelta coraggiosa di votare per noi" perché "a tradire i vostri interessi sono i partiti che i cittadini hanno votato per tanti anni e che si sono asseragliati nei palazzi a fare i loro, di interessi", ha affermato la Meloni. Poi è stato il turno di Berlusconi che non ha fatto sconti al governo delle tasse. Il Cavaliere ha affermato che questa situazione "è più grave del '94". Poi ha ricordato che con la manovra varata dall'esecutivo aumenterà "l'oppressione fiscale". Infatti il macigno fiscale che pesa sulle teste degli italiani supera già il 40 per cento e con questa legge di Bilancio potrebbe diventare insostenibile. Da qui l'invito da parte del Cav di "far entrare facce nuove nel fortino rosso" dell'umbria. Infine il leader di Forza Italia ha messo nel mirino anche la proposta dei grillini di inasprire le pene col carcere per gli evasori: "Adesso è a rischio la libertà, il carcere per evasione sarà nella riforma della Giustizia. Io avevo deciso di non andare in piazza sabato con Salvini e Meloni, perché mi dicevo ’lasciamoli iniziare a lavorare, ma ho cambiato idea dopo aver avuto come sicura la notizia che stanno lavorando a una legge che prevede il carcere fino a 8 anni per un’evasione da 50mila euro. Così è a rischio il diritto di libertà di ognuno di noi", ha affermato il Cav. Ora la scelta spetta agli umbri che domenica 27 ottobre potrebbero consegnare le chiavi della Regione a Donatella Tesei. Persone:  Silvio Berlusconi Matteo Salvini Giorgia Meloni
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Ora Conte plaude alla battaglia ecologista del Papa (Thu, 17 Oct 2019)
Arriva l'endorsement del premier Giuseppe Conte a Papa Francesco. Concordanza tra i due sull'urgenza della battaglia ecologista Se c'è un elemento di continuità tra le priorità inviduate dai giallorossi e quelle portate avanti da Papa Francesco, quel fattore riguarda la battaglia ecologista, che governo italiano e Vaticano promuovono, concordando sull'urgenza di fare qualcosa di concreto per la salvaguardia del pianeta. Se n'è accorto pure il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che nella giornata di oggi ha voluto esprimere grossa soddisfazione per quanto messo in campo dal pontefice argentino. In Santa Sede è tempo di Sinodo panamazzonico e di "ecologia integrale". Nonostante i conservatori pensino che questi aspetti siano di stretta competenza della politica. Dopo l'enciclica Laudato Sì, sta per uscire l'ultima fatica libraria del Papa gesuita, ossia "Nostra Madre Terra", della quale ieri abbiamo sintetizzato qualche anticipazione. Da quando Partito Democratico e MoVimento 5 Stelle occupano insieme gli scranni dell'esecutivo, invece, l'ambientalismo è divenuto una componente essenziale. Anche la manovra in discussione, almeno stando agli annunci della maggioranza, terrà conto della tutela ambientale. Non ci si deve meravigliare, quindi, dell'endorsement tematico che il professor Giuseppe Conte ha deciso di rivolgere nei confronti del Santo Padre: "L'impegno profuso da papa Francesco nella promozione della transizione ecologica e nel contrasto ai cambiamenti climatici - ha dichiarato nella mattinata odierna il primo ministro, secondo quanto riportato anche da Ansa - rappresenta un monito per tutti coloro che, al di là dei convincimenti personali, assumono responsabilità di governo". Jorge Mario Bergoglio, quindi, diviene anche un simbolo della lotta alla cultura inquinante. Una figura che tutti coloro che si occupano della cosa pubblica, per il leader giallorosso, dovrebbero prendere ad esempio. Conosciamo la critica alle conseguenze nefaste della globalizzazione, che è propria dell'attuale vescovo di Roma. Una critica che è a tutto tondo, toccando tanto le conseguenze inflitte alla natura quanto la sfera sociale. Basti pensare che l'ex arcivescovo di Buenos Aires ritiene si debba chiedere perdono al Creato per lo sfruttamento cui è stato sottoposto. E Conte, rimarcando la posizione presa dal Papa della Chiesa cattolica in quest'epoca, ha fatto capire di essere d'accordo con la pastorale sull'ecologia dell'ecclesiastico sudamericano. L'ideologia ambientalista sta insomma monopolizzando le attenzioni di certe alte cariche, governative e spirituali. Tag:  ambientalismo ecologia Persone:  Jorge Mario Bergoglio Giuseppe Conte
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Anche i vigili del fuoco in piazza col centrodestra contro il governo (Thu, 17 Oct 2019)
Il presidente nazionale ha sottolineato che il Corpo "merita più attenzione" da parte del governo. Per questo, una delegazione sindacale parteciperà sabato a Roma alla manifestazione del centrodestra Reclamano “più attenzione” per i Vigili del Fuoco e meno promesse. Per questi motivi sabato 19 ottobre saranno presenti con una delegazione sindacale in piazza San Giovanni a Roma, alla manifestazione organizzata dal centrodestra contro il governo Conte. Lo ha evidenziato in una nota Fernando Cordella, presidente di Filp-Anppe (Associazione nazionale professionisti per la prevenzione e le emergenze) dei Vigili del Fuoco. Oltre a lui sarà presente anche il segretario generale Cesira Cruciani. Cordella ha sottolineato che il sindacato è molto allarmato perché l'attuale esecutivo giallorosso sta compromettendo il sistema del Soccorso Italia, trascurando sia il personale del comparto sicurezza sia quello del soccorso-pubblico. L’esponente sindacale ha osservato che “i Vigili del Fuoco meritano più attenzione. Basta con le continue promesse, lanciate sui social e le elemosine che continuano ad umiliare il glorioso corpo dello Stato”. E aggiunge che Filp-Anppe manifesterà il proprio dissenso per sensibilizzare i partiti del centrodestra affinché i Vigili del Fuoco abbiano l’equiparazione degli stipendi alle altre forze di polizia e “gli venga riconosciuta - ha concluso Cordella - la giusta attenzione che meritano”. Come riporta il sito muoversiaroma.it, la manifestazione politica si svolgerà dalle 13 alle 19 in piazza di Porta San Giovanni. È prevista la partecipazione di circa 40 mila persone, che giungeranno nella Capitale con treni speciali e circa 450 pullman. Nell’area ci saranno divieti di sosta già da diverse ore prima della manifestazione. Dalle 16 la Questura ha richiesto la chiusura della fermata “San Giovanni” della metro A. Tag:  vigili del fuoco sindacato manifestazione centrodestra
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Beppe Sala fa il "tamarro": foto nazionalpopolare insieme alla Bignardi (Thu, 17 Oct 2019)
Il sindaco di Milano si è prestato al gioco della giornalista, durante l'ultima puntata de L'Assedio, sul Nove Occhiali sportivi scuri, marsupio a tracolla e pollice alto. Ecco Beppe Sala in versione "tamarro" nello studio di Daria Bignardi. Il siparietto è andato in scena durante l'ultima puntata de L'Assedio, la nuova trasmissione della giornalista sul Nove. La conduttrice stuzzica così il sindaco di Milano: "Lei va molto forte sui social, ma bisogna ammettere che Matteo Salvini va molto più forte di lei. Perché il leghista è nazionalpopolare. Lei, con rispetto parlando, è un pochino 'fighetto milanese con tendenze radical chic'. Allora, secondo me, dovrebbe prendere qualche iniziativa per proporsi in maniera più ampia…". E qui il primo cittadino meneghino scherza: "E scommetto che ha delle idee…". E qui la Bignardi ride e invita il suo ospite a indossare un borsello rosso e nero (i colori del Milan, e non quelli dell'Inter, squadra del cuore di Sala) e un paio di occhiali neri: "Poi io le faccio una bella foto e la sfido a postarla sul suo Instagram". Il sindaco Sala si presta al gioco e alza il pollice per farsi fotografare in versione più "nazionalpopolare". E ha accettato la sfida della Bignardi, pubblicando la foto sul proprio profilo social. Visualizza questo post su Instagram La Bignardi dice che non sono abbastanza nazionalpopolare e mi “corregge” così! @lassedio Un post condiviso in data: 16 Ott 2019 alle ore 1:15 PDT Persone:  Beppe Sala Daria Bignardi
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La colica di Salvini scatena l'odio sui social (Thu, 17 Oct 2019)
Il leader ricoverato a Monfalcone e subito dimesso. Ma in rete gli augurano di morire L'odio social, quello dell'Italia peggiore, che insulta seduta davanti allo schermo di un pc, ha colpito anche il leader della Lega, Matteo Salvini, che ieri ha dovuto ricorrere alle cure dell'ospedale di Monfalcone a causa di una colica renale. Su Twitter le battute non si sono sprecate. «Mangia di meno», ha scritto qualcuno. E ancora: «Immagino la faccia di #Salvini quando i medici gli hanno detto di bere tanta acqua». Si è passati quindi da «la colpa è della sua generosità, la dà da bere ai suoi elettori» fino al «Santa colica». Ma c'è anche chi ha coniato l'hashtag #iostoconlecoliche e chi è arrivato ad augurargli la morte: «Meglio lui che un immigrato». C'è quindi chi ha cinguettato: «Il malore di #Salvini non mi fa né caldo e né freddo. Mi domandavo piuttosto se ha dovuto attendere dalle 5 alle sei ore al pronto soccorso come un fallito qualsiasi». Il leader della Lega si era sentito male ieri mattina poco dopo essere sbarcato all'aeroporto di Ronchi dei Legionari per andare a Trieste, dove avrebbe dovuto partecipare ai funerali di Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, i due agenti uccisi in questura alcuni giorni fa. In una nota il partito del Carroccio spiega che il senatore «ha avuto una colica. Dopo esami, antidolorifici e controlli è stato dimesso e le sue condizioni non destano preoccupazioni. Salvini - si prosegue nel comunicato - è enormemente dispiaciuto per non aver potuto partecipare alla cerimonia per Pierluigi e Matteo e conferma gli appuntamenti in Umbria». L'ex ministro dell'Interno è stato rimesso intorno alle 13 e subito ha messo un post sulla sua pagina Facebook per rassicurare i fan: «Amici - ha scritto - volevo ringraziarvi di cuore per tutti i messaggi che mi avete inviato e rassicurarvi: questa mattina ho avuto una piccola colica, niente di grave! Sto bene e sono già in viaggio per l'Umbria. Questo inconveniente mi ha però impedito di partecipare a Trieste ai funerali di Pierluigi e Matteo. Ci tenevo e sono molto dispiaciuto: a questi eroi ancora il mio pensiero e la mia preghiera, un abbraccio alle loro famiglie, alla Polizia di Stato e a tutti coloro che indossando una divisa difendono ogni giorno la sicurezza degli italiani a rischio della loro vita». Salvini in questi giorni sta girando molto a causa del tour elettorale per le regionali in Umbria e la vita movimentata e il dover mangiare sempre fuori, fanno sapere i suoi fedelissimi, sicuramente gli hanno procurato qualche lieve problema di salute. Da qui alle prossime elezioni il politico dovrà viaggiare ancora molto. Ieri, prima di riprendere il suo tour, ha ringraziato i medici per le cure che gli hanno prestato. Anche sulla sua pagina Facebook i commenti sono stati numerosi, tra chi gli ha augurato una pronta guarigione e chi, continuando con gli insulti, ha insinuato che il malore fosse dovuto a un «contatto troppo ravvicinato con l'avversario politico Matteo Renzi durante il confronto tv alla trasmissione di Bruno Vespa Porta a porta».
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IlGiornale.it - Cronache

Bari, in aeroporto con 3 chili di eroina in valigia: arrestata coppia di napoletani (Thu, 17 Oct 2019)
Un 35enne napoletano di ritorno da Atene insieme alla moglie e ai figli è stato fermato e poi arrestato all'aeroporto di Bari: l'uomo nascondeva oltre tre chili di eroina in valigia La Guardia di Finanza di Bari ha fermato e tratto in arresto una coppia di giovani napoletani che trasportavano diversi chili di droga nel loro bagaglio. I due, di circa 35 anni, erano appena atterrati da Atene all'aeroporto di Bari e viaggiavano in compagnia dei loro tre figli. Giunti allo scalo pugliese dalla Grecia, la coppia ha subito destato i sospetti dei finanzieri che stavano effettuando un casuale controllo proprio in quel momento. Il pastore tedesco dell'unità cinofila, Drigon, ha cominciato infatti ad agitarsi molto subito dopo essersi avvicinato alla famiglia e in particolare dopo aver annusato la valigia dell'uomo. Gli uomini dell'Agenzia delle Dogane hanno quindi deciso di svolgere un controllo più approfondito dopo la segnalazione del cane, aprendo il bagaglio per vedere cosa ci fosse all'interno. Una volta aperta la valigia, gli agenti hanno rinvenuto, ben nascosta nel doppiofondo, una confenzione contenente oltre tre chilogrammi di droga, che dopo le analisi è risultata essere eroina. Tutta la sostanza stupefacente è stata quindi sottoposta a sequestro da parte della guardia di finanza. Il 35enne napoletano è stato invece tratto in arresto, su conforme parere dell'Autorità Giudiziaria, per il reato di detenzione ai fini di spaccio, mentre la moglie è stata denunciata a piede libero. [[video 1770802]] Tag:  eroina valigia aeroporto
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Mantova, un fedele mette in bacheca una lettera critica sul Papa (Thu, 17 Oct 2019)
Nel mantovano spunta una lettera sul Papa. Questo pontificato, per l'autore, si fossilizza troppo su "politica" e "migranti" C'è almeno un fedele, con ogni probabilità una donna, che non ha timore di criticare il Papa della Chiesa cattolica a mezzo lettera. Una persona che non ha dunque dubbi sul fatto che un pontefice possa essere sottoposto a correzioni di sorta o comunque a disapprovazioni pubbliche. Il che rientra in un tema molto dibattuto in dottrina da qualche anno a questa parte. Pure qualche cardinale è intervenuto sulla liceità o meno di iniziative tese alla critica o alla correzione. Bisogna pure sempre tener conto della infallibilità papale. L'episodio in oggetto ha avuto luogo a Villimpenta, nel mantovano, dov'è spuntata una lettera aperta, destinata appunto al Santo Padre. Il testo è stato appuntato sulla più classica delle bacheche parrocchiane. Stando a quanto si apprende dalla stampa locale, sembra di poter dire che i toni e i contenuti del foglio siano molti simili al decalogo presentato da chi, per lo scorso 5 ottobre, ha organizzato un rosario per la salvezza della Chiesa cattolica dinanzi piazza San Pietro. Secondo quanto riportato da La Voce di Mantova, infatti, la persona che ha voluto prima comporre e poi diffondere la missiva - persona di cui non si conoscono le generalità, non essendo presente la firma finale - ritiene che questo pontificato si stia soffermando troppo su due ambiti: quello dei migranti e quello della politica. La politicizzazione è considerata eccessiva, dunque. Sappiamo come il Santo Padre sia intervenuto in questi anni nell'arena pubblica, per indicare traiettorie ritenute inderogabili e disapprovare rigidismi, chiusure e quant'altro. Ma per il firmatario o la firmataria si può parlare addirittura di "una delle peggiori crisi nella storia della Chiesa cattolica". Si tratta perciò di un'eco tradizionalista. Anche il "fronte tradizionale" solleva spesso argomentazioni centrate sullo "stop" alle prese di posizione papali, cardinalizie e vescovili. Ma c'è anche qualche ulteriore dettaglio. Per esempio il fatto che delle copie identiche siano circolate nella medesima realtà ecclesiastica. Quasi come se si fosse svolto un volantinaggio, insomma. Poi, come spesso accade nei fatti ecclesiastici, c'è un po' di giallo di contorno. Soprattutto perché - come già rimarcato - almeno per ora non c'è la possibilità di svelare l'autore o gli autori della trovata. Tag:  lettera chiesa cattolica Persone:  Jorge Mario Bergoglio Luoghi:  Mantova
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Da Atene a Bari con 3 chili di eroina in valigia: nei guai coppia di napoletani (Thu, 17 Oct 2019)
Un 35enne napoletano di ritorno da Atene insieme alla moglie e ai figli è stato fermato e poi arrestato all'aeroporto di Bari: l'uomo nascondeva oltre tre chili di eroina in valigia Una giovane coppia di napoletani è stato fermata e arrestata all'aeroporto di Bari per spaccio di droga. I due sono stati fermati dai finanzieri per un controllo casuale subito dopo essere atterrati da Atene, dove erano stati insieme ai loro tre figli. Il pastore tedesco dell'unità cinofila, Drigon, ha subito fiutato qualcosa di strano non appena si è avvicinato alla valigia della coppia, per questo motivo i finanzieri hanno deciso di aprirla per controllare all'interno. Nel doppiofondo del bagaglio sono stati infatti rinvenuti oltre 3 chili di eroina, che è stata poi sequestrata. Il 35enne è stato arrestato, mentre la moglie è stata denunciata a piede libero. eroina valigia aeroporto 
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Como, trans ricattava un cliente e si faceva dare denaro in cambio del suo silenzio: arrestato (Thu, 17 Oct 2019)
La vittima, superato l'imbarazzo del ricatto, ha trovato il coraggio di denunciare la situazione ai carabinieri, che hanno arrestato il transessuale peruviano e il suo convivente per estorsione. Entrambi sono stati condannati a cinque anni di reclusione. È accaduto a Como L'accusa, pesante, per lei e per il marito è quella per estorsione e la condanna per entrambi, a cinque anni di carcere, è arrivata in queste ore. Al centro della vicenda "Silvana", una transessuale peruviana che occupava il parcheggio per camionisti di Inverigo, paese in provincia di Como, sulla statale Como-Bergamo, al confine con Nibionno, che insieme al compagno chiedeva soldi a un cliente. Che, però, stanco delle vessazioni, ha trovato il coraggio di denunciarli. La dinamica criminale Secondo quanto riportato da Il Giorno, la prostituta transessuale e il marito erano stati arrestati lo scorso marzo, al termine di un'indagine condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo del reparto operativo di Lecco, che avevano ascoltato la denuncia della vittima, un uomo di 41 anni residente in città. Il cliente, infatti, ogni tanto faceva visita a Silvana, pagandole le prestazioni, fino a quando le richieste di soldi erano diventate così pesanti da dover chiedere aiuto ai militari. Così la trans, che all'anagrafe è registrata con un nome ancora maschile, e il suo compagno, un 30enne di origini romene, sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari di Como, Laura De Gregorio, per essere giudicati con rito abbreviato. La sentenza non ha fatto differenza tra i due ed entrambi sono stati condannati a cinque anni di reclusione. Nel processo, il 41enne si è costituito parte civile ed è stato infatti risarcito dai due imputati. L'estorsione e l'arresto I carabinieri avevano arrestato Silvana in flagranza di reato, mentre incassava circa 4.500 euro dall'uomo, in cambio del suo silenzio. La trans, infatti, aveva minacciato di rivelare le sue abitudini sessuali ai familiari. Poco dopo il suo fermo, era stato arrestato anche il suo convivente, raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per concorso in estorsione. Per un po' di tempo, il cliente aveva pagato ingenti somme di denaro alla trans, sia per comprare droga e prestazioni, sia per mantenere il segreto di questa relazione. Ma il timore di dover continuare a pagare, senza potersi mai sottrarre alle minacce della coppia, lo aveva convinto a chiedere aiuto alle forze dell'ordine. Superato l'imbarazzo di dover raccontare l'accaduto alla famiglia, l'uomo ha acconsentito a far organizzare dai militari una consegna controllata di denaro, lo scorso 11 marzo. Nel momento dello scambio, i carabinieri hanno quindi arrestato la trans. Tag:  trans estorsione Luoghi:  Como
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Blatte morte nella cucina che rifornisce nove scuole (Thu, 17 Oct 2019)
Il Nas di Livorno, insieme agli ispettori dell'Ausl Toscana nord ovest, ha eseguito un'ispezione al centro cottura di una mensa che rifornisce i pasti di nove istituti scolastici ubicati in provincia di Pisa. Nas blatte igiene mensa scolastica  Url redirect:  https://larno.ilgiornale.it/2019/10/17/blatte-morte-nella-cucina-che-rifornisce-nove-scuole/ Blatte morte in cucina che rifornisce 9 scuole Il Nas sospende attività
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Minaccia con un coltello medici e infermieri del pronto soccorso: arrestato (Thu, 17 Oct 2019)
In manette è finito un uomo di 62 anni con numerosi precedenti specifici. L'uomo ha aggredito con un coltello medici e infermieri che lo stavano trasferendo in ospedale Ha minacciato con un coltello medici e infermieri che lo stavano trasferendo in ospedale. A finire in manette Antonino Caracoci, 62 anni, originario di Motta Camastra, con numerosi precedenti specifici. La richiesta di aiuto è arrivata ieri mattina, intorno alle 9,30 al commissariato di pubblica sicurezza di Taormina (Messina). Il personale del pronto soccorso dell'ospedale San Vincenzo denunciava la presenza di un uomo che, armato di coltello, minacciava infermieri e medici. I poliziotti intervenuti hanno immediatamente individuato il protagonista della vicenda. Sottoposto a perquisizione, l'uomo è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico con lama lunga 7,5 centimetri, che teneva dentro una borsa. Con l'arma, subito sequestrata dagli agenti, l'uomo avrebbe minacciato gli operatori del 118 che lo stavano trasferendo in ospedale a bordo di ambulanza e danneggiato strumenti e suppellettili. il 62enne è stato arrestato e, su disposizione dell'autorità giudiziaria, sottoposto agli arresti domiciliari. I reati contestati sono resistenza, porto abusivo di arma e danneggiamento aggravato. Qualche mese fa nello stesso ospedale alcuni pazienti avevano aggredito infermiere e medico di turno. Sulla vicenda era intervenuta la Uil Fpl che sollecitava l'assunzione di vigilantes armati per non mettere a repentaglio l'incolumità del personale. A luglio invece ad essere aggredito da un giovane andato in escandescenza era stato il primario del pronto soccorso, il medico Passalacqua e due infermieri. Tag:  aggressione a medico ospedale Luoghi:  Taormina
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Pianoro, nuove indagini: "Così hanno violato la privacy dei bambini" (Thu, 17 Oct 2019)
Le relazioni contenenti i profili psicologici dei minori sono state ritrovate abbandonate tra gli scaffali di un armadio nel comune di Pianoro Centinaia di bambini schedati. Nomi, cognomi e profili psicologici. I loro dati erano alla portata di tutti, abbandonati in un armadio dell’ufficio comunale di Pianoro, in provincia di Bologna. A ritrovare casualmente le schede è stato Luca Vecchiettini, capogruppo della Lega. “In quei fogli c’ero anche io. C’era mia sorella, le nostre diagnosi psichiche di quando eravamo bambini. Erano tra gli scaffali a cui tutti potevano accedere. Lasciati lì, come se niente fosse.” Come lui, decine e decine di minori erano stati osservati da due psicologi per il progetto Patchwork, un’iniziativa dell’assessorato all’istruzione che fornisce supporto psicologico a genitori e insegnanti nella gestione dell’educazione dalla scuola materna fino alle medie. I due professionisti dovevano osservare i piccoli collettivamente. Ma così non è stato. L'analisi era stata fatta sui singoli individui e per di più, in alcuni casi, sono stati persino stati riportati dei giudizi sul nucleo familiare. “Il progetto doveva relazionare la classe non i singoli", spiega Vecchiettini. E invece le relazioni parlano chiaro. “Ha un po’ di manie di persecuzione e parla da sola” si legge nei riguardi di una bambina. “È diffidente come la madre. La madre non accetta che si sporchi” scrivono su un altro minore. Poi, di un bambino: “Ha capelli lunghi e problemi d’immagine” e, sempre su di lui, “non ha carattere perchè forse ha un vissuto di rifiuto”. “Io sono rimasto sconvolto. E come me decine di genitori che mi hanno contattato per chiedermi come fosse possibile che le loro storie fossero state trovare in quello stato. Abbandonate e accessibili a tutti", continua Vecchiettini. La senatrice della Lega Lucia Borgonzoni, venuta a conoscenza dei fatti, ha riferito tutto alle forze dell’ordine ed è partita la denuncia all’ispettorato di polizia della Camera. Uno dei due psicologi che si sono occupati del progetto, il professor Mattia Minghetti, ha tentato di rispondere alle accuse tramite un post sulla sua pagina Facebook in cui dichiara: “Dal 2012 ad oggi, osservazioni e appunti sono custoditi esclusivamente in forma multimediale con protezione e doppia password per evitare inconvenienti spiacevoli, nel pieno rispetto della privacy.” Le carte però, sembrerebbero svelare altro. “Sui fogli che abbiamo ritrovato ci sono profili stilati nel 2014. I numeri parlano chiaro.” Ci spiega Vecchiettini. Ma lo psicologo minimizza: “Non sono altro che appunti personali… gli interventi nelle classi sono sempre focalizzati al gruppo e qualsiasi relazione ufficiale venga vergata non reca mai nome e cognome". Insomma, i documenti ufficiali devono rispettare la privacy del minore. Cosa che non facevano quegli appunti che, seppur personali, contenevano dati sensibili riguardanti vicissitudini, tendenze e storie di decine di famiglie. Eppure erano stati lasciati lì, come liste della spesa. In barba alla legge. “La normativa per la tutela della privacy vale sia per le imprese private sia per gli enti pubblici - spiega l’avvocato e deputato leghista Gianluca Vinci - e ciò che è accaduto a Pianoro appare una grave violazione del Decreto Legislativo 51/2018, quantomeno sotto il profilo delle sanzioni amministrative da applicarsi”. Una risposta arriva anche da parte dell’amministrazione comunale con un commento sui social del vicesindaco di Pianoro, Marco Zuffi. Il rappresentante dichiara che “procederà, tramite i suoi legali ad azioni nei confronti di chi, esercitando il ruolo di amministratore pubblico, ha avuto accesso a documenti privati senza autorizzazione o ancor peggio ne ha diffuso contenuti e/o informazioni.” Insomma, per il vicesindaco è stato il consigliere leghista ad aver violato la privacy inoltrando le fotografie di quei documenti. Tuttavia in quelle prove non appare nessun nome e i minori non sono in nessun modo identificabili. “Ho coperto tutti i dati sensibili prima di girare le foto alla senatrice Borgonzoni - ci spiega Vecchiettini - è assurdo che attacchino me su una cosa del genere invece di pensare a dare spiegazioni alle famiglie". Tag:  bambini psicologi Lega (Partito politico) Persone:  Lucia Borgonzoni Luoghi:  Pianoro Emilia Romagna Bologna
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Mal di testa e quel rossore al ginocchio: "Avevo la malattia di Lyme e nessun medico mi ha dato ascolto" (Thu, 17 Oct 2019)
Una donna di Pesaro, da 10 anni combatte con la malattia, ma a lungo i medici non hanno dato ascolto ai suoi sintomi: mal di testa frequente, il rossore sempre più esteso e persino delle ulcere. Ha appuntato tutto in un diario Si è accorta di avere una bolla rossa sul ginocchio, accompagnata dal mal di testa e si è preoccupata di avere un grave problema di salute. E in effetti, qualcosa c'era. La chiazza che aveva notato, a poco a poco era diventata dolorosa e aveva cambiato colore, diventando blu. Poi un'alopecia e due bolle, che poco dopo hanno formato due piccole ulcere. Poi altri dolori alla testa di crescente intensità, bolle erpetiche con pus e forti pruriti nella parte bassa della schiena. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, la donna temeva di avere la malattia di Lyme e in effetti aveva ragione. La sua preoccupazione, però, sarebbe rimasta inascoltata, fino alla diagnosi, che confermava un'importante fibromialgia. È stato un calvario lungo dieci anni, quello di una donna di Pesaro, la quale ha avuto tante diagnosi diverse prima di arrivare a quella giusta e a capire che ciò che le stava capitando era una forma grave che necessitava di una cura. La donna, nel tempo, ha annotato tutto in una sorta di diario personale, che le è servito a monitorare il decorso della malattia. Si tratta di una malattia di origine batterica, spesso trasmessa dalle zecche, e il New York Times l'ha definita "la malattia infettiva che si diffonde più rapidamente nel mondo dopo l'Aids". Si tratta di una patologia diffusa in tutto il mondo, dall'Africa all'Asia, dall'America all'Europa, che presenta diversi sintomi e che colpisce tante persone diverse. Proprio per questo motivo è difficile individuarla. Tag:  Malattia Lyme zecca (parassita) Luoghi:  Pesaro
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Sgominata banda di rapine in banca della Lombardia: 9 arresti (Thu, 17 Oct 2019)
Sgominata una cricca di rapinatori in banca. Questa mattina, i Carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Lodi hanno fermato ben 9 malviventi responsabili di una lunga sequenza colpi in banca tra l'ottobre del 2018 e gennaio del 2019 in disparate province della Lombardia Sgominata una cricca di rapinatori in banca. Questa mattina, i Carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Lodi hanno fermato ben 9 malviventi responsabili di una lunga sequenza colpi in banca tra ottobre del 2018 e gennaio del 2019 in disparate province della Lombardia . La banda era composta da pendolari che si spostavano da Palermo a San Colombano al Lambro, quartier generale della ghenga, ad intervalli di tempo previamente programmati. I fermati sarebbero tutti italiani con precedenti penali specifici, accusati di rapina aggravata e associazione a delinquere. Alcuni si occupavano dell'organizzazione logistica della rapina, facendo sopralluoghi e mettendo a disposizione mezzi utili alla fuga; altri invece costituivano l'esecutivo della banda. La Procura della Repubblica di Lodi, che ha coordinato le indagini, contesta ai 9 quattro fermati 4 colpi: il 26 ottobre 2018 al Monte dei Paschi di Siena di Cesano Maderno (Monza e Brianza), il 30 novembre 2018 al Banco Popolare di Senna Lodigiana ( Lodi), l'8 gennaio scorso alla BCC Laudence di Garfagnana ( Lodi) e il 5 febbraio scorso una tentata rapina al Credit Agricole di Caronno Pertusella (Varese). rapina aggravata rapine banda criminale arresti  Luoghi:  Lombardia
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Ecco il misterioso "blob": pare un fungo, ma mangia come un animale (Thu, 17 Oct 2019)
Arriva allo zoo di Parigi il misterioso organismo unicellulare: gli studiosi non sanno dire se sia più simile a un fungo o a un animale È un piccolo organismo di colore giallo, che assomiglia a un fungo, ma si comporta come un animale. "Blob", il misterioso essere vivente unicellulare può muoversi senza gambe, riesce a guarirsi da solo in poco tempo, quando viene tagliato a metà. Non ha nè una bocca, nè uno stomaco, ma è in grado di rilevare e digerire cibo, proprio come fosse un animale. L'organismo che possiede 720 sessi è arrivato allo zoo di Parigi e tra due giorni sarà esposto al pubblico, che potrà ammirare il suo comportamento perticolare e fuori dal comune. Il nome scientifico dell'essere vivente è, in realtà, "physarum polycephalum" ed è presente in natura, molto diffuso negli ambienti ombreggiati, freschi e umidi, come i tronchi degli alberi, come riferisce Afp. Secondo quanto osservato, "blob" sembra essere molto intelligente (una caratteristica fuori dal normale per un essere unicellulare) e particolarmente abile nell'andare in esplorazione di diversi ambieni, senza mai rifare il percorso già battuto in precedenza. Gli studiosi non sanno ancora dire se si tratti più di un fungo o di un animale, ma a detta di Bruno David, direttore del Museo di Storia Naturale di Parigi, di cui fa parte il Parco Zoologico, "blob è un essere vivente che appartiene a uno dei misteri della natura". È sorprendete il fatto che non abbia un cervello, ha aggiunto David, secondo quanto riporta il Corriere della Sera- perché è in grado di imparare ... e se unisci due blob, quello che ha imparato trasmetterà le sue conoscenze all’altro". Tag:  scienza natura Luoghi:  Parigi
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IlGiornale.it - Economia

L'errore con il Fisco che fa scattare la multa da 1000 euro (Thu, 17 Oct 2019)
I commercialisti sul piede di guerra per le sanzioni per gli F24 scartati: "Hanno moltiplicato le multe del Fisco per fare cassa" Basta un errore, un semplice errore per far scattare una batosta da 1000 euro. A denunciare questa "trappola" nella manovra sono i giovani commercialisti che chiedono al governo di intervenire per scongiurare di fatto una batosta sui professionisti. La mossa dei giallorossi viene contestata a gran voce da tutta la categoria dei professionisti e dei commercialisti. Infatti la tagliola della multa fino a 1000 euro può scattare su ogni f24 "errato" e dunque scartato dal Fisco. Una circostanza che potrebbe far arrivare su milioni di professionisti mazzate fiscali e sanzioni in grado di affossare tutto il settore. E così arriva un appello (e una denuncia) forte proprio dai commercialisti che mettono con le spalle al muro l'esecutivo chiedendo di "correggere il tiro anche sulle norme che rendono sempre più complicato per tutti i contribuenti e i professionisti che li assistono, non solo per gli evasori, l’esercizio del sacrosanto diritto di compensare crediti e debiti fiscali, con tanto di moltiplicazione di sanzioni anche su modelli F24 da pochi euro", afferma Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti. Un commento che di fatto è stato seguito da quello dei Giovani Commercialisti (Ungdcec) che con il presidente Virgilito mandano un messaggio chiaro all'esecutivo: "Il solo aver valutato una penale così alta per ogni modello errato - lamenta amareggiato Virgillito - è un’offesa per chi ha l’onere di mantenere con il proprio lavoro un Governo che, invece di ridurre e qualificare la spesa pubblica, continua ad aumentare il drenaggio di risorse dal settore privato, finendo concretamente, come gli antieroi dei fumetti, a rubare ai poveri per dare ai ricchi". Infine i commercialisti vanno all'attacco dei giallorossi per le misure che hanno limitato (e non poco) la Flat Tax: "L’abolizione del regime di flat tax al 20% per le partite Iva individuali con fatturati tra 65.001 e 100.000 euro nell’istante in cui non viene sostituita da altre misure a favore delle partite IVA più congeniali al nuovo Governo, denota una scelta di fondo che mette nel mirino non tanto i regimi di flat tax, quanto i lavoratori autonomi. Crediamo che su questo il Governo debba riflettere e correggere il tiro". Tag:  fisco Agenzia delle Entrate
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La guerra al contante è inutile: i dati smentiscono Conte (Thu, 17 Oct 2019)
 Url redirect:  https://it.insideover.com/economia/la-guerra-al-contante-non-ferma-levasione.html?utm_source=ilGiornale&utm_medium=article&utm_campaign=article_redirect La guerra al contante è inutile Così i dati smentiscono Conte
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Dal 2020 Imu anche sulle piattaforme marine (Thu, 17 Oct 2019)
L'ultima bozza del Dl fiscale prevede che a partire dall'anno prossimo “le strutture marine” destinate “alla coltivazione di idrocarburi siano assoggettate all'Imu” L'ultima bozza del Dl fiscale approvato “salvo intese” dal Consiglio dei ministri prevede l'introduzione dell'Imu sulle piattaforme marine a partire dal 2020. A meno di modifiche, la tassazione sarà applicata sulla base dei soli valori contabili e la base imponibile potenziale sarà ridotta al 20%, con l'imposta che si baserà su un'aliquota fissa al 10,6 per mille. Il meccanismo prevede che il gettito relativo alla quota e all'aliquota di base del 7,6 per mille finisca allo Stato, mentre la differenza tra il gettito complessivo e quello ad aliquota di base sarà attribuito ai comuni, individuati con apposito decreto. Stime e definizioni Le prime stime parlano di una base imponibile potenziale di circa 570 milioni di euro. Considerando la citata aliquota del 10,6 per mille, il maggior gettito Imu su base annua stimato e di quasi 6 milioni di euro, di cui 4,3 milioni come quota Stato e i restanti 1,7 quota comune. Per il 2020 il gettito sarà versato allo Stato, che provvederà quindi a ripartire la quota di spettanza tra i vari comuni. La bozza dà infine una definizione di piattaforma marina, con il cui termine “si intende la struttura emersa destinata alla coltivazione di idrocarburi” e situata “entro i limiti del mare territoriale come individuato dall'articolo 2 del Codice della Navigazione”. Tag:  Imu piattaforme petrolifere decreto fiscale Luoghi:  Italia
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Tensione per la manovra Scintille Di Maio-Conte (Thu, 17 Oct 2019)
Non c'è ancora un'intesa definitiva tra Conte e Di Maio per la manovra. Da sciogliere i nodi su sanzioni per i Pos e il tetto sui contanti La manovra non s'ha da fare. Ascoltando il balletto degli annunci del governo, il percorso della manovra pare essersi fermato. La lettera per Bruxelles è partita ma la chiusura del cerchio tra i giallorossi per la legge di Bilancio non c'è. Solo martedì notte Conte aveva annunciato di avre chiuso la manovra. Ma Di Maio nelle ultime ore ha sconfessato la linea del premier annunciando un vertice di governo già per lunedì prossimo per "chiarire i punti della manovra". Insomma a quanto pare la battaglia tra i 5 Stelle, Conte, Gualtieri e Italia Viva, non si è ancora chiusa. A frenare la corsa della legge di Bilancio sono tutti i punti critici che non sono stati digeriti ora dai renziani, ora dai grillini. Il punto più spinoso è quello del tetto ai contanti che da 3000 euro (soglia introdotta dal governo Renzi) scenderà a 2000 nel 2021 e a 1000 nel 2021. Una mossa questa che ha mandato su tutte le furie l'ala renziana della maggioranza e anche i 5 Stelle. I renziani si sono spinti oltre e hanno annunciato tra le righe che l'abbassamento del tetto ai contanti "Conte se lo vota da solo". Ma c'è dell'altro. Le sanzioni che si abbatteranno sugli esercenti che non permetteranno il pagamento con carta hanno scatenato la bufera nella maggioranza. Infatti i grillini, pur riconoscendo la necessità di incebntivi per i pagamenti con i Pos, non hanno digerito le sanzioni che saranno applicate sulla categoria degli esercenti e dei commercianti. Come abbiamo sottolineato, proprio Confcommercio ha messo nel mirino la multa predisposta dai giallorossi. L'ingresso delle multe in manovra sarà uno dei punti critici che saranno affrontati nel prossimo vertice. Ma la sensazione è che la tensione nella maggioranza è destinata a salire. Tag:  manovra economica Persone:  Giuseppe Conte Luigi Di Maio
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Scatta la rivolta anti-Pos: "No a multe e sanzioni" (Thu, 17 Oct 2019)
Confcommercio prende posizione sulla scelta dell'esecutivo di sanzionare con multe i commercianti che non si dotano di un Pos per i pagamenti elettronici Una vera e propria rivolta. Il mondo dei commercianti infatti è in rivolta contro l'obbligo di Pos che con la nuova legge di Bilancio diventerà parte integrante del mondo degli esercenti. Di fatto il governo sta preparando un piano che prevede una doppia sanzione per tutti quei commercianti che di fatto non si dotano di uno strumento per i pagamenti elettronici. Le multe fissate per il momento a 30 euro fanno infuriare e non poco i commercianti che con Confcommercio lanciano la protesta contro le sanzioni volute dai giallorossi. In questo scenario infatti gli esercenti provano a battere un colpo per segnalare all'esecutivo che gli incentivi per i pagamenti elettronici non necessariamente devono andare di pari passo con le multe agli esercenti. Confcommercio così lancia l'allarme: "Incentivare e promuovere l’utilizzo di strumenti elettronici di pagamento con un sistema di premialità e non di penalizzazione per Confcommercio è certamente la via giusta considerato che questa è una tendenza sempre più diffusa nel nostro paese per andare incontro alle esigenze dei consumatori", ha affermato il vicepresidente vicario Lino Stoppani. Poi sempre Stoppani sottolinea la presenza di multe e sanzioni che adesso potrebbero seminare il panico tra gli esercenti: "L'utilizzo del Pos rimane una priorità, ma certo non convince, e riteniamo una misura vessatoria nei confronti delle imprese, la previsione di obblighi di tenuta di questo strumento e, ancor di più, di sanzioni nel caso di mancato utilizzo". Il Pos ha comunque dei costi di gestione per i commercianti. Le voci di spesa sono almeno tre. La prima è il costo di installazione che viene applicata dalla banca per le spese dell'hardware. A questo vanno aggiunte le spese di canone mensile per il comodato d'uso del Pos. Infine ci sono i costi fissi per transazione. Per farsi un'idea su una spesa di 10 euro da parte di un cliente, l'1 per cento, 10 centesimi vengono pagati in commissioni da parte dell'esercente. Insomma la guerra al contante è iniziata e avrà dei costi per chi ha un'attività. Le sanzioni saranno il nodo da sciogliere da parte dei giallorossi prima che la manovra diventi legge... Tag:  pagamenti pos Bancomat
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Gualtieri conferma: "Arriva la sugar tax sulle bevande" (Thu, 17 Oct 2019)
Il ministro Lorenzo Fioramonti esulta: "Adesso i proventi vadano tutti a scuola, università e ricerca. Sarebbe il minimo sindacale" Niente tasse sulle merendine ma solo sulle bevande: la cosiddetta sugar tax rientra nella manovra ma si limiterà solamente alle bibite. A confermarlo è stato direttamente Roberto Gualtieri in un'intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore. Il ministro dell'Economia ha spiegato che si tratta di "interventi limitati sia nel numero sia nell’importo", considerando anche il fatto che "quasi sempre l'aumento fiscale è accompagnato da forme di incentivi in una logica di transizione verso la sostenibilità". Ad esempio sui buoni pasto "si riducono le agevolazioni per quelli cartacei, ma si aumentano per quelli elettronici". "Proventi alle scuole" Sul proprio profilo Twitter Lorenzo Fioramonti ha commentato la notizia: "Fermi tutti. Allora non era un'idea così campata in aria, no?". Il titolare del dicastero dell'Istruzione ha detto di non voler essere ringraziato dai suoi colleghi d'esecutivo, ma si augura che "i proventi vadano tutti a scuola, università e ricerca come nell'idea iniziale. Sarebbe il minimo sindacale". Fermi tutti. Allora non era un'idea così campata in aria, no? Non mi aspetto di essere ringraziato dal governo per aver portato questa idea nel Paese, ma mi aspetto che i proventi vadano tutti a scuola, università e ricerca come nell'idea iniziale. Sarebbe il minimo sindacale pic.twitter.com/4vRnJa4dT1 — Lorenzo Fioramonti (@lofioramonti) October 17, 2019 Soddisfazione espressa anche da Luigi Gallo, presidente delle commissione Cultura della Camera: "Finalmente rispondiamo all'appello dell'OMS per contrastare obesità infantile e malattie diabetiche e allo stesso tempo con queste risorse possiamo far risparmiare le famiglie con i filgli all'università e alla scuola, investendo in innovazione e ricerca". Finalmente rispondiamo all'appello dell' OMS per contrastare obesità infantile e malattie diabetiche e allo stesso tempo con queste risorse possiamo far risparmiare le famiglie con i filgli all'università e alla scuola, investendo in innovazione e ricerca pic.twitter.com/IPSJ21mVJG — Luigi Gallo (@LuigiGallo15) October 17, 2019 Tag:  sugar tax bevande Persone:  Roberto Gualtieri Lorenzo Fioramonti
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Dl fiscale: il carcere per gli evasori sale a 8 anni (Thu, 17 Oct 2019)
L'ultima versione del testo del dl fiscale presenta importanti novità: scende il tetto per l'uso del contante ma aumenta pena massima per evasori L'ultima versione del testo del dl fiscale approvato dal governo presenta nuove e importanti novità per rafforzare la lotta agli evasori e contrastare l'evasione fiscale. Facciamo un passo indietro: il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che introduce disposizioni urgenti in materia fiscale e il disegno di legge riguardante il Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020. Questi provvedimenti compongono la manovra finanziaria, tradotta nel Documento programmatico di bilancio 2019 da trasmettere alla Commissione europea. Torniamo alla bozza. Prima di tutto scende il tetto per l'uso del contante, fissato a quota 2.000 euro per il 2020 e 2021 e a 1.000 dal 2022 in poi. L'articolo, ricordiamolo, è in attesa di riformulazione, ma per il momento questo è quanto si legge sul documento. Sempre con l'intento di sradicare l'evasione, la pena massima di reclusione per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l'uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti passa da 6 a 8 anni. Per la precisione, la reclusione passa da un minimo di “un anno e sei mesi” e un massimo di “sei anni” a un minimo di “un anno e sei mesi” a “otto anni”. Soddisfatto Giuseppe Conte: “Giusto prevedere pene detentive nei casi più gravi – ha dichiarato il premier in un'intervista al Tg1 - Su questo tutte le forze politiche sono d'accordo. Non abbiamo ancora completato questo tassello ma ci stiamo lavorando”. Dello stesso avviso anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che in una diretta su Facebook ha però aggiunto di non voler “scatenare la guerra tra poveri”. “Il carcere per i grandi evasori deve entrare nel decreto fiscale – ha detto Di Maio – anche se in Italia bisogna combattere contro la grande evasione, non contro il commerciante”. Le altre novità Il gettito stimato proveniente dalla cosiddetta digital tax sui colossi del web sale da 600 milioni di euro annui a 708 milioni. La misura ricalca quella introdotta dalla legge di bilancio 2019 e la rende operativa, anche se “appare necessario tener conto le attività imponibili in questione sono caratterizzate da un forte sviluppo annuale. Pertanto, rivedendo la stima originaria che stimava un recupero di gettito di 600 milioni di euro annui e che faceva riferimento all'anno 2019, è stata ristimata la misura partendo da dati più recenti". Tra le altre novità spicca un finanziamento a titolo oneroso di 350 milioni di euro della durata di sei mesi per Alitalia per consentire di “pervenire al trasferimento dei complessi aziendali facenti capo ad Alitalia -Società Aerea Italiana - Spa in amministrazione straordinaria ed alle altre società del medesimo gruppo anch'esse in amministrazione straordinaria” Tag:  decreto fiscale evasione fiscale carcere uso del contante Persone:  Giuseppe Conte Luigi Di Maio Luoghi:  Italia
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Carige, la Cassazione annulla condanna a Berneschi per truffa (Thu, 17 Oct 2019)
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna a Giovanni Berneschi, ex presidente di Banca Carige, a 8 anni e 7 mesi di carcere per truffa. Il processo andrà spostato da Genova a Milano. Lui: "Chiederò il risarcimento" Il processo a Giovanni Berneschi - l'ex padre-padrone di Banca Carige condannato in secondo grado a 8 anni e 7 mesi per truffa - si deve rifare a Milano. Ha scosso Genova e tutto il mondo bancario italiano la decisione con cui la Corte di Cassazione ha annullato la condanna all'ex presidente del più importante istituto di credito ligure. Berneschi, insieme ad altri manager di Carige, è accusato di avere truffato la banca genovese con una serie di compravendite immobiliari, le cui plusvalenze farlocche - scaricate sull’istituto di credito - sarebbero state riciclate in affari all’estero. I giudici avevano accolto le tesi dei pm, al punto da aumentare la pena di 5 mesi tra primo e secondo grado. Fino all'ultima, clamorosa decisione degli Ermellini che hanno fatto proprie le istanze dei legali degli imputati. Fin dall'inizio, gli avvocati sostenevano come il presunto riciclaggio fosse stato commesso a Milano e non a Genova, sollevando una questione di competenza territoriale: per gli avvocati e i loro assistiti, infatti, non doveva essere la Procura del capoluogo ligure a celebrare il processo, ma quella milanese. Tesi accolta evdentemente dai giudici della Corte di Cassazione. Dunque, il processo sulla maxi truffa da 22 milioni di euro ai danni del ramo assicurativo Carige Vita Nuova da parte di Berneschi e gli altri manager viene spostato nel capoluogo lombardo. I reati contestati a vario titolo includono l'associazione a delinquere finalizzata alla truffa, il riciclaggio e il falso. Reati che "scadono" nel 2023: ciò significa che la prescrizione è dietro l'angolo. "Abbiamo sempre confidato in un esito del genere - ha spiegato mercoledì sera Romano Raimondo, legale di uno degli imputati insieme al collega Paolo Costa - perché le nostre richieste d’incompetenza territoriale erano ponderate". Durissimo il commento di Berneschi al Secolo XIX: "Avevo nove milioni di correntisti, adesso la gente mi insulta e mi sputa per strada. Come mi sento? Ho un grande sonno, un sonno che avevo perso improvvisamente, a partire dal 2014. Sono stanco e ho una grande voglia di dormire". E ha aggiunto: "C’è ancora un procedimento a Milano da affrontare, ma una cosa posso dirla subito: chiederò milioni di euro di risarcimento alla giustizia per quello che ho passato con la mia famiglia, per tutta la sofferenza che abbiamo sopportato". Tag:  Banca Carige Persone:  Giovanni Berneschi
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Per Alitalia nuovo prestito da 350 milioni per 6 mesi (Thu, 17 Oct 2019)
Lo prevede l'ultima versione del testo dl fiscale approvato salvo intese dal Consiglio dei ministri Nuovo prestito ponte di sei mesi per Alitalia per far fronte a "indilazionabili esigenze gestionali". Lo prevede l'ultima versione del testo dl fiscale approvato salvo intese dal Consiglio dei ministri. "Il finanziamento - si legge nel testo - è concesso con l'applicazione di interessi al tasso Euribor a sei mesi pubblicato il giorno lavorativo antecedente la data di erogazione, maggiorato di 1.000 punti base, ed è restituito, in prededuzione, con priorità rispetto a ogni altro debito della procedura, entro sei mesi dalla erogazione e, in ogni caso, entro 30 giorni dall'intervenuta efficacia della cessione dei complessi aziendali". "La Whirlpool chiude il 1° novembre, io sono preoccupato per Ilva e per i 3mila lavoratori di Alitalia. Qui rischia di essere una strage e Conte fa il fenomeno e si sistema il ciuffo", ha tuonato il leader della Lega Matteo Salvini parlando da Terni. Tag:  Alitalia
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Alitalia Maintenance Systems: tra promesse e il nulla, una ferita ancora aperta (Thu, 17 Oct 2019)
Nel mirino finiscono Movimento 5 Stelle e Partito democratico: "Hanno trattato il tema con superficialità. Non c'è stata la volontà politica di risolvere il problema" Alitalia Maintenance Systems era una società che si occupava di manutenzione, riparazione, revisione e componentistica di motori Alitalia e terzi. Con oltre 450 tecnici specializzati, il 1 luglio 2003 è stata creata perché sarebbe dovuta essere il fiore all’occhiello dal punto di vista tecnologico. La parabola A raccontarci la vicenda è Fabio Ceccalupo, ex segretario Ugl trasporto aereo. Nel 2005 nasce Alitalia Servizi per suddividere le aree del gruppo Alitalia in diversi settori di specifiche competenze; nell'area manutentiva confluisce AMS. Prima del fallimento di Alitalia linee aeree, viene scelto un partner commerciale con l’intento di apportare nuove tecnologie, il know-how tedesco e fare sinergia a livello europeo per quanto riguarda i motori. Nel 2008 fallisce Alitalia linee aeree, ma non AMS. Tra il 2009 e il 2010, dopo una serie di accordi, il Commissario di Alitalia Lai in amministrazione straordinarie approva la formula per vendere AMS avendo trovato un compratore (Maurizio Tucci) che acquisisce prima le quote di Lufthansa Technik (40%) e poi - per essere azionista di maggioranza - prende un ulteriore 26% attraverso il soggetto privato Iniziativa Prima. Il governo aveva fatto ventilare la possibilità che un quota l’avrebbe comprata Invitalia, ma alla fine viene ceduta a IAI Bedek Israel e il resto alla nuova Alitalia Cai. Nel 2010 parte la nuova compagine: nell'anno successivo vengono raggiunti risultati eccezionali, come il premio di produttività. Ma dal 2012 inizia il declino: Alitalia non manda più a riparare i motori con la medesima frequenza con cui si era partiti. Nel 2014 AMS è in difficoltà per i ritardi di commesse e perciò chiede e ottiene il concordato al Tribunale di Roma: in questo periodo si cercano acquirenti e dal Mit (a guida Lupi) spunta la società PanMed - che tra le altre cose si occupava di pale eoliche e fotovoltaici - interessata all’intero pacchetto di AMS. Fin da subito promette di mettere soldi ma alla fine “non arriva nulla". Il 30 settembre 2015 viene dichiarato ufficialmente il fallimento. Successivamente gli asset aziendali vengono acquistati dalla IAG (International Aerospace Group) a seguito di un'asta pubblica: viene poi formalizzata la previsione di un sostanziale rilancio degli investimenti dell'attività aziendale ed viene preso l'impegno ad assumere 175 lavoratori. Ma i rappresentanti sindacali iniziano progressivamente a dubitare della promessa fatta alla luce di alcune situazioni: nel 2017 erano stati smontati solamente due motori di aereo, uno dei quali era presente nei magazzini della società già da tempo; quasi tutti i materiali della base romana erano stati trasportati a Miami. Il risultato è stato drastico: circa 100 famiglie non hanno alcuna fonte di reddito a causa del termine dell'erogazione degli ammortizzatori sociali in attesa di essere ricollocati. Reddito di cittadinanza? Macché: non hanno i requisiti necessari poiché hanno percepito il fondo di solidarietà del trasporto aereo (“uno strumento grazie al quale molti lavoratori hanno potuto sopravvivere”) nel corso del 2018. Tra promesse e speranze Eppure Alessandro Di Battista aveva girato un video all'interno dell'officina, dicendo che “un Ministero serio dello Sviluppo Economico deve mantenere il lavoro e la sicurezza di determinati lavori qui in Italia”. L'attivista grillino affermò che il governo avrebbe potuto garantire “un futuro all'azienda, ai lavoratori e a tutto l'indotto" mediante “un intervento forte” appunto da parte del Mise. Contattato in esclusiva da il Giornale, William De Vecchis ha parlato della questione: “AMS è una ferita aperta per il mondo del lavoro, in particolare per il settore del trasporto aereo che vedeva in questa azienda un fiore all’occhiello del sistema industriale di Fiumicino. La sua esternalizzazione e svendita ha provocato un danno irreparabile, non solo per la perdita dei posti di lavoro e di specialisti ma anche per l’indotto motoristico dell’aeroporto di Fiumicino”. Il senatore della Lega ha preso l’impegno di “produrre un’interrogazione al ministro competente”, nella speranza che nel nuovo piano industriale di Alitalia “venga ridiscussa la possibilità di ricreare un settore di manutenzione motori nell’hub Leonardo Da Vinci”. De Vecchis ha infine concluso lanciando un monito a Movimento 5 Stelle e Partito democratico: “Hanno preso con superficialità la questione, non riconoscendo le peculiarità di un ramo aziendale così importante”. Francesco Alfonsi ha dichiarato che si tratta di “una cosa gravissima”, attribuendo al management di allora “grandi responsabilità oggettive” poiché avrebbe potuto impostare “il ragionamento con dei leader del settore, ma lo hanno fatto solamente per smantellare l’attività”. Da parte del governo vi è stata la colpa di aver “consegnato le chiavi a un soggetto che si sapeva non avrebbe dato né respiro industriale né un futuro a lavoratori e azienda. La partita è stata gestita malissimo e non c'è stata la volontà politica di risolvere il problema”. Secondo il segretario nazionale Ugl trasporto aereo “se nella nuova Alitalia non ci sarà un polo manutentivo, non avremo nuovamente un progetto coraggioso che guardi al futuro”. Tag:  Alitalia Ugl
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Wanda Nara risponde a Maxi Lopez: "Il rispetto va guadagnato" (Thu, 17 Oct 2019)
La moglie-agente di Mauro Icardi ha risposto alle parole di ieri di Maxi Lopez che aveva parlato di "perdono" alla coppia: "Il rispetto è come il denaro, puoi chiederlo, ma è meglio guadagnarlo" Maxi Lopez ha perdonato Mauro Icardi e l'ex moglie Wanda Nara e l'ha fatto durante un'intervista in patria: "Se perdono Icardi? Sì, non ho problemi con nessuno. Tutto ciò che voglio, il mio obiettivo nella mia vita, oltre al calcio, parlando come un essere umano, è cercare di trovare e dare felicità ai miei figli. L'unico obiettivo che ho è quello, il resto per me è già successo. È una pagina che ho girato tanto tempo fa e non mi stresserà affatto". L'argentino aveva poi continuato con frasi assolutamente concilianti: "Ho scelto di essere felice. Ed è una scelta di vita. Le cose possono andare bene o male. In quel momento ho fallito nella mia vita di coppia ma ho una vita da padre e per i miei figli. Era una situazione e basta. Va avanti e ho sempre scelto di vivere così. Sempre con gioia, con buone vibrazioni, mi sembra che sia il modo migliore. I problemi li hanno tutti e ci sono complicazioni in tutte le vite. Ma poi la tua vita si sviluppa in base a come la prendi". Maxi ha sotterrato l'ascia di guerra, almeno a parole, ma pare che dopo l'intervista radiofonica abbia commentato con un post avvelenato il presunto perdono all'ex amico Icardi e a Wanda: "Altro che perdono, un ringraziamento perché si è portato via W…" .L'agente e showgirl argentina ha dunque risposto in maniera piccata all'ex marito e l'ha fatto con un post su Instagram: "Il rispetto è come il denaro, puoi chiederlo, ma è meglio guadagnarlo”. Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it? Tag:  FC Inter Persone:  Wanda Nara Mauro Icardi Maxi Lopez
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Allegri sullo United: "Non parlo bene inglese ma sto imparando" (Thu, 17 Oct 2019)
Allegri prova a dribblare la domanda sul suo eventuale futuro al Manchester United e racconta di essere un allenatore che ama più ascoltare che parlare Il nome di Massimiliano Allegri è accostato da diverse settimane a quello del Manchester United. Non è un segreto che i Red Devils abbiano avuto uno dei loro peggiori inizi di stagione con risultati ben al di sotto delle più minime aspettative. Sul suo futuro in Premier League, l’ex allenatore della Juventus non si è sbottonato più di tanto. In maniera molto simpatica, come racconta la Gazzetta dello Sport, durante un simposio della Football Coaches Association ha dribblato la domanda sul suo futuro affermando semplicemente che “non parlo inglese ancora abbastanza bene, ma sto imparando”. Una risposta molto brillante per quanto il destino dell’attuale tecnico dello United sembra, oramai, segnato. Successivamente, Allegri è stato intervistato dal sito polacco Przeglad Sportowy a cui ha raccontato di essere una persona “che ascolta più di quanto parli”. Una strategia di comportamento che è stata vincente durante il periodo bianconero. Al riguardo, l’allenatore racconta di quando arrivò alla Juventus e di come trovò una squadra da ricostruire. Una situazione stimolante quanto rischiosa visto che con la Juventus è vietato sbagliare. Per trovare nuovi modi per stimolare il gruppo, prima ascoltò e poi cambiò. Allegri racconta che preferisce essere un allenatore “aperto” che ascolta. In questo modo può raccogliere informazioni dall’esterno che possono mettere positivamente in dubbio le sue idee. Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it? Tag:  calcio Manchester United Persone:  Massimiliano Allegri
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Juventus, Sarri allena la squadra con i droni (Thu, 17 Oct 2019)
Sarri utilizza le nuove tecnologie per allenare la squadra; il tecnico della Juventus è stato il primo in Italia ad usare i droni per riprendere dall'alto i giocatori mentre si allenano I droni aiuteranno il lavoro di Sarri alla Juventus. Le nuove tecnologie arrivano in soccorso del calcio e del lavoro degli allenatori. Si dice una cosa ovvia quando si afferma che dall’alto si vede molto meglio e come racconta Tuttosport, John Dawies, selezionatore del Galles, aveva l’usanza di salire sul palo dell’illuminazione del campo, legandosi per motivi di sicurezza, per vedere i giocatori dall’alto perché da quella posizione si notavano molto meglio gli errori e tutti i difetti durante il gioco. Dawies fu un precursore ma oggi sia nel Rugby come negli altri sport come il calcio, alcuni membri dello staff vanno ad assistere le partite in tribuna per annotare il comportamento dei giocatori e mandare suggerimenti. Grazie alle nuove tecnologie è stato possibile rendere più efficace questa pratica in quanto gli allenatori si sono accorti dei vantaggi di analizzare il comportamento dei giocatori dall’alto. I tentativi più concreti si fanno durante la settimana, analizzando gli allenamenti che vengono ripresi dall’alto attraverso delle telecamere. In tal senso, tra i primi ad usare questa strategia fu Giampaolo ai tempi del Treviso. Adesso, è stato fatto un ulteriore passo in avanti con l’utilizzo dei droni che permettono di riprendere dall’alto i giocatori da ogni angolazione offrendo, così, anche una grande flessibilità d’uso. Tra i primi ad adoperare questi strumenti per le riprese è stato Maurizio Sarri già nel 2013 ad Empoli. Una pratica che continua ancora oggi con la Juventus. Per l’utilizzo dei multirotore in campo, la Juventus ha ottenuto il via libera per il volo sopra il campo della Continassa. Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it? Tag:  calcio Juventus Persone:  Maurizio Sarri
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L'Inter si allena sotto l'acquazzone? Il Milan si rifugia in palestra (Thu, 17 Oct 2019)
È oggetto di dibattito sui social il modo differente con cui Milan e Inter hanno reagito alle abbondanti piogge di mercoledì: la squadra di Pioli ha lavorato in palestra, mentre Conte ha obbligato i suoi ad allenarsi sotto l'acqua Se è vero, come dice il proverbio, che il Diavolo si nasconde nei dettagli, il Milan preferisce rifugiarsi in palestra. Specialmente se piove. Le abbondati piogge cadute mercoledì sulla Lombardia hanno convinto l'allenatore Stefano Pioli e il suo staff a spostare l'allenamento tra pesi e tapis-roulant. Troppo alto il pericolo di infortuni, complice il terreno di gioco scivoloso, per non parlare del rischio di infreddolirsi. Ma seil Milan ha preferito rimanere all'asciutto, l'Inter ha fatto finta di niente. I profili social nerazzurri hanno pubblicato una foto eloquente. Ci sono Lukaku e Candreva, entrambi "coperti" da una pettorina gialla, e con il viso imbronciato. Colpa della pioggia cats and dogs. Non per il "sergente" Antonio Conte, però. Che ha obbligato i suoi a svolgere la sessione di allenamento come se nulla fosse. Insomma, approcci opposti per le due milanesi. Che qualcuno, sui social, ha utilizzato per spiegare i diversi rendimenti delle due squadre. In effetti, dopo sole sette giornate l'Inter ha il doppio dei punti del Milan, 18 contro 9. Ciò dipende dal differente tasso tecnico delle due rose, ma non solo. Forse è anche per una questione di atteggiamento. E di particolari. Dove, come detto, si nasconde Lucifero. Mentre il Milan, che dovrebbe incarnarne le virtù, ai dettagli preferisce il caldo della palestra. D'altronde, se lo chiamano Diavolo una ragione ci sarà. pic.twitter.com/LPinR2aMBw — B. (@DottorStrowman) October 16, 2019 Tag:  AC Milan FC Inter
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Sampdoria, Ferrero riceve il Tapiro d'oro: "Lo dedico a Vialli" (Thu, 17 Oct 2019)
Ferrero ha dedicato a Vialli il Tapiro d'Oro ricevuto da Striscia La Notizia: "Anche se mi vogliono male perché pensano che non gli abbia fatto realizzare un sogno, questo tapiro lo dedico a Gianluca, casa Samp è sempre aperta per lui" La Sampdoria di Massimo Ferrero occupa l'ultimo posto della classifica di Serie A e in questa sosta per le nazionali i blucerchiati hanno ingaggiato un nuovo allenatore: l'esperto Claudio Ranieri. Il periodo per la Doria non è di certo dei migliori con i tifosi che stanno contestando l'operato della società e del suo presidente ormai in rotta di collisione soprattutto dopo non aver ceduto il club alla cordata di cui faceva parte anche l'idolo Gianluca Vialli. Ferrero ha ricevuto da parte di Striscia La Notizia il tanto ambito Tapiro d'Oro sia per il momento della squadra, che per tutte le vicessitudini avute con i tifosi che vogliono la cessione del club. Ai microfoni di Valerio Staffelli ha rilasciato una dichiarazione sibillina nei confronti dei tifosi e ha, in teoria, lasciato la porta aperta a Vialli: "Anche se mi vogliono male perché pensano che non gli abbia fatto realizzare un sogno, questo tapiro lo dedico a Vialli: casa Samp è sempre aperta per lui". Il colorito numero uno della Sampdoria ha poi parlato dell'addio di Eusebio Di Francesco e della scelta di affidarsi all'esperto Claudio Ranieri, sponsorizzata da Francesco Totti: "Una sola vittoria in campionato fin qui? Pensa se non vincevamo manco quella, sarebbe stato peggio. Sono molto dispiaciuto per Di Francesco, però non so cosa gli sia capitato. Ranieri? Me lo ha consigliato Totti. È come una Ferrari, proprio quello che ci voleva qui". Il presidente della Samp fa chiarezza su alcune voci sull'arrivo di #ClaudioRanieri e poi rivela...@unavitadacinema @VStaffelli https://t.co/E3fpg5RrkJ — Striscia la notizia (@Striscia) October 16, 2019 Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it? Tag:  UC Sampdoria Persone:  Massimo Ferrero Gianluca Vialli
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Inter, Ibrahimovic e Mandzukic i sogni per l'attacco. Torna Keita? (Thu, 17 Oct 2019)
Gli uomini di mercato dell'Inter stanno lavorando per rinforzare l'attacco. Ibra e Mandzukic i sogni, Keita e Giroud due possibilità concrete. Anche a centrocampo si attendono rinforzi L'Inter di Antonio Conte ha subito un brutto colpo in questa pausa per le nazionali: l'infortunio occorso ad Alexis Sanchez è da subito sembrato grave con il cileno che è dovuto ricorrere ad un intervento chirurgico per risolvere il brutto infortunio alla caviglia. I tempi di recupero stimati in tre mesi, però, hanno fatto diventare corta la coperta di Conte con l'Inter che ha chiesto al baby talento Sebastiano Esposito di non prendere parte al Mondiale under 17 per aggregarsi in via definitiva alla prima squadra. Il classe 2002 ha incantato nel pre campionato dell'Inter facendo intravedere di possedere i colpi da potenziale campione anche se ha solo 17 anni e tantissimo da imparare. Sanchez tornerà a disposizione a gennaio ma non si sa in quali condizioni fisiche e dunque Giuseppe Marotta e Piero Ausilio stanno già sondando il mercato per capire come rinforzare l'attacco dei nerazzurri. Secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, il "sogno" quasi impossibile si chiama Zlatan Ibrahimovic, accostato di recente anche alla Fiorentina e che si svincolerà dai Los Angeles Galaxy dal primo gennaio del 2020. Per Ibra si tratterebbe di un ritorno e dieci anni dopo il suo addio nell'estate del 2009 quando andò al Barcellona in cambio di Eto'o più 50 milioni di euro. Un altro nome in cima alla lista dei desideri come vice Lukaku è quello di Mario Mandzukic che lascerà di sicuro la Juventus e chie piace molto al Manchester United. I bianconeri vogliono 11,5 milioni di euro per cederlo con l'Inter che probabilmente si orienterà sul più economico Olivier Giroud del Chelsea, coetaneo di Mandzukic e più giovane di Ibra. Sempre secondo la rosea, per colmare l'assenza di Sanchez ecco rispuntare il nome di Keita Balde Diao, ex nerazzurro fino a fine maggio e non riscattato dai nerazzurri per le eccessive richieste del Monaco ma che ha caratteristiche simili a quelle del cileno. Non solo l'attacco, visto che anche a centrocampo c'è bisogno di rinforzi con Borja Valero e uno tra Vecino e Gagliardini che potrebbero anche salutare se ci fossero opportunità importanti sul mercato come ad esempio Milinkovic-Savic o Ivan Rakitic. Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it? Tag:  FC Inter Persone:  Zlatan Ibrahimovic Mario Mandzukic Alexis Sanchez
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Il mondo del pugilato piange Patrick Day: morto il 27enne americano (Thu, 17 Oct 2019)
Lou Di Bella ha informato con una nota il decesso di Day: "Patrick è morto il 16 ottobre 2019 a causa della traumatica lesione cerebrale che ha subito nel match tra pesi superwelter contro Conwell" Il mondo della boxe, ancora una volta, piange la morte di un giovane ragazzo: il superwelter 27enne Patrick Day. Lo statunitense, infatti, non ce l'ha fatta: troppo gravi i danni celebrali subiti nel match contro Chalres Conwell che lo aveva mandato al tappeto al decimo round. Patrick era subito stato trasportato in ospedale ma le sue condizioni erano apparse critiche fin dal principio e l'operazione al cervello non è riuscita a salvargli la vita. Il suo avversario Conwell e il promotore dell'incontro Lou Di Bella avevano chiesto sui social a tutti i fan di pregare per Day: “Patrick è in coma ed è in condizioni estremamente critiche. Pat Day rende ogni posto in cui si trova in un posto migliore. Non l’ho mai visto salutare qualcuno senza un grande sorriso". “Tenetelo nelle vostre preghiere !! #prayforpatrickday”. Le preghiere, però, non sono servite dato che Day è deceduto e non ha vinto la sua battaglia. Ad annunciare la morte del pugile 27enne è stato proprio Di Bella con una nota: "Patrick Day è morto il 16 ottobre 2019 a causa della traumatica lesione cerebrale che ha subito nel match tra pesi superwelter contro il connazionale Charles Conwell. A nome della famiglia, della squadra di Patrick e delle persone a lui più vicine, siamo grati per le preghiere e le espressioni di sostegno e amore per Pat". Di Bella ha poi continuato parlando dei pericoli del pugilato: "È molto difficile spiegare o giustificare i pericoli della boxe in un momento come questo. Tuttavia, è tempo di agire, anche se non abbiamo le risposte, noi conosciamo le molte domande da porre e abbiamo i mezzi per rispondere in modo responsabile, per rendere la boxe più sicura per tutti i partecipanti". Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it? Tag:  boxe Persone:  Patrick Day
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Milan, una cessione è d'obbligo: Suso e Donnarumma i "sacrificabili" (Thu, 17 Oct 2019)
Uno tra Suso e Gianluigi Donnarumma potrebbero essere ceduti dal Milan per far quadrare il bilancio. Il portiere e lo spagnolo sono i due calciatori che permetterebbero di compiere una cospicua plusvalenza Il Milan ha chiuso il bilancio d'esercizio con un rosso importante e ora servirà qualche cessione eccellente per permettere alle casse del club di respirare. Secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, i due calciatori indiziati a lasciare i rossoneri tra gennaio e fine anno sono due nomi eccellenti e più costosi come Gianluigi Donnarumma e Suso. Il capitano Alessio Romagnoli, ovviamente, è ritenuto incedibile dalla società rossonera che lo considera un punto di riferimento in campo e fuori per costruire le basi per un futuro che tutti si augurano essere importante dalle parti di via Aldo Rossi. Donnarumma e Suso sono i primi indiziati a lasciare il Milan anche perché permetterebbero di mettere a bilancio delle corpose plusvalenze dato che il portiere di Castellammare di Stabia proviene dal settore giovanile, mentre il talentuoso spagnolo è arrivato anni fa a parametro zero dal Liverpool. In estate il Psg ci aveva provato offrendo il cartellino di Areola più 20 milioni di euro ma Maldini aveva rispedito al mittente l'offerta. Il contratto di Donnarumma andrà in scadenza il 30 giugno del 2021 e il club è alle prese con il delicato rinnovo di contratto con il suo giovane portiere ma non sarà facile trovare un accordo in tempi brevi dato che Mino Raiola vorrà monetizzare al massimo un po' come fece nell'estate del 2017. Suso, invece, ha una clausola rescissoria tra i 35 e i 40 milioni di euro ma nessun club si è mai avvicinato a questa cifra pretesa dal Milan. La Roma ha fatto più di un sondaggio, mentre l'Inter ci aveva provato ma senza risultati l'anno passato. Lo spagnolo ha mercato anche in Spagna e Inghilterra ma il club rossonero lo cederà solo di fronte ad un'offerta ritenuta congrua per un giocatore comunque ancora giovane e che compirà 26 anni il prossimo mese di novembre. Il "problema" più grande è che sia Suso che Donnarumma stanno molto bene al Milan, un po' come Kessie che in estate ha rifiutato un trasferimento al Wolverhampton. I rossoneri, però, hanno esigenza di vendere e di mettere a bilancio corpose plusvalenze per far quadrare il bilancio anche se si parlerà di cessioni difficili e dolorose. Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it? Tag:  AC Milan Persone:  Suso Gianluigi Donnarumma
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Messi vince la scarpa d'oro: "Io parlo sul campo. L'Inter? Ci ha fatto soffrire" (Thu, 17 Oct 2019)
Lionel Messi ha messo in bacheca la sua sesta scarpa d'oro e ha elogiato l'Inter di Conte battuta a fatica in Champions League: "I nerazzurri non mi hanno stupito" Lionel Messi ha vinto per la sesta volta la scarpa d'oro e l'ha fatto mettendosi alle spalle l'attaccante francese del Psg Kylian Mbappé e l'esperto centravanti della Sampdoria Fabio Quagliarella. La Pulce argentina in tutti questi anni di onorata carriera ha vinto di tutto tra cui cinque Palloni d'Oro come il suo rivale storico Cristiano Ronaldo. Il 32enne di Rosario ha riservato una piccola stoccata all'attaccante portoghese della Juventus e a Zlatan Ibrahimovic che non perdono mai tempo per autocelebrarsi. Ecco le sue parole riprese dalla Gazzetta dello Sport: "CR7 è una star. Io preferisco che siano gli altri a parlare di me. So ciò che sono, quello che ho fatto e ciò che posso ancora dare, però me lo tengo per me. Semmai, ringrazio gli artefici di tanti miei gol, come Suarez e Jordi Alba". Messi ha recentemente incontrato in Champions League una squadra italiana, l'Inter di Antonio Conte, una delle poche squadre a cui la Pulce non è riuscita a realizzare nemmeno un gol in tanti precedenti. Il fuoriclasse argentino ha elogiato i nerazzurri: "Se l'Inter mi ha stupito? No, perché la stavamo seguendo da un po' e sapevamo ciò che avremmo affrontato. Io l'avevo vista in campionato, dove è partita benissimo, nel quale sta lottando alla pari con la Juve, cosa per niente facile né scontata. Sapevamo che quella di Conte è una squadra molto ordinata, che gioca a memoria, che ha già ben chiari i propri automatismi e che ci avrebbe creato delle difficoltà. E così è stato". Messi ha infine concluso parlando dei suoi sogni più importanti, ovvero continuare a vincere titoli: "Il mio più grande sogno è quello di continuare a vincere trofei con le mie squadre, m'interessano più dei premi individuali. E poi sogno di vincere di nuovo la Champions. Questa è la grande sfida: mettere un'altra Champions in bacheca anche perché è una cosa che poi porta con se i riconoscimenti individuali. Ma ripeto, vincere The Best, il Pallone d'Oro o il Puskas non fa parte dei miei obiettivi: se succede, meglio, ma se non arrivano non è un problema". Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it? Tag:  FC Barcellona FC Inter Persone:  Lionel Messi Cristiano Ronaldo
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Inter, il ko di Sanchez esalta la lacuna dell'attacco (Thu, 17 Oct 2019)
Conte e un reparto «spuntato». L'idea Mandzukic per gennaio, ma il croato si è già promesso al Milan Il consulto è diventato un intervento: Alexis Sanchez è stato operato al tendine peroneo lungo della caviglia sinistra e starà fuori squadra per (almeno) 3 mesi. Tradotto: l'Inter è nei guai, a meno che il baby Esposito, cui Conte ha chiesto di rinunciare agli imminenti Mondiali Under 17, non si riveli già pronto per la Serie A. Il verdetto del prof. Cugat, cui di comune accordo si sono rivolti Inter e Manchester United (proprietario del cartellino) non ha lasciato spazio: nessuna terapia conservativa, ma intervento chirurgico immediato, ieri a Barcellona e così adesso Antonio Conte si ritrova con solo 2 vere punte in organico, Lukaku (che non sta benissimo da settimane) e Martinez, più l'attaccante leggero Politano e appunto il giovane corazziere Sebastiano Esposito (17 anni e 187 centimetri). Scartata subito l'ipotesi di prendere un attaccante svincolato (nel 2013 dopo l'infortunio di Milito ci fu un tentativo per Carew, scartato dopo le visite mediche) perché nemmeno Pepito Rossi, è giudicato adatto per il ruolo, prende invece già corpo quella dell'acquisto a gennaio (inizialmente non previsto) e i primi nomi si inseguono: dal francese campione del mondo Giroud (ai margini del Chelsea) al russo Artem Dzyuba, protagonista agli ultimi mondiali e in scadenza a giugno con lo Zenit. Ce ne sarebbe un altro di giocatore teoricamente sul mercato e molto più vicino, anche geograficamente: Mario Mandzukic. Per il croato però la strada sembra chiusa: difficile ipotizzare una trattativa con la Juventus, soprattutto perché c'è chi giura che Mandzukic (con l'avallo bianconero) sia già d'accordo con il Milan. Per l'immediato, Conte dovrà necessariamente alternare giocatori e moduli, per reggere la densità di impegni del prossimo mese e dribblare gl'inevitabili acciacchi che ne deriveranno. Rivedremo quindi certamente anche l'Inter a una sola punta, con 2 trequartisti in appoggio, ma sicuramente anche Esposito avrà l'opportunità di esordire in Serie A per continuare a mostrare i progressi già evidenziati nelle amichevoli estive. Domenica, peraltro, l'assenza più importante sarà quella di Sensi, che mancherà l'incrocio col suo passato a Reggio Emilia (ore 12:30) con la speranza di recuperarlo poi in Champions contro il Dortmund. In attacco, l'altro ex Politano, ovviamente in coppia con Lukaku, cui per fortuna dell'Inter, il Belgio ha risparmiato la seconda partita.
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IlGiornale.it - Cultura

Il debutto di Luna Berlusconi al Mac di Milano (Thu, 17 Oct 2019)
Fonte foto:  fotogramma, lapresse Il debutto di Luna Berlusconi al Mac 2 Sezione:  Cultura Luna Berlusconi debutta al Mac di Milano con una ventina di opere divise in 3 serie: Angeli, Nudi e Icone
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Batman finisce sotto processo: eroe o fuorilegge? (Thu, 17 Oct 2019)
Per celebrare gli 80 anni del supereroe alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa si terrà un seminario-processo per stabilire se Batman sia davvero un eroe Batman eroe  Url redirect:  https://larno.ilgiornale.it/2019/10/17/processo-a-batman-eroe-o-fuorilegge/ Batman va sotto processo Un eroe o un fuorilegge?
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Il commissario Sartori non sbanda mai (Thu, 17 Oct 2019)
Misteri e morti alla Mille Miglia del 1938. Indaga il segugio creato da Massimo Tedeschi Il commissario Italo Sartori non è un poliziotto omologato e allineato al regime, nell'Italia del 1938 in cui è ambientata la sua quarta inchiesta intitolata La maledizione del numero 55 (La nave di Teseo) firmata da Massimo Tedeschi. I lettori hanno imparato a conoscerlo nei precedenti Carta rossa ((2016), L'ultimo record (2017) e Villa romana con delitto (2018) e ora lo ritrovano a capo della sezione di polizia di Salò con una giurisdizione che va da Limone del Garda a Sirmione. Sartori è solito fare colazione al caffè, avvolto nel suo impermeabile, con la testa tirata a lucido dalla brillantina, godendosi un latte macchiato schiumoso mentre il cane Argo del proprietario gli sbauscia i pantaloni in cerca del biscotto quotidiano. Lo sguardo sul territorio del poliziotto è distaccato, anche perché le sue origini sono abruzzesi. Dopo la scuola di polizia a Napoli, per un po' è stato operativo in Sicilia e in Toscana, mettendosi in luce «per alcuni successi investigativi più che per un suo manifesto credo littorio. Aveva declinato le proposte di applicare il suo fiuto sbirresco all'ufficio politico di questa o quella Questura e, men che meno, alle tortuose investigazioni dell'Ovra. A differenza di tanti suoi colleghi, non ostentava sul bavero delle giacche - che preferiva chiare - la spilla a forma di fascio littorio da tutti ribattezzata cimice. Non si metteva in prima fila sui palchi delle celebrazioni ufficiali». Sartori tiene appesi nel suo ufficio i ritratti di Vittorio Emanuele II e del Duce nel punto esatto in cui la luce del giorno intensa e la penombra serale li possono oscurare. Perché, dice, «non gli piace avere gente alle spalle». Nel marzo del 1938 il commissario verrà interpellato da Angelo Tarquini, direttore sportivo della squadra automobilistica francese Delahaye, perché la veggente Luigina Stroppa (soprannominata Nefertari) ha predetto un oscuro destino all'auto del suo team che avrà sul cofano un numero gemello. E quando i piloti Dominique Lafond ed Etienne Forcet muoiono in uno strano incidente a bordo del bolide azzurro che avrebbe dovuto essere siglato col 55, il commissario Sartori comincia supporre che ci sia davvero una minaccia in atto durante la Mille Miglia. Avrebbe voluto non occuparsi della gara, anche perché l'ha fatto innervosire l'intenzione della sua amante Anna Arcuati di partecipare alla corsa con la sua macchina. Ma il moltiplicarsi dei misteri e delle morti lo costringe ad agire.
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Il Tar respinge il ricorso: l'Uomo Vitruviano volerà al Louvre (Wed, 16 Oct 2019)
Italia Nostra aveva fatto ricorso contro il prestito ai francesi. Il Tar: "Non ci sono elementi di fondatezza. L'opera può essere esposta al Louvre" Il Tar del Veneto ha respinto il ricorso di Italia Nostra, che aveva protestato contro il prestito dell'Uomo Vitruviano alla Francia. L'opera di Leonardo Da Vinci, quindi volerà al Louvre, dove verrà esposto, nella mostra dedicata all'inventore e artista italiano. Nell'ordinanza, i giudici amministrativi della seconda sezione del Tar del Veneto, hanno affermato che "il ricorso di Italia Nostra contro il prestito non presenta sufficienti elementi di fondatezza" e che il memorandum tra i Ministeri di Italia e Francia, a cui si erano appellati per il ricorso, "non costituisce di per sé un vincolo per l'azione amministrativa". Inoltre, il "carattere identitario" dell'Uomo Vitruviano "non è assoluto e non esclude tassativamente l'opera dal prestito", anche in considerazione del fatto che "in passato sono state oggetto di prestito all'estero altre opere". Infine, il Tar ha precisato anche la legittimità dell'operato del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, perché intervenuto "in un momento in cui le attività istruttorie, concernenti l'individuazione dell'opera oggetto del prestito da parte degli organi competenti, si erano già concluse". Dello stesso parere è il ministro Dario Franceschini, che su Twitter scrive: "Il Tar del Veneto respinge il ricorso e dichiara pienamente legittimo l'operato del Mibact. Ora può partire le grande operazione culturale italo-francese delle due mostre su Leonardo a Parigi e Raffaello a Roma". Così le opere dei grandi artisti italiani voleranno a Parigi, per essere ospitati nella grande mostra del Louvre dedicata a Leonardo da Vinci. Il TAR del Veneto respinge il ricorso e dichiara pienamente legittimo l’operato del @_MiBACT. Ora può partire le grande operazione culturale italo-francese delle due mostre su Leonardo a Parigi e Raffaello a Roma. pic.twitter.com/Fm7EifQDsE — Dario Franceschini (@dariofrance) October 16, 2019 Tag:  Louvre uomo vitruviano
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A Milano la mostra "Elliott Erwitt. Family" (Wed, 16 Oct 2019)
Il Mudec - Museo delle Culture di Milano ospita fino al 15 marzo 2020 la mostra “Elliott Erwitt. Family” presentando al pubblico 60 scatti del grande fotografo americano 
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La memoria perduta di Bellezza Il poeta che nessuno racconta (Wed, 16 Oct 2019)
In «Dario il grande» Colasanti si mette sulle tracce dell'allievo di Pasolini. Ma sono difficili da seguire Non ho mai creduto, per gli scrittori che incidono in profondità il loro segno, all'appartenenza a squadre o scuole generazionali. I sociologi e gli storici hanno bisogno di raggruppare. E a furia di farlo piallano, se non addirittura cancellano le individualità. Certo, dopo cammini sotterranei, distanti, o spalla a spalla, come vecchio stopper contro vecchio centravanti, ci si riconosce. E sapete perché? Soltanto per il futile motivo che quegli scrittori hanno lavorato incessantemente su due poli: la vita e la morte. Soltanto l'energia spesa per questa reazione a catena di fissione nucleare porta allo scoppio della bomba H. Arnaldo Colasanti scrive sulla poesia di Dario Bellezza, in Dario il grande (CartaCanta edizioni) e, come sempre, cerca un eterodosso, un punto estremo e quasi patetico (per la propria poetica e percorso letterario) per cui mi costringe a strappare ogni maschera (anche se mi strappo soprattutto la faccia di carne e nervi) e giocare appunto alla vecchia maniera: uomo contro uomo; con il libero; con le ali vere; con le due mezzali altrettanto vere. Colasanti, che ho conosciuto oltre trenta anni fa, di cui molte scelte le ho bandite, di cui a lungo avevo perso traccia (in realtà mai quella interiore) di nuovo si acconcia uno specchio attaccato al volto e fa i conti della vita e della morte, cioè i conti della serva, ovvero della Letteratura. Là dove aveva iniziato e poi interrotto e poi ancora ripreso. Arnaldo Colasanti non scrive un saggio critico. Anzi, lo scrive. Ma a me, proprio al sottoscritto chiede, quasi implora misericordia, quando in alcune telefonate è convinto che io abbia perduto la ferocia, e dunque mi costringe a ricordare, a raccontare, a mettere in narrazione il gioco della reazione a catena. Vuole che io dica: Dario Bellezza non c'entra nulla. Qui è in ballo la chiamata di Dio, è in gioco la secolarizzazione del mondo che ha distrutto anche la Letteratura. Stamattina infatti accostavo la nostra vocazione, la fedeltà di ragazzini alla lingua intesa come Patria e corpo inviolabile, rispetto al piombo fuso, ideologico, corrotto dei Settanta; dicevo accostavo questa solitudine a ciò che afferma sulle pagine del Foglio il cardinale Gerhard Müller a proposito dell'attacco del mondo secolarizzato alla Chiesa; contro la solitudine del sacerdote o monaco che deve restare tale per mantenere vivo il simbolo della Croce. Ecco, anche noi ragazzi dei settanta, siamo stati monaci chiamati alla solitudine per mantenere o ricostruire una letteratura e una lingua disperse. Mentre leggevo Dario il grande, pensavo poco ma vedevo e ricordavo molto. Colasanti che andava a studiare a Farfa. Coi cistercensi, orfano di madre, con il padre che piange nell'altra stanza. E lui sui libri a spendere già la prima giovinezza. Lui che fonda la rivista Braci con Claudio Damiani, Beppe Salvia e il pittore Giuseppe Salvatori. La fanno con il ciclostilo mentre sempre col ciclostilo le BR esaltavano la lotta armata. E la neoavanguardia bruciava il romanzo e tutto ciò che fosse letteratura. Erano divorati da una vita non vissuta e per ciò vivissima, ardente nelle fiamme della passione. Poi Salvia, che giocava a camminare sui cornicioni dei quinti piani, un giorno si buttò giù. Leggendo Colasanti pensavo quasi di voler buttare questa specie di vangelo apocrifo (tutti i suoi libri lo sono), e mi dicevo come ha fatto a congiungersi a nozze con Dario Bellezza con quel suo filo di maledettismo retorico sempre a inveire contro ogni cordone ombelicale che non gli andava a genio: poeta retorico-barocco-decorativo. E lo vedo Bellezza che chiede all'assessore comunista i suoi sporchi duecento dollari altrimenti il comune glieli invia col cazzo! Mi dico: Colasanti che studiava teologia, Pascoli, i Fondatori della Chiesa ora sceglie Bellezza. Io non li conoscevo nei primi Settanta. Loro di Braci. Sperimentavo la poesia cercando di uccidermi in velocità con le automobili e poi selvaggio la letteratura mi chiama e pure io entro nella Solitudine. Anche io misuro parola dopo parola, in un tagliarsi i tendini con gioia per innestare nel dito la parola trovata nel silenzio contro il mondo. Eppure in questo scritto apocrifo Colasanti timbra la vecchia tessera di povertà anche a Dario Bellezza: perché nella oscillazione tra retorica e barocco, tra pettegolezzi in seno a Moravia e la Morante, Colasanti sfiora il viso del bambino solo e orfano del cantore di Campo de' Fiori e lo salva di qua. Di qua dove ci potevamo contare in pochi. Quando conobbi Colasanti ero amico di Amelia Rosselli. Non dissi a nessuno che da ragazzino avevo pubblicato un librino, ma ora ero oltre: avevo trasformato la solitudine in vitalità. Che è il cavallo motorizzato o meno che introduce più morte possibile nel serbatoio per vivere di più. E per sapere che sarà giusto morire da uomini ridicoli perché si è venerata, come un monaco Dio, la nostra lingua e la poesia. Avevo già giurato da un pezzo fedeltà a me stesso quando quasi investii Colasanti con la mia auto turbo, ingioiellato e seminudo con indosso il solo Chiodo Chrome Hearts con la croce gotica dietro le spalle. Lui mi disse: «Dobbiamo costruire una leggenda». Io sono stato fedele. In Dario il grande (potete leggervelo come un racconto autobiografico e morale) a pag 204, l'ultima, annoto: «La fedeltà a sé stessi è tutto». Non sono misericordioso. Sono feroce. Prima di morire non si può più sbagliare. Altrimenti è meglio uccidersi prima.
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Villa Papanice compie 50 anni, una mostra celebra il capolavoro dell'architettura post moderna (Tue, 15 Oct 2019)
La casa, progettata ed edificata nel 1969, è stata anche il simbolo del cinema italiano. Da oggi un'esposizione gratuita, aperta fino al 30 ottobre, celebrerà la bellezza e l'unicità dell'edificio È intitolata "L'Italia del boom fra mura d'artista e fotogrammi d'autore" la mostra dedicata a Casa Papanice, uno dei simboli dell'architettura post-moderna e del cinema italiano anni Settanta, a Roma. L'occasione è quella del suo 50° anniversario e il prossimo 26 settembre, alle 10.30, al castello Aragonese di Taranto, sotto l'alto patrocinio del parlamento europeo, del senato della Repubblica, del ministero per i Beni e le attività culturali, della Marina militare e della Rai, verrà celebrata l'inagurazione. La villa romana, che oggi ospita l'ambasciata del regno Hascemita di Giordania, è stata costruita nel 1969, su progetto dell'archi-star Paolo Portoghesi, in collaborazione con l'ingegnere Vittorio Gigliotti. La mostra, curata da Edmondo Papanice, nipote dell'imprenditore edile tarantino, di origine putignanese, Pasquale Papanice, che fece edificare la casa, rimarrà aperta al pubblico (gratuitamente) fino al 30 ottobre ed esporrà le foto originali di Oscar Savio, poster di film d'autore, testi riguardanti il boom economico, progetti dell'edificio, opere relative alla Casa dello scultore Leandro Lottici, ma anche foto e fotogrammi dei film girati all'interno dell'edificio, grazie alle autorizzazioni concesse da RTI Mediaset, Infinity, Titanus e Dania Film. L'evento è stato promosso e organizzato dall'associazione HALP e durante la cerimonia di inagurazione, condotta dal Giancarlo Fiume, giornalista e caporedattore Rai, saranno consegnati omaggi e premi internazionali HALP CULTURAE, realizzati dal ceramista Giuseppe Fasano. Per l'inagurazione della mostra dedicata a questo frammento di storia contemporanea, è prevista la presenza di ospiti illustri, come l'architetto Portoghesi, che ne firmò appunto la progettazione, e diversi esponenti del mondo della cultura, del cinema e della televisione. Luoghi:  Roma
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De Benedetti: "I miei figli non sanno fare gli editori" (Tue, 15 Oct 2019)
L'editore Carlo De Benedetti commenta il rifiuto da parte dei figli della sua offerta di acquistare il 30% delle quote del gruppo Gedi: "Se non amano il giornale, smettano però di distruggerlo" "Mi offro di rilanciare il gruppo Gedi". Così l'editore Carlo De Benedetti spiega al Corriere della Sera la sua offerta per l'acquisto del 29,9% di Gedi, respinta da Cir, la società che controlla il 45,75% del gruppo editoriale di cui fa parte La Repubblica. "Sono in condizioni di condurre in porto un'operazione in due tempi", spiega. Prima di tutto, il suo intento è quello di migliorare "la gestione dell'azienda, che è stata del tutto inefficace", ricominciando ad investire sul digitale. Poi, il secondo passo consisterebbe nel "portare le mie azioni, convincendo gli altri azionisti a fare altrettanto, in una Fondazione. Una Fondazione cui parteciperanno rappresentanti dei giornalisti, dirigenti del gruppo, personalità della cultura. L'obiettivo è assicurare un futuro di indipendenza a un pezzo di storia italiana". E sui figli, che hanno respinto la sua offerta, dice: "Non sono capaci di fare questo mestiere. Sanno fare bene altri mestieri, ma non hanno la passione per fare gli editori. Non hanno neanche la competenza, ma prima di tutto non hanno la passione". I figli, infatti, da tempo cercano un compratore per il gruppo Gedi, ma si tratta, a detta di De Benedetti, di "una ricerca inutile: in Italia, un compratore non c'è". L'idea dell'editore, quindi, punta a risanare l'azienda, puntando sul digitale, per poi lasciare la sua guida a una Fondazione formata da "rappresentanti dei giornalisti, dirigenti del gruppo, personalità della cultura", facendo confluire lì le sue azioni e convincendo gli altri azionisti a fare altrettanto. L'obiettivo principale è quello di "assicurare un futuro di indipendenza a un pezzo di storia italiana". Ai figli, l'ingegnere chiede "non un atto di generosità ma di responsabilità", perché se non amano il giornale "smettano però di distruggerlo". Un ulteriore attacco frontale ai figli, che già avevano reagito male all'offerta del padre di comprare quasi il 30% delle azioni del gruppo. Intanto, specifica De Benedetti, "gli azionisti Cir dovrebbero ringraziarmi per questo regalo piuttosto consistente: la mia offerta ha fatto aumentare il valore in Borsa del titolo di oltre il 15%". Ma, precisa, "non è questione di soldi, non voglio fare un affare. Le ripeto che dopo il rilancio intendo regalare le azioni a una Fondazione". Tag:  Gedi Persone:  Carlo De Benedetti
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I Legnanesi, dopo 41 anni Luigi Campisi non sarà più il Giuàn (Mon, 14 Oct 2019)
Cambio della guardia nella celebre compagnia teatrale fondata 70 anni fa da Felice Musazzi: il Giovanni Colombo, marito della Teresa, avrà un nuovo volto Il “Giuàn” lascia la famiglia Colombo dei Legnanesi. O meglio, la lascia il suo interprete, Luigi Campisi che lo impersonava dal 1978. L’hanno annunciato gli stessi Legnanesi, la celebre compagnia teatrale fondata nel 1949 a Legnano (Milano) da Felice Musazzi e Tony Barlocco. Campisi, 64 anni, bustocco di nascita, entrò a far parte della compagnia a soli 16 anni e presto venne scelto dallo stesso Musazzi come propria “spalla”, per essere cioè il Giovanni. Ma se il volto non sarà più quello di Campisi, il poco considerato marito della Teresa continuerà comunque ad esistere, pigro e avvinazzato, e ad avere baffi e cappello, segni distintivi del tanto amato personaggio. Il sostituto è già stato scelto e farà il suo debutto con l’inizio della nuova stagione teatrale. A salutarlo, a nome del gruppo, sono Antonio Provasio ed Enrico Dalceri che sul palco vestono i panni della Teresa, la tipica donna di cortile intorno a cui ruota tutta la scena, un po’ bisbetica, ma dal grande cuore, e della Mabilia, la figlia maggiorenne, da sempre zitella, che sogna di fare la soubrette. “Salutiamo con profonda stima Luigi Campisi – si legge nel comunicato stampa diffuso dalla compagnia - che ha costruito una parte importantissima della storia de I Legnanesi con innegabile talento”. La compagnia rassicura quindi i propri fan: lo spettacolo continua. Partiti da Legnano, dove nacquero quasi per scherzo all’oratorio di Legnarello, I Legnanesi con arte e ironia, satira e tradizioni, con l’immancabile dialetto e senza l’ombra di volgarità, hanno conquistato tutta l’Italia, facendo conoscere a apprezzare la strampalata famiglia Colombo, e con essa lo spirito dei cortili lombardi, a diverse generazioni. Tag:  teatro Persone:  Luigi Campisi
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Il Nobel per l'Economia a Banerjee, Duflo e Kremer (Mon, 14 Oct 2019)
Il riconoscimento è stato assegnato ai due economisti del Miti e a uno di Harvard, per "il loro approccio sperimentale volto ad alleviare la povertà globale" Il premio Nobel 2019 per l'Economia è stato assegnato ad Abhijit Banerjee, Esther Duflo e Michael Kremer. La banca centrale svedese ha motivato il riconoscimento agli economisti, lodando "il loro approccio sperimentale volto ad alleviare la povertà globale". Il Nobel per l'Economia è uno di quelli che non vennero ideati originariamente da Alfred Nobel. Esiste, infatti, dal 1968, quando la banca centrale svedese fece una ricca donazione alla Fondazione. Il premio viene infatti chiamato Sveriges Riksbank. A riceverlo, quest'anno, sono stati due economisti del Mit, l'indiano Abhijit Banerjee e alla francese Esther Duflo, e uno di Harvard, l'americano Michael Kremer. BREAKING NEWS: The 2019 Sveriges Riksbank Prize in Economic Sciences in Memory of Alfred Nobel has been awarded to Abhijit Banerjee, Esther Duflo and Michael Kremer “for their experimental approach to alleviating global poverty.”#NobelPrize pic.twitter.com/SuJfPoRe2N — The Nobel Prize (@NobelPrize) October 14, 2019 Duflo è la seconda donna nella storia ad aver ricevuto il premio Nobel per l'Economia. La prima era stata Elinor Ostrom, che ricevette il prestigioso riconoscimento nel 2009, per il suo lavoro sulla "analisi della governance, in particolare delle risorse comuni". Tag:  Premio Nobel per l'Economia
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© Dott. Giulio Perrotta (2012)